mercoledì, Ottobre 20

Ettore Majorana: ‘Nessuno mi troverà’

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Quali verità ufficiali vengono messe in discussione da questo paziente lavoro di ricerca e dalle testimonianze raccolte ? 

Innanzitutto dalle foto e dalle testimonianze raccolte  emerge un ritratto del tutto diverso da quello ‘canonico’:  per il film ho utilizzato 34 foto, alcune delle quali inedite, che ci mostrano – particolarmente quelle in cui è ritratto in situazioni familiari –  un giovane sorridente, dal sorriso smagliante, pieno di vita e allegro che smentiscono  l’iconografia classica del ragazzo triste, cupo, misogino, chiuso nel suo mondo. Altro aspetto che qui si è approfondito è il rapporto con “I ragazzi di via Panisperna”: che non fu idilliaco. Pur essendosi brillantemente laureato con Enrico Fermi  nel ’29, all’età di 23 con una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi, non ebbe mai alcun incarico. Insomma, non era organico al gruppo, frequentava poco l’Istituto, 2-3 ore nel pomeriggio in Biblioteca ove poteva tenersi aggiornato sullo stato delle ricerche che si svolgevano altrove,ciò non gli impedì di   manifestando la sua disponibilità quando ricorrevano a lui  per certi calcoli. Forse l’unico con cui legava di più era Giovannino Gentile ( gli altri erano Orso Mario Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi). Del resto, anche Bruno Pontecorvo, il fisico che se ne andò in Unione Sovietica, non lo riteneva un carattere scontroso.

E il rapporto con il grande Enrico Fermi, com’era?

Di collaborazione e di rispetto. Nelle lettere al suo prof. Enrico Fermi si rivolge infatti a lui con Sua Eccellenza. Ma  non  di subordinazione, come di regola accadeva nel mondo accademico nei confronti dei cattedratici. Il maestro lo aveva indirizzato verso la fisica nucleare, ma se Fermi era il Papa, Majorana lo chiamavano Il grande inquisitore, nonostante la giovane età.  Basti pensare che, studente del IV anno,  intervenne al Congresso Internazionale di Fisica  presentando una sua tesi. Probabilmente non condivideva la strada intrapresa dall’Istituto e non lo nascondeva: si ritiene non esitasse a contestare  con coraggio e autorevolezza le teorie dei propri maestri.  Quanto a Fermi, era consapevole del talento del giovane scienziato.

Sappiamo che ad un certo punto se ne andò a Lipsia grazie ad una borsa di studio.  Che attendibilità hanno le ipotesi riguardo ad una sua simpatia verso quel regime?   

Il suo interesse era tutto rivolto alla fisica ed alla ricerca, apprezzava il modo in cui era organizzato l’Istituto di Fisica, e anche con   il Direttore Werner Heisenberg, con il quale spesso intratteneva accanite partite di scacchi, non era di subordinazione. In quel periodo perfezionò le sue  ricerche sul nucleo atomico e quindi su protoni e neutroni e nel campo delle particelle elementari . Dopo  Lipsia e Copenaghen rientrò a Roma ma non frequentò più l’Istituto di Fisica. Al concorso nazionale per professore universitario, bandito nel 1936, non partecipò,  già conoscendo i nomi dei tre cui erano destinate le cattedre. Nel ’37 si  trasferì  a Napoli accettando  la nomina per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica teorica all’Università di quella città. Sette gli iscritti al suo corso, di cui 5 donne ( allora lontane dal mondo della fisica, affascinate – così si narra – dalla sua persona e  dal suo talento). Conobbe anche Renato Caccioppoli illustre matematico e fervente antifascista.

Il resto è noto: le lettere ai familiari e all’amico e collega Antonio Carrelli, in cui esprime la volontà di farla finita, il viaggio in nave da Napoli a Palermo, il telegramma di rettifica all’amico e la prenotazione di una cabina per il ritorno la notte del 26 marzo del ’38. Da allora non si è più visto. Tante le ipotesi e le contraddizioni come il ritiro del passaporto dall’albergo insieme a una somma di denaro pari a tre mesi di stipendio, cui il film accenna. E tuttavia qualcosa ci dice, no?

Il film   espone le varie ipotesi, cercando di aiutare la riflessione. Ad esempio, le testimonianze  smentiscono l’idea  che uno dei due soggetti in viaggio in piroscafo verso l’Argentina  ( approdo di numerosi ex nazisti) fosse lo scienziato italiano (l’altro è Eichmann), inoltre sull’autenticità  di alcune  lettere da lui scritte  si nutrono forti dubbi, sull’ipotesi (avanzata a suo tempo da Sciascia) di un suicidio dovuto alla consapevolezza delle conseguenze che la  scissione atomica avrebbe potuto scatenare, il dibattito tra gli scienziati che si sono occupati del caso è ancora aperto. E’ molto probabile che già allora i rischi  del nucleare fossero prevedibili. Ma l’intento del film non era quello di scoprire il mistero  della sua scomparsa, bensì ricostruire fuori dal mito la sua personalità.

E qual è questa sua personalità?

Quella di un  uomo dottissimo,  di una mente brillante e rigorosa che non accettava compromessi,  di un certo fascino ( capelli neri, volto olivastro, sorriso smagliante e occhi fiammeggianti) ma anche umanissimo,  un uomo dai molteplici interessi, uno ‘sportivo dell’intelletto’ con le sue passioni, i suoi vizi (fumatore accanito), le sue  debolezze. C’era la fisica, un’isola felice ma ad un certo punto apparsa inadeguata, e c’era anche la vita che è fatta di amore e amicizia, di delusioni che forse lo hanno allontanato anche da se stesso.

Ci sarà un seguito?

Il materiale raccolto è tanto che si renderà necessario un nuovo film sugli ultimi suoi giorni, sulle sue amicizie ( anche a Firenze) sugli amori e sulle ultime  ore, prima della sua scomparsa che resta avvolta, come lui aveva deciso,  nel mistero.

 

Intanto, ‘Nessuno mi troverà’ che è prodotto da Andrea Stucovitz  (Partner Media Investement con CUT& Editing & More, Istituto Luce Cinecittà, Fondazione CSC  Centro Sperimentale di Cinematografia, disegni e illustrazioni di Leomacs – Massimiliano Lenardo – animati dal Centro Sperimentale di Cinematografia , con il sostegno del MiBACT Direzione Generale per il Cinema, Regione Lazio, Film Commission Torino Piemonte) , prosegue il proprio cammino  oltreché nelle sale e nei vari Festival  anche nelle scuole e nelle Università in collaborazione con il CNR.

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