mercoledì, dicembre 19

Etiopia: l’era di Abiyot, l’uomo del popolo «Ricordatevi che per adempiere a queste promesse  io necessito del vostro supporto e di quello di tutto il popolo etiope»

0

Abiyyi Ahimad Alii, detto Abiyot (‘rivoluzione’ in amarico), tecnocrate di 43 anni, è stato eletto a Primo Ministro il 02 aprile 2018 a seguito delle dimissioni del suo predecessore, Hailemariam Desalegn, presentate lo scorso febbraio come sintomo di profonde divisioni all’interno della coalizione di Governo, guidata da  Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front – EPRDF (conosciuta in Etiopia come Ehadig), al potere dal 1991, dopo aver combattuto e destituito il regime stalinista di Mènghistu Hailè Mariàm, detto il Negus Rosso. Il EPRDF è il partito guida della coalizione di Governo formata dal OPDO (Oromo Peoples’ Democratic Organization), ANDM (Amhara National Democratic Movement), SEPDM (Southern Ethiopian People’s Democratic Movement) e dal TPFL Tigrayan People’s Liberation Front. Alle  dimissioni di Desalegn è seguita la dichiarazione dello stato di emergenza che ha creato forte apprensione tra la popolazione e un drastico calo del turismo, importante fonte di entrata di valuta pregiata per il Paese.

La crisi di Governo, iniziata lo scorso febbraio, è l’evoluzione di una profonda crisi politica originata nel 2015 che vede contrapposti la coalizione di Governo e movimenti politici delle etnie Oromo e Amara. L’opposizione è iniziata con la protesta della espansione della capitale Addis Abeba che ha causato l’esproprio delle terre coltivabili nella provincia di Oromiya, dove la capitale è ubicata, assumendo in breve tempo una pericolosa piega politica. Gli Oromo (il più grande gruppo etnico etiope mai acceduto al potere e sempre discriminato fin dai tempi del  Negus Tafarì Maconnèn detto Haile Selassie (Potenza della Trinità) si sono alleati agli Amara (altra etnia maggioritaria che ha detenuto il potere da tempi immemorabili ma sostituita nel 1991 dal EPRDF) contro la coalizione di governo. L’opposizione ha organizzato tentativi di rivolta duramente repressi scatenando pericolose derive etniche contenenti tutto il potenziale per  far sprofondare il Paese più sviluppato del Corno d’Africa e sede della Unione Africana in una guerra civile.

Oromo e Amara lanciano accuse alla coalizione Ehadig di essere controllata dai ex guerriglieri marxisti del Tigrai TPFL una minoranza etnica che, secondo l’opposizione, terrebbe in ostaggio l’intero Paese impedendo che la crescita economica (10% annuo), si tramuti in un vero sviluppo per la popolazione in generale. Anche se ufficialmente i movimenti di protesta Oromo e Amara affermano di voler maggior democrazia e partecipazione, varie loro rivendicazioni sembrano orientarsi sulla rivincita etnica che inevitabilmente distruggerebbe i sogni di maggior democrazia e pace nutriti dalla maggioranza della popolazione. Se le forze dell’ordine in questi due anni di confronto hanno fatto varie vittime tra i manifestanti, decine di innocenti tigrini sono stati linciati da Oromo e Amara e le loro attività economiche e immobili date alle fiamme.

Tutti gli osservatori regionali e internazionali dal dicembre 2017 temevano che l’inasprirsi della lotta politica condotta su linee etniche portasse alla implosione di questo strategico e importante Paese africano. Al contrario la coalizione di governo ha mostrato una saggezza politica inaspettata eleggendo Abiyot a Primo Ministro. Una carica conferita ad un uomo rispettato da tutte le etnie che ha sempre portato avanti l’unità nazionale con il motto: “Siamo tutti Etiopi”.

Abiyyi Ahmidad Alii, nato nel 1976 a Beshasha cittadina del Provincia di Oromyia da una famiglia mista a livello religioso (mussulmana e ortodossa) ed etnico (Oromo, Amara), è una figura poco conosciuta all’estero ma di estrema importanza per la scena politica nazionale, essendo il Presidente del movimento politico Oromo: OPDO e ora capo della coalizione di governo. Abiyot non è certo una figura aliena al EPRDF né al movimento di liberazione tigrino, avendo ricoperto il ruolo di Parlamentare e membro dei comitati esecutivi del OPDO e EPRDF.

Durante il servizio militare Abiyot si è laureato in Ingegneria Informatica presso il Microlink Information Technology College di Addis Abeba. Nel 2005 si è specializzato in Crittografia a Pretoria, Repubblica del Sud Africa. La sua insaziabile sete di conoscenza lo ha portato ad ottenere un Master di Amministrazione Pubblica nel 2011 e un Master di Amministrazione e Leadership politica nel 2013. Nel 2017 ha conseguito una specializzazione sulla “risoluzione dei conflitti etnico religiosi in Etiopia), divenendo inoltre uno tra i più illustri esperti della prevenzione dei conflitti e lotta al terrorismo del Corno d’Africa.

Abiyot raggiunge le forze rivoluzionarie nel 1991 per lottare contro il regime del Terrore Rosso dopo l’assassinio politico di suo fratello maggiore. Presto diventa uno tra i più brillanti e audaci comandanti della formazione guerrigliera Oromo, OPDO che contava poche centinaia di rivoluzionari, consideranti però le truppe d’élite della guerriglia Tigrina forte di 90.000 uomini. Dopo la caduta di Mènghistu, Abiyot riceve una moderna formazione militare e gli viene assegnata la strategica gestione della Intelligence Informatica del dipartimento Difesa e Comunicazioni. Abiyot nel 1994 partecipa  come ufficiale alla UNAMIR (Forze di Pace ONU in Ruanda) contraddistinguendosi al fianco del Generale Romeo Dallaire nella difesa della popolazione contro le forze genocidarie hutu. I suoi atti eroici in difesa dei civili innocenti hanno creato una inestinguibile gratitudine del popolo ruandese e una solida amicizia con Paul Kagame, attuale presidente del Ruanda. Durante la guerra Eritrea – Etiopia (1998 – 2000) Abiyyi prende la direzione della Intelligence Militare. Nel 2007 fonda l’Agenzia Etiope di Sicurezza Telematica divenendo il Vice direttore, carica ricoperta fino al 2010 quando viene promosso al grado di Colonnello Luogotenente.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore