lunedì, Ottobre 25

EURO 2020: Italia campione, un grande successo non solo di calcio La vittoria è il primo riconoscimento ufficiale di un cambio di rotta, di tendenza, che vale oro per quello che rappresenta nell’opinione pubblica

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L’Italia è campione d’Europa dopo che nella finale del 1969 aveva battuto allo stadio Olimpico di Roma la nazionale jugoslava.

Era una nazionale speciale quella di Ferruccio Valcareggi che si preparava al grande exploit di Messico ’70 con la finale persa poi contro il Brasile di Pelè, ma questa di Roberto Mancini lo è ancora di più.

Un record di vittorie nelle ultime 39 gare disputate davanti alle nazionali di Sacchi, Vicini e Trapattoni.

Una vittoria particolare perché Mancini prese la squadra dopo l’incredibile débâcle con l’eliminazione nel 2017 dal mondiale russo del 2018 con una squadra guidata da uno sconosciuto, Giampiero Ventura, che aveva sostituito Antonio Conte.

La vittoria di ieri ai rigori contro l’Inghilterra è un evento storico non solo perché si è vinta una coppa importante, ma anche perché si è giocato bene e non si è mai perso.

Ma in effetti il significato di un evento che qualcuno potrebbe essere tentato di rilegare al mero ambito calcistico è diverso. In questi tempi di pandemia, una vittoria prestigiosa ha diversi significati a cominciare dal morale di una nazione particolarmente provata dall’epidemia stessa. Non dimentichiamoci che l’Italia è stata la prima ad essere duramente colpita dal morbo e questo anche grazie all’insipienza di una classe politica i cui ministri e governatori sono ancora al potere nonostante il disastro organizzativo iniziale e su cui indaga giustamente la magistratura.

Dunque per l’Italia la vittoria è il primo riconoscimento ufficiale di un cambio di rotta, di tendenza, che vale oro per quello che rappresenta nell’opinione pubblica.

Mario Draghi indubbiamente non solo è uno stimato tecnico e presidente del Consiglio, ma è anche un uomo fortunato e questa è una dote fondamentale per un politico.

Contemporaneamente infatti il tennista Matteo Berrettini arrivava in finale al prestigioso torneo di Wimbledon, cosa che mai era riuscita, ad esempio, al mostro sacro del tennis italiano e cioè Adriano Panatta.

Peccato che non ce l’abbia fatta con Novak Dokovic, numero uno del mondo, ma è comunque un grandissimo traguardo anche questo.

La vittoria dell’Italia sarà presto monetizzata in campo economico perché una vittoria così prestigiosa farà da traino al turismo e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno.

L’Italia riparte e lo fa grazie allo Sport ed a uomini come Mancini che hanno fatto l’impresa insieme ad una squadra di campioni.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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