venerdì, Luglio 1

«Europa? Rispondete! Qui Canada»

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Perché pensa che si dovrebbe alzare il Pil? Non è un mercato ristretto, come numero di abitanti, quello canadese?

Per i canadesi l’effetto positivo è evidente: l’Europa è un mercato importante, con una grande propensione al consumo. A sua volta il Canada, nonostante i tre abitanti e mezzo per chilometro quadrato, è comunque un Paese in crescita, con una produzione locale che non è sufficiente a soddisfare le esigenze che in prospettiva si manifesteranno, anche con riferimento a quei mercati di qualità, ad esempio nel settore agroalimentare, nei quali i Paesi europei eccellono. Si prevede inoltre la possibilità per le aziende europee di partecipare alle gare pubbliche e il Canada è un Paese con enormi progetti di carattere infrastrutturale. Il trattato prevede anche la liberazione dei mercati finanziari e delle professioni, del settore medico e farmaceutico

 

Che relazioni vi sono state, nel corso del ‘900, tra Canada e Italia?

L’immigrazione italiana ebbe inizio prima della Grande Guerra. Le ondate migratorie furono diverse e tutto questo ha consentito agli emigrati italiani di posizionarsi molto bene all’interno della società canadese. In particolare, da quando il Canada è uscito dal Regno Unito, acquistando man mano una sua identità nazionale, le popolazioni che si sono lì stabilite, e in particolare gli italiani, sono state in grado di far valere le loro qualità occupando posti di rilievo in tutti i settori. In particolare la presenza italiana è numericamente più rilevante in Quebec e Ontario, ma ormai anche le Province dell’Ovest riscontrano una rilevante presenza di italiani.

 

Gli italiani di Canada sono più canadesi o più italiani?

Grazie alla sua grande capacità di attrarre e di integrare, il Paese facilita molto la canadesizzazione. Quello che vedo oggi è un grande amore degli italo-canadesi verso l’Italia; un apprezzamento per tutto quello che l’Italia rappresenta e ha rappresentato per la cultura occidentale. A questo sentimento si affianca l’incredulità per quel che di censurabile osservano; non comprendono perché in Italia, così ricca di storia e cultura, non si riescano a fare quelle cose, semplici, che ad esempio rendono la qualità della vita in Canada così attraente

 

Un ricordo di italianità?

Posso dire che nel 2006, a Vancouver, in quello che era tradizionalmente il quartiere italiano, la gioia per la vittoria nel campionato di calcio fu incontenibile, sembrava di essere in Italia e altrettanto avvenne a Montreal e Toronto. D’altronde a Toronto si contano circa 500.000 residenti di origine italiana.

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