lunedì, Novembre 29

Etiopia: riecco il Tigray People’s Liberation Front! Ma chi è? Ecco chi è il Tigray People's Liberation Front (TPLF). Una lunga storia di una forza di combattimento etnica pronta a riprendersi il potere

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L’Etiopia è forse alla svolta della guerra civile che dallo scorso 3 novembre 2020 la sta dilaniando. Il Tigray People’s Liberation Front (TPLF), Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray, e l’Oromo Liberation Front (OLF), Fronte di Liberazione Oromo, secondo fonti locali citate da ‘CNN’, sono alla periferia della capitale. Dopo la cattura, nei giorni scorsi, delle città strategiche di Dessie, Kombolcha e Burka, e l’affermazione del TPLF che stava considerando di marciare su Addis Abeba, ora la presa della capitale potrebbe essere molto vicina.

Ma chi è il Tigray People’s Liberation Front? che da un anno sta tenendo testa -e ora è forse sul punto di sfrattarlo- al Primo Ministro etiope e premio Nobel per la Pace Abiy Ahmed.

Il TPLF è nato nel 1975, in un momento in cui centinaia di milioni di persone in tutta l’Africa e il Medio Oriente chiedevano rivoluzioni e liberazione. Tra coloro che in Etiopia chiedevano libertà e rivoluzione c’era una dozzina di giovani della regione montuosa settentrionale del Tigray. Ispirati dal marxismo-leninismo, da un profondo senso di identità nazionale e dagli slogan utopici dell’epoca, hanno immaginato un nuovo Paese. Al tempo era una piccola milizia di tigrini, un gruppo etnico a lungo emarginato dal governo centrale, nato per combattere la dittatura militare marxista dell’Etiopia.
Il TPLF, infatti, affonda le sue radici nel Tigrayan National Organization (TNO), Organizzazione Nazionale Tigrina, un movimento politico clandestino fondato il 4 settembre 1974da un gruppo di sette studenti universitari del Tigray. TNO si proponeva di sensibilizzare la popolazione contro il regime feudale di Hailé Selassié. Quando il Derg assunse il controllo del Paese, il TNO sostenne che la lotta armata era l’unico modo per porre fine al nuovo regime e ristabilire le libertà democratiche; così, nel febbraio 1975, il TNO si trasformò nel TPLF.
I due maggiori gruppi etnici del Paese, gli Oromo e gli Amhara, costituiscono oltre il 60% della popolazione, mentre i tigrini, il terzo, sono dal 6 al 7 per cento. Eppure il TPLF è diventato la forza ribelle più potente del Paese, guidando infine un’alleanza che ha rovesciato il Governo nel 1991.

Haile Selassie, l’ultimo imperatore d’Etiopia, era stato deposto e assassinato da ufficiali dell’Esercito marxisti intransigenti, che si erano immediatamente messi a imporre un duro governo autoritario. In Tigray, c’era stato a lungo risentimento per il potere dello Stato etiope centralizzato. Molti ricordavano la rivolta armata del Tigrino del 1943, che era stata brutalmente repressa. Questa volta, i leader del TPLF hanno promesso che avrebbero trionfato.

Dalla fine degli anni ’70 il TPLF è cresciuto costantemente. Nel 1978 il partito contava circa 2.000 combattenti, secondo le stime della CIA all’epoca. Due anni probabilmente già il doppio.

Il successo del TPLF non deve nulla al caso. I suoi leader erano spietati e astuti. Hanno combattuto e distrutto i gruppi ribelli rivali nel Tigray e sono stati attenti a minimizzare le loro opinioni marxiste, che sarebbero state impopolari con le popolazioni rurali conservatrici e devotamente cristiane che costituivano la base di appoggio iniziale del TPLF. Hanno invece sottolineato la minaccia posta alle tradizioni locali e all’autonomia regionale dalle politiche socialiste del regime di Addis Abeba.
Alla fine degli anni ’80, il TPLF era già diventato di gran lunga la più grande ed efficace tra la coalizione di gruppi ribelli armati etiopi che si erano uniti sotto la bandiera del Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (EPRDF) per combattere il regime etiope in difficoltà.
Il
28 maggio 1991, le truppe del TPLF, sostenute dalle forze eritree, presero il controllo di Addis Abeba.

L’alleanza ribelle divenne la coalizione di governo dell’Etiopia, con a capo il TPLF.
Meles Zenawi, che ha guidato il TPLF, ha guidato l’Etiopia dal 1991 fino alla sua morte nel 2012, un periodo durante il quale l’Etiopia è emersa come un Paese stabile in una regione turbolenta e ha goduto di una significativa crescita economica.
Ma il Governo dominato dal Tigray hasistematicamente represso gli oppositori politici e ridotto la libertà di parola. La tortura era all’ordine del giorno nei centri di detenzione del governo. C’era una repressione così spietata da preoccupare anche gli Stati Uniti, che vedevano l’Etiopia come la pietra angolare della propria strategia di sicurezza nella regione ed erano pronti a tollerare la maggior parte degli eccessi della leadership del TPLF.

Meles è morto improvvisamente nel 2012 e il suo successore scelto, Halemariam Desalegn, si è dimostrato troppo debole per gestire le crescenti tensioni.

Il malcontento, soprattutto tra i due maggiori gruppi etnici -Oromo e Amhara- ha minacciato il delicato compromesso della costituzione del 1994, e i rappresentanti delle due comunità alla fine hanno unito le forze per superare il TPLF all’interno della coalizione di governo.
Le proteste antigovernative scoppiate nel 2016 hanno aperto la strada a Abiy, che è diventato Primo Ministro nel 2018.

Abiy si è mosso rapidamente. Ha epurato i funzionari del Tigray e ha accusato alcuni di corruzione o violazioni dei diritti umani. Gli alti funzionari del TPLF sono stati licenziati dai posti chiave della sicurezza, i generali sono stati arrestati con l’accusa di corruzione e sono stati introdotti cambiamenti per contrastare il dominio tigriano delle forze armate. I prigionieri politici sono stati liberati dalle prigioni segrete, i dissidenti in esilio sono stati accolti a casa, le ingombranti imprese statali sono state privatizzate e le restrizioni sui media sono state allentate.
Nel
2019, Abiy ha consolidato il suo poterecreando un nuovo partito che era l’ex coalizione di governo meno i tigrini, che si sono rifiutati di aderire.
L’accordo di pace di Abiy con l’Eritrea, che gli è valso il premio Nobel per la pace, ha isolato il TPLF.
Ma il TPLF controllava ancora il governo regionale del Tigray e una serie di forze di sicurezza stimate da Crisis Group in 250.000 uomini armati.

Nell’estate 2020, le tensioni latenti erano aumentate ulteriormente. Il TPLF si è rifiutato di consegnare i ricercati latitanti o di unirsi al nuovo partito di Abiy per sostituire la vecchia coalizione di governo, ed è andato avanti con le elezioni locali in Tigray nonostante le elezioni fossero state rinviate a livello nazionale a causa della pandemia di coronavirus. Gli osservatori hanno affermato che la decisione è stata una ‘provocazione’, anche se i sostenitori hanno affermato che si trattava di una necessaria difesa dei diritti federali.
La scintilla che ha acceso il fuoco della guerra è arrivata il 3 novembre 2020 con un presunto raid delle unità del TPLF nelle basi militari federali nel Tigray, in cui molti ufficiali dell’Esercito nazionale sono stati uccisi e sono state sequestrate notevoli quantità di armi. Abiy ha lanciato immediatamente la sua offensiva.
Durante questo anno di guerra, il Governo federale ha deciso di catturare o uccidere figure del TPLF che includono
alcuni ex leader politici e militari dell’Etiopia. A gennaio 2021, il governo federaleha privato il TPLF del suo status di partito legale e a maggio ha etichettato il gruppo come un’organizzazione terroristica.
Il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray ha una storia significativa di mobilitazione popolare. Quando l’imperatore Haile Selassie fu deposto dall’esercito nel 1974, la giunta militare sostenuta dai sovietici -il Derg- impose un regime repressivo. In Tigray una emerse una resistenza straordinaria sotto forma di una rivoluzione popolare altamente organizzata e politicamente matura. Decine di migliaia di uomini, donne e studenti furono mobilitati per il combattimento. Scuole e altri centri educativi sono stati istituiti in aree protette e sono state introdotte riforme agrarie senza precedenti in tutta la regione. Ciò significava che il movimento era radicato nei bisogni della gente.
Questoasso nella manicadel TPLF è anche alla base del successo della guerra attuale. Dalla metà del 2021, afferma Crisis Group, «le forze del Tigray, sopraffatte in un primo momento quando il conflitto è scoppiato il novembre scorso, si sono riprese, ottenendo importanti vittorie sui loro avversari sul campo di battaglia e catturando migliaia di truppe federali. La resistenza in Tigray è stata in grado di reclutare in massa e ottenere sostegno tra i tigrini». E ora il TPLF è pronto a riprendersi il governo federale.

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