venerdì, Luglio 1

«Europa? Rispondete! Qui Canada»

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Negli ultimi anni qualcosa è cambiato?

È mutata la qualità dell’emigrazione: ormai l’Italia esporta in Canada imprenditori, professionisti, scienziati altamente specializzati e preparati che si inseriscono con sapienza all’interno della società canadese.

 

L’Italia è visto come un Paese in declino?

L’italo-canadese non vuole pensare all’Italia come un Paese in declino, anzi spera sempre in un fatto nuovo in grado di dare la spinta giusta.

 

Qual è stata la vicenda italiana che è apparsa più clamorosa e grottesca agli occhi dei canadesi?

Frequento il Canada da oltre dieci anni e limitando a questo periodo la mia osservazione posso dire che il periodo berlusconiano non ci ha recato fama positiva. Anche il fenomeno della criminalità organizzata di matrice italiana non facilita l’ammirazione nei nostro confronti.

 

Ora raccontaci del Canada. Che Paese è? Quanto c’è di etica e quanto di moralismo nella mentalità del suo popolo?

Occorre fare un’importante distinzione: il Canada è formato da una ex colonia britannica e da una ex colonia francese persa all’esito della guerra dei 7 anni, e da lì passata sotto la corona inglese. Il Quebec quindi è una provincia dove si respira Francia, Europa, cattolicesimo; un luogo dove si tendono ad assimilare usi e costumi francofoni. Il resto è di matrice britannica. Solo negli anni ’60, con il Governo Trudeau (padre dell’attuale primo ministro), si è avuta una spinta verso una identità più inclusiva delle altre etnie, portando il Canada a essere quello che è, un laboratorio, forse unico, nel quale convivono in pace popolazioni con usi, tradizioni e religioni diverse. Tutto regge in forza di un sistema rigoroso, forse in certi casi per gente come noi del tutto rigido, che però facilita la vita, la rende comoda e soddisfacente, forse noiosa (per taluni) ma che soddisfa i bisogni dei cittadini. C’è grande attenzione verso il sociale, le minoranze, coloro che hanno difficoltà, il tutto in forma laica e spesso su base volontaristica. È un Paese che coniuga un certo protezionismo con una grande capacità di accoglienza: basti pensare alla fortissima immigrazione di provenienza asiatica presente nelle province occidentali e da qui l’integrazione nei costumi, nel cibo, nell’abbigliamento, tutto senza perdere la pacatezza, la misura e la tranquillità canadesi. Uno dei meriti del precedente Governo (conservatore) è stato quello di aver aumentato la coscienza nazionale, il senso di appartenenza, il riconoscersi sotto una bandiera che solo nei colori richiama il vessillo coloniale ma che come simbolo ha la foglia di acero, albero diffusissimo in Canada, quasi a testimoniare quella vocazione ecologica che fa dei canadesi una popolazione fortemente sensibile alle questioni ambientali.

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