giovedì, Settembre 16

Etiopia: giovani soldati somali usati contro la loro volontà per combattere in Tigray Il coinvolgimento delle unità dell’esercito somalo che si trovavano in Eritrea per addestramento militare, dimostra che l’attacco al Tigray era stato programmato molto prima del famoso casus belli

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Dopo le evidenti prove della presenza dell’esercito eritreo nel conflitto in Tigray, ora giungono prove che il Governo Federale di Addis Ababa abbia utilizzato anche unità dell’esercito somalo come mercenari per combattere il TPLF.  A darne notizia è il quotidiano somalo ‘SomaliGuardian‘ in un dettagliato reportage dove si riportano le generalità e i gradi dei soldati somali caduti in Tigray. La notizia, che sta divenendo virale in rete, non trova smentite o conferme dal governo etiope che si chiude in un imbarazzante silenzio. Solo il governo somalo ha reagito alla notizia, negandola.

Secondo le indagini condotte dal quotidiano somalo, circa 2.500 soldati regolari della Somalia presenti in  Eritrea per training militari sarebbero stati trasportati al confine con l’Etiopia una settimana prima dell’attacco al Tigray (avvenuto il 3 novembre 2020). Il contingente somalo sarebbe entrato in Tigray il 4 novembre assieme alle divisioni della Eritrean Defense Forces che avrebbe assunto il comando operazionale sugli ufficiali somali.

Dopo aver completato l’addestramento militare presso il campo di formazione di Anseba, io e altre migliaia di commilitoni siamo stati trasportati con degli autobus alla frontiera etiope. Solo quando siamo arrivati alla frontiera un nostro ufficiale ci ha informato che dovevamo partecipare alla imminente guerra contro il TPLF in Tigray”, testimonia un soldato somalo ritornato in patria. Altri due suoi compagni ritornati a Mogadiscio hanno confermato la testimonianza aggiungendo che le unità somale sono state spedite in prima linea davanti alle truppe eritree e ai soldati federali etiopi per sfondare le linee nemiche tenute dal TPLF.

Ci hanno fatto a pezzi. Siamo morti come mosche su cui si spruzza l’insetticida. Ci hanno usato per sfiancare la resistenza dei soldati tigrini e per fargli sprecare le munizioni. Siamo stati costretti a ripiegare dopo aver subito ingenti perdite. Dopo si sono susseguite altre ondate di attaccanti: le milizie Amhara e i soldati eritrei. Solo quando la resistenza tigrina è stata sopraffatta a costo di ingenti perdite, quei vigliacchi dei federali etiopi hanno avanzato per uccidere a sangue freddo i soldati TPLF rimasti feriti o che si erano arresi. Ci hanno usato come carne da cannone”. Questa la testimonianza ricevuta da un soldato somalo sopravvissuto protetto da anonimato in quanto ha disertato ed ora si trova in Sudan ed è ricercato dalle autorità di Mogadiscio.

Il Somali Guardian ha pubblicato (con preventivo consenso dei famigliari) i nomi di alcuni soldati somali caduti nell’inferno del Tigray: Ibrahim Dini, Saed Adan, AbdullahiMumin, Nunow Madkery, Maslah Ali. Il sodato semplice Ahmed (nome di fantasia in quanto disertore) ha riferito al quotidiano somalo che le autorità eritree hanno arrestato 30 suoi compagni presso il campo di addestramento di Anseba rei di aver rifiutato di eseguire gli ordini ricevuti dagli ufficiali eritrei mentre i loro ufficiali subivano passivamente.

Secondo le testimonianze di una decina di disertori, i giovani soldati somali che erano andati in Eritrea per essere addestrati e ritornare in patria per combattere i terroristi islamici di Al-Shabaab si sono ritrovati a combattere in Tigray senza la possibilità di poter rifiutare. Dietro alle ondate di attacco dei soldati somali sarebbero state appostate dai federali etiopi mitragliatrici pesanti pronte a falciare i soldati che tentavano di ritornare indietro. Una tattica utilizzata dai Federali etiopi durante la guerra di trincea contro l’Eritrea quando mandavano a morire migliaia di giovani Oromo, arruolati per forza dopo aver ricevuto una settimana di addestramento sommario.

Il quotidiano somalo afferma che il contingente di giovani reclute che si trovava in Eritrea, costretto con la forza a combattere in Tigray, è stato decimato. Su 2.500 uomini solo 500 sarebbero sopravvissuti.

La notizia del coinvolgimento di queste giovani reclute mandate al macello è estremamente importante in quanto conferma che il conflitto in Tigray è stato premeditato e studiato nei minimi particolari dai due principali attori e criminali di guerra: Isaias Afwerki e Abiy Ahmed Ali. Attori minori sono l’ex governatore della Regione AmharaTemesgen Tiruneh, promosso a capo della Ethiopia’s National Intelligence and Security Service NISS lo scorso 8 novembre con il compito di individuare cellule tigrine simpatizzanti del TPLF ad Addis Ababa e in altre regioni e Agegnehu Teshager nuovo governatore della Amhara che coordinerebbe le pulizie etniche delle milizie fasciste Amhara in Tigray, Benishangui-Gumuz e Al-Fashqa (Sudan) al fine di inglobare questi territori nella regione Amhara.

Secondo la versione ufficiale, il Primo Ministro Abiy Ahmed Ali fu costretto ad inviare l’esercito federale in Tigray quando il TPLF attaccò una caserma della Divisione Nord provocando così il casus belli. ‘La menzogna parte di buon mattino e la verità solo verso sera’ cita un famoso proverbio. Nonostante il controllo dei media, la propaganda di Stato e le fake news orchestrata dal governo federale, il Premio Nobel per la ‘Guerra’ Abiy, non è riuscito a nascondere la realtà.

Il coinvolgimento delle unità dell’esercito somalo che si trovavano in Eritrea per addestramento militare, dimostra che l’attacco al Tigray era stato programmato molto prima del famoso casus belli del 3 novembre in quanto le giovani vittime somale sono state trasportate dall’esercito eritreo al confine con l’Etiopia una settimana prima dell’attacco al Tigray e sono entrate contemporaneamente alle divisioni eritree il 3novembre 2020. Ma del resto che aspettarsi da un Premier che il 28 novembre dichiara la vittoria finale in Tigray e il 30 novembre dichiara che nessun civile è stato ucciso nel Tigray?

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