martedì, Ottobre 26

Europa e America, aumentano i ‘cacciatori di clandestini’

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Donald Trump spinge per il muro al confine con il Messico. Le cifre sono da capogiro e vuole per questo che partecipi anche il proprio ‘vicino’. Ma intanto lungo il confine agiscono non solo le guardie federali ma anche dei veri e propri ‘cacciatori di clandestini’.

Spesso si tratta di ex militari o gruppi paramilitari. Uno di questi parlò anche con i giornalisti de ‘La Stampa lo scorso novembre e raccontò: «Abbiamo speso 6,5 milioni di dollari per ogni miglio di recinzione, ma ad un certo punto si ferma e l’accesso è completamente aperto. Neppure il muro di Trump basterà, perché tanto lo scavalcano o scavano i tunnel. Usano pure i droni, per consegnare la droga. La Border Patrol qui ha circa 300 agenti, ma stanno in caserma: bisogna che vengano a fare la guardia sul terreno, come noi. E’ una guerra quotidiana. I narcos cambiano tattica ogni giorno, e noi dobbiamo adeguarci. Sarà una lotta infinita».

Ma questi ‘cacciatori’ non esistono solo negli Usa. In Ungheria i volontari guadagnano 150.000 Forint al mese, pari a poco più di 500 €, poco meno del salario medio. E, spinti da ‘spirito patriottico’ (dicono loro), sono di supporto ai diecimila militari e ai mille poliziotti già schierati al confine con la Serbia. ‘Cacciatori’ simili esistono anche in Bulgaria, ma sono gruppi di volontari non pagati dallo Stato. Tollerati, però, e a volte premiati per la loro attività di pattugliamento del confine con la Turchia.

Insomma un nuovo mestiere o eccesso di nazionalismo. O persino estremismo? Guardare per credere.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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