mercoledì, Dicembre 8

Etiopia: sventato un attacco terroristico all’ambasciata degli Emirati Arabi, fake news? Vi sono forti dubbi che si tratti di una fake news organizzata dal Primo Ministro AbiyAhmed Ali per distogliere l’attenzione di quello che sta avvenendo in Tigray e i crimini commessi parallelamente contro l’opposizione in Oromia

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Le forze antiterrorismo etiope ieri hanno sventato un attacco all’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti (EAU) ad Addis Abeba arrestando 15 sospetti membri di un gruppo terroristico non ancora reso noto dalle autorità. Secondo le autorità etiopi il gruppo terroristico aveva intenzione di danneggiare la reputazione dell’Etiopia.

L’operazione anti terrorismo è stata intrapresa dalla Polizia Federale, servizi di sicurezza e l’Intelligence etiope (NISS). Durante l’operazione sarebbero state sequestrate decine di armipesanti, esplosivi e documenti. Il governo di Addis Ababa ha riferito di aver lavorato in collaborazione con i servizi segreti sudanesi che avrebbero sventato un altro attacco pianificato dallo stesso gruppo terroristico ai danni dell’Ambasciata EAU a Khartoum.

La notizia è stata ripresa solo dall’agenzia stampa turca, quella cinese e il The East African settimanale dell’Africa Orientale di proprietà del magnate Aga Khan. I principali media al momento sono estremamente cauti a riportarla in quanto vi è il sospetto che sia una fake news. Stanno attendendo maggior prove dal governo etiope.

Nella notizia riportata dal governo federale vi sono vari buchi misteriosi. Prima di tutto perché non hanno reso noto il nome dell’organizzazione terroristica? Secondo dubito fortemente che i servizi etiopi in questo momento possano collaborare con quelli sudanesi visto che i rispettivi paesi sono sull’orlo di una guerra. Una settimana fa i rispettivi eserciti si sono schierati con tanto di divisioni corrazzate, postazioni missilistiche e batterie di artiglieria pesante al confine etiope sudanese in attesa di istruzioni per iniziare o meno il conflitto. Vi sono forti dubbi che si tratti di una fake news organizzata dal Primo Ministro AbiyAhmed Ali per distogliere l’attenzione di quello che sta avvenendo in Tigray e i crimini commessi parallelamente contro l’opposizione in Oromia. Occorre non dimenticare che Abiy per quasi un decennio era un quadro di primo ordine all’interno della colazione di governo guidata dal TPLF e si occupava giustappunto di controllo delle comunicazioni, spionaggio e creazione di fake news” ci spiega un noto oppositore Oromo in esilio protetto da anonimato per timore di ritorsione sui parenti rimasti in Etiopia.

Come saggiamente hanno deciso i principali Media internazionali, la notizia necessita di maggior chiarimenti. Si ricorda che il governo federale nella guerra in corso con il Tigray ha diffuso una valanga di fake news per impedire la conoscenza degli orrori subiti dalla popolazione e i crimini contro l’umanità commessi. La notizia dell’eroico salvataggio dell’Ambasciata araba giunge proprio quando la Comunità Internazionale ad unisuono condanna il governo federale per la guerra di aggressione contro il Tigray, i crimini commessi, il rifiuto di assistenza umanitaria alla popolazione. Ieri si è svolta una riunione presso il Consiglio di Sicurezza ONU per esaminare se in Tigray sia in atto un genocidio, come sostengono ormai molti esperti delle Nazioni Unite.

La guerra continua e il TPLF ha fatto sapere di avere i mezzi, gli uomini e la volontà di continuare a combattere  e di sconfiggere il Signore della Guerra Abiy Ahmed, i suoi alleati eritrei e le milizie fasciste Amhara. Varie fonti di intelligence Africa Orientale danno per certi i preparativi di una seconda offensiva militare etiope eritrea contro il Tigray dove vi potrebbero essere impiegati quasi 200.000 soldati e l’uso intensivo di bombardamenti e armi chimiche contro la popolazione.

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