mercoledì, Aprile 14

Europa coraggiosa e Italia delle riforme viste da sinistra

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Quando lo raggiungiamo telefonicamente, il senatore Peppe De Cristofaro sta scrivendo un post sulla nuova guerra di camorra in atto a Napoli. Dei fenomeni criminali se ne occupa anche come membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. Ma è soprattutto da napoletano che interviene nel dibattito in corso. “Non è possibile concentrare tutta l’attenzione solo sui grandi eventi come l’Expo di Milano, mentre le ‘urgenze’ di Napoli continuano ad essere trascurate”, aveva scritto in una nota firmata anche dalla collega Rosaria Capacchione, nel marzo scorso, quando per l’ennesima volta si parlava di nuova escalation criminale in città e si invocava già allora un importante piano per la sicurezza. Quel piano non è arrivato. De Cristofaro continua a chiederlo con forza e si farà sentire nei prossimi giorni dai banchi di Palazzo Madama. Intanto però guarda con grande attenzione tutto ciò che sta accadendo in Europa con la vicenda migranti. E l’esponente di Sel e vicepresidente del Gruppo Misto al Senato, approfondisce con noi de ‘L’Indro‘ gli aspetti di quel fenomeno che sta servendo anche a mettere alla prova la coesione degli stati europei. Poi non si sottrae a una serie di riflessioni sulla politica interna, sull’attività di Renzi e su una nuova questione morale nella sinistra, passando per Squinzi e il Mezzogiorno. Una conversazione più che una intervista a tutto campo, ricordando alcuni suoi interventi in Aula e in modo particolare quando nel luglio scorso definì il “Cara di Mineo il simbolo di tutti i fallimenti delle politiche di accoglienza nel nostro Paese”. De Cristofaro è anche vicepresidente della Commissione permanente Affari esteri ed emigrazione e membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.

 

Senatore De Cristofaro, partiamo proprio dai diritti umani, dall’accoglienza. «Restiamo umani», ha scritto sulla sua pagine Facebook… E il riferimento è alla questione migranti. Cosa pensa della posizione di alcuni Paesi, come l’Inghilterra?

L’imponente fenomeno migratorio che sta attraversando l’Europa, il dibattito pubblico e che sta scuotendo le coscienze dei singoli è paragonabile ad un mosaico di istantanee, complesso da decifrare, e che impone una lettura articolata. Lontana dai facili populismi. La percezione della gravità è direttamente proporzionata alla colpevole incapacità degli Stati europei di riuscire a gestirla nel migliore dei modi. Io trovo assurdo che un continente come l’Europa, che nel suo complesso conta 500 milioni di abitanti, non riesca a governare il fenomeno. In Libano, tanto per capirci, sono arrivati 1,6 milioni di siriani, un terzo della popolazione libanese (circa 4 milioni). Un po’ come se in Italia arrivassero 16 milioni di persone. I numeri di cui si parla ora sono molto più bassi fortunatamente, maggiormente gestibili. Ma ripeto, occorre un serio sforzo di responsabilità da parte dell’Europa nel suo complesso. Uno sforzo che nessuno finora ha voluto fare, per evidenti convenienze personali. Solo negli ultimi giorni si sta provando a porre rimedio, introducendo sanzioni nei confronti dei paesi che si rifiutano di ospitare quote di migranti. Una mossa necessaria quanto tardiva. Bene ha fatto il premier Renzi ad alzare la voce su questa vicenda. E l’Italia deve mantenere una posizione ferma, per mettere l’Europa di fronte alle proprie responsabilità. In questo quadro, risulta semplicemente anacronistica e insensata la posizione di chiusura assunta dall’Inghilterra e da tutti quei Paesi la cui risposta è stata quella di ergere muri. Impensabile.

Poi qualcosa sembra sia cambiato…

Si. Poi, come un cazzotto nello stomaco, vengono diffuse altre istantanee, cadaveri nelle spiagge, il corpicino di un bambino sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia. E anche le coscienze inglesi mutano il loro atteggiamento, timide aperture. La domanda è: servivano queste istantanee per scotere i leader europei? Ma come si può pensare che la soluzione migliore, a fronte di questo esodo sia chiudersi, come in un fortino? Il flusso migratorio, in presenza di muri, non si bloccherebbe ma utilizzerebbe certamente corridoi alternativi. Creare un fantomatico ‘blocco navale’ per impedire che i barconi partano dalle coste libiche indurrebbe i migranti a non partire? Li scoraggerebbe? Ovviamente no! Persone disperate che fuggono da paesi dilaniati da guerre civili e povertà utilizzerebbero altre vie di fuga. Poi c’è la reazione di Vienna. Con 20mila persone in piazza per rivendicare “umanità, empatia e solidarietà” nei confronti dei profughi in arrivo nel Paese. Una bellissima manifestazione che induce a mantenere accesa la speranza. La parte dell’Europa più bella e più coraggiosa, l’Europa dei popoli e delle persone, che non si arrende alla banalità del male.

La vicenda Mafia Capitale, scuote le cronache giudiziarie ma sembra non toccare le coscienze politiche. Non vi sono responsabilità da parte di Marino? E perché viene commissariata Ostia e non Roma?

La vicende legate a Roma e all’inchiesta Mafia Capitale sono molto complesse e occorre fare distinzione tra i piani giudiziari e quelli politici-amministrativi. In primis su Ostia, che è la più grande area mai sciolta per mafia; tanto per intenderci: ha più abitanti di Reggio Calabria. L’esito delle indagini e il conseguente scioglimento per infiltrazioni mafiose ci deve far riflettere sull’importanza strategica ed economica del mare di Roma. Sarebbe riduttivo affermare: ‘a Ostia c’è la mafia’, la lettura più corretta dovrebbe essere: ‘A Roma c’è la mafia, e Ostia, il mare di Roma, rappresenta una enorme opportunità per gli investimenti criminali’. Insomma guai a pensare che il commissariamento di Ostia sia di poco conto.

A questo si aggiungono gli aspetti politici e amministrativi, con le oggettive difficoltà riscontrate del sindaco Marino. Anche perché, se da un lato non ha potuto contare su un clima favorevole, a partire da Renzi che avrebbe gradito un passo indietro del sindaco, dall’altro Marino non è sembrato all’altezza di essere in grado di premere il tasto ‘reset’ alla sua esperienza amministrativa.
Giorni fa invece, abbiamo assistito a un commissariamento di fatto da parte del governo nei confronti della città di Roma e del suo sindaco, attraverso i poteri speciali per il Giubileo conferiti al Prefetto. Si tratta di un commissariamento politico da tempo nell’agenda del governo. Per noi la lotta alle mafie e il rilancio delle politiche sociali e dei diritti in città rimangono prioritari. Io però ritengo anche che questa complessa fase politica che sta attraversando la Capitale debba essere utilizzata come occasione di rilancio, di riorganizzazione delle forze sane della città per contrastare in modo netto ed efficace ogni tipo di zona grigia, di collusioni e compromessi criminali.

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