lunedì, Ottobre 18

Etiopia: l’era di Abiyot, l’uomo del popolo «Ricordatevi che per adempiere a queste promesse  io necessito del vostro supporto e di quello di tutto il popolo etiope»

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La sua carriera politica inizia nel 2010 diventando Parlamentare eletto nel distretto di Agaro (Oromiya) e risolvendo una serie di scontri religiosi tra mussulmani e cristiani senza l’uso della forza ma promuovendo il “Forum della Pace tra le Religioni” teso a promuovere il dialogo e prevenire i conflitti. Nel 2011 Abiyyi fonda il prestigioso Istituto di Ricerche Tecnologiche e Informatiche contribuendo al progresso tecnologico in vari settori della neonata industria etiope.

Nel 2015 Abiyot viene nominato Ministro delle Scienze e della Tecnologia e nel 2016 Vice Presidente della regione della Oromiya, divenendo il più valido e affidabile collaboratore del Presidente Oromo Lemma Megersa. Durante la sua carica si prodigò a offrire assistenza e dignità ai 857.000  Oromo sfollati nella regione del Somali (al confine con la Somalia) durante le violenze etniche politiche del 2017.

La nomina a Primo Ministro è stata sofferta, dovendo fronteggiare le candidature di Demeke Mekonnen, Vice Primo Ministro e leader del ANDMShiferaw Shigute leader del SEPDM e Debretsion Gebremichael,  leader del TPLF. Alcuni di questi candidati rappresentavano gli interessi dell’ala dura della coalizione pronti a difendere i privilegi acquisti e ad andare allo scontro etnico. La vittoria di Abiyyi è frutto di una maturazione all’interno della coalizione di governo che è riuscita a sottrarsi dalla trappola etnica Tigrini contro Oromo e Amara per rafforzare gli ideali rivoluzionari della guerra di liberazione dove molti patrioti etiopi, degni figli del Leone di Giuda, hanno donato il loro sangue e le loro vite per la Democrazia e per la Antica Nazione erede di Re Salomone e della Regina di Shaba da cui nacque Ebna la-Hakim conosciuto come Menelik I, primo Imperatore della dinastia Salomonica etiope.

Mercoledì 11 aprile Abiyot ha visitato la città di Ambo, Oromiya Region epicentro della protesta popolare sorta nel 2015. Salutato da un inaudito bagno di folla è stato proclamato il Salvatore della Patria da centinaia di migliaia di Oromo. Una appellativo condiviso anche dagli Amara, Tigrini e altri gruppi Etnici. “Questo è il Primo Ministro di tutti gli Etiopi” recitava un significativo cartello tra la folla di Oromo esultante. Il nostro “figlio della Rivoluzione”, noto per la sua competenza nella gestione del potere non ha disatteso le aspettative del Popolo.

Nel suo discorso Abiyot ha promesso che le vittime di ogni appartenenza etnica riceveranno giustizia e che le domande di maggior partecipazione alla vita politica e sviluppo regionale espresse dagli Oromo, Amara e altre etnie saranno esaudite senza alcuna riserva. «Ricordatevi che per adempiere a queste promesse  io necessito del vostro supporto e di quello di tutto il popolo etiope» ha ricordato umilmente Abiyot durante il suo discorso considerato a livello nazionale e dalle diplomazie estere come un vero segnale di pace e superamento della crisi politica.

Promesse seguite da fatti concreti tra i quali l’ordine di chiudere il tristemente noto centro di detenzione di Makelawi ad Addis Abeba e il rigoroso monitoraggio della inchiesta, voluta dal governo alla fine di marzo 2018, sugli incidenti della città di Moyale, distretto di Borana, Regione della Oromiya che hanno costretto oltre 10.000 oromo a rifugiarsi nel vicina Contea di Marsabit, Kenya. Abiyot ha inoltre  chiesto a un pool di tecnocrati di studiare immediatamente un piano di rilancio economico e investimenti in Oromiya e Amara Region. Il Padre di tutti gli Etiopi ha teso la mano al movimento giovanile Qeerroo  che si è posto alla guida delle proteste fin dal 2015 sfidando esercito e polizia federali. Abiyot non considera  questo movimento giovanile come dei terroristi ma lo “Scudo del Popolo Oromo”. Un abile gesto di pace teso a far partecipare tutte le forze politiche e sociali alla costruzione del futuro della Nazione e a dinnescare pericolose dinamiche etniche.

«Abiyot è stata la migliore scelta che la coalizione al governo poteva fare essendo rispettato e amato da Oromo e Amare e godendo di grande reputazione all’interno del EPRDF e tra i Tigrini. La prima sfida che lo attende è di assicurare una ampia e pluralistica partecipazione alla vita politica del Paese, annullando il gap creatosi tra il governo e i gruppi di opposizione operanti sia in Etiopia che presso la Disopra. Abiyot deve inoltre promuovere una agenda progressista concentrata sul rispetto dei diritti umani e civili e su uno reale sviluppo economico che deve essere attuato attraverso una più equa distribuzione delle ricchezze generate tra la popolazione. Nonostante il pessimo inizio dei primi mesi di quest’anno, che ha fatto temere al peggio, il governo, scegliendo Abiyot, ha inaugurato una nuova era per l’Etiopia» dichiara Ann Fitz Gerald professoressa di Amministrazione Internazionale presso l’Università di Cranfield e consulente di vari Paesi africani (tra cui l’Etiopia) nel supporto della sicurezza e del dialogo nazionali.

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