mercoledì, Ottobre 27

EuroCredito, un aiuto alle imprese

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Il Corporate Barter, ovvero il baratto fra imprese, è una realtà che, complice la crisi finanziaria, anche in Italia è in aumento e si sta consolidando. Secondo IRTA (International Reciprocal Trade Association), associazione che riunisce i principali attori mondiali del Barter, ogni anno il Barter System registra fra i 12 e i 14 miliardi di transazioni, e il settore della moneta complementare è stimato fra l’1% e il 5% dell’intero mercato.

In Italia gli operatori “si contano più o meno sulle dita di una mano”, ci conferma Cristiano Bilucaglia, fondatore di VisioTrade Spa e della moneta complementare EuroCredito.
In Italia, ci spiega Bilucaglia, la moneta complementare “incide pochissimo, nel senso che complessivamente in un anno ci saranno circa 300/400 milioni di euro di transazioni tracciate con sistemi come il nostro. Si tratta di portare a conoscenza delle aziende questi sistemi di credito alternativi”. In Europa, ci sono Paesi in cui è totalmente sconosciuto, tipo Spagna, Portogallo, Francia, un po’ come in Italia, e Paesi, nel nord Europa, in particolare in Inghilterra e Svizzera dove invece il sistema è molto sviluppato e radicato da anni, in Svizzera da decenni.

 

Ci racconti com’è nato il modello di business elaborato da VisioTrade Spa, l’EuroCredito?

Correva l’anno 2008. Io lavoravo già con diverse imprese nel settore delle utility, e iniziai a rendendomi conto che la crisi finanziaria stava dilagando, riducendo drasticamente la liquidità circolante. Mi sono interrogato sulla possibilità di trovare degli strumenti che consentissero alle imprese d’invertire quella che era, in quel momento, la tendenza a comprimere la spesa. Una via l’ho individuata nel modello dello scambio tra imprese, il baratto tra imprese. Uno strumento che, in effetti, in altre aree del mondo – parliamo dell’Inghilterra, di Australia, di Svizzera – si era già affermato e funzionava benissimo. Nei momenti di maggiore compressione finanziaria, in cui la liquidità scarseggiava, gli scambi alternativi, non monetari, avevano avuto successo, consentendo alle imprese di creare un andamento anticiclico. Nel 2008, la situazione – che sarebbe poi peggiorata negli anni successivi – era proprio quella di una pesante compressione: pochissima liquidità in circolazione, aziende che avrebbero avuto necessità di comprare ma non avevano liquidità per farlo, aziende, dall’altra parte, che avrebbero avuto necessità di vendere ma non avevano clienti che potessero comprare. Il meccanismo della domanda e dell’offerta si era inceppato. Il baratto, la moneta complementare, ho capito che poteva essere una soluzione. Ho pensato, dunque, di creare un ponte tra domanda e offerta, il ponte è la moneta complementare, il nostro Eurocredito, come l’abbiamo chiamata noi. Questo Eurocredito non è nient’altro che una moneta fiduciaria, si basa su di una stretta di mano. Quindi la nostra soluzione si pone proprio in controtendenza e anticiclica rispetto al problema dell’indisponibilità finanziaria.

Mi spiega come operativamente funziona?

Quando un’azienda vende ad un’altra azienda stipula un accordo di pagamento, il quale genera sostanzialmente un credito. Noi prendiamo questo credito e non lo facciamo saldare dalla controparte, perché è in moneta complementare, bensì lo mettiamo in circolo in una comunità più ampia. Questo principio è detto anche muto credito e consente alle imprese di farsi credito tra loro, attraverso un gestore che in questo caso siamo noi.

Detta in maniera più semplice: come funziona il meccanismo?

Funziona attraverso il fatto che ogni azienda che entra nel circuito avrà un affidamento in crediti proporzionale col volume di affari che vuole sviluppare all’interno del circuito. I nostri professionisti stimano qual’è l’andamento, ciò che si può sviluppare in capo a quella singola azienda, lo stimano e definisco quant’è il monte credito per ogni azienda di accesso nel circuito. Ogni azienda entra, acquista ciò che gli serve, e lo paga fornendo prodotti e servizi agli altri partecipanti al circuito. Il sistema lo abbiamo spiegato in questo video.

Si tratta di operazioni veloci?!

Si, sono operazioni istantanee. Io entro nel circuito, ho per esempio 20 mila euro di credito iniziale, con cui inizio a comprare. Man mano che compro posso cominciare a vendere i miei prodotti agli altri partecipanti. Non ci sarà mai moneta che circolerà, ma ci sarà questa moneta complementare che noi ci scambiamo attraverso una piattaforma nostra proprietaria. L’origine di questa moneta complementare non è la banca, non è la cassa, non è il conto corrente dell’impresa, bensì viene rilasciata dalla piattaforma che sa esattamente quanto ogni presa può sviluppare all’interno del circuito, quindi una logica in cui un credito viene immesso nel sistema attraverso il sistema fiduciario, e non attraverso un sistema di stampa di moneta reale.

E l’unico costo che l’azienda deve sopportare in cash, è quello rappresentato dalla provvigione che viene riconosciuta al circuito…

Esatto. L’azienda che partecipa al circuito paga una commissione sulla transazione di qualche punto percentuale, che è inversamente proporzionale al volume di transazione sviluppato all’interno del circuito. Cioè se ho una piccola azienda che fa mille euro di transazione all’anno, magari paga il 7%, quella che ne fa venti mila paga il 3%. Per cui diventa anche molto conveniente fare tante transazioni.

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