mercoledì, Agosto 4

Estate che vai, cani randagi che trovi field_506ffb1d3dbe2

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Oltre alle parole anche i fatti. L’Associazione Animalisti Italiani ha, quindi, proposto una modifica a questa legge e chiesto un inasprimento delle pene. In questo progetto è stata sostenuta dai deputati del Movimento Cinque Stelle, Vittorio Ferraresi e Paolo Bernini, anche se al momento il testo non è stata ancora presentato né depositato. Ma Walter Caporale è fiducioso e crede che sia “questione di giorni”. Nel frattempo, però, un primo passo è stato fatto. La Onlus ha lanciato, lo scorso aprile, una nuova campagna di sensibilizzazione con lo sloganpene più dure per chi maltratta‘, diffusa sul web con l’hashtag  #penepiùdure. Il testimonial non poteva che essere, ancora una volta, il noto attore Rocco Siffredi, storico sostenitore dell’associazione.
In questa prima stesura del testo la proposta degli Animalisti si traduce, innanzitutto, nella richiesta di una pena detentiva più lunga (da 1 a 4 anni, invece che massimo 18 mesi) e di una multa ancora più salata per chi uccide brutalmente e senza motivo gli animali (da 10mila a 100mila, anziché da 5mila a 30mila). Lo stesso trattamento verrebbe riservato anche a chi maltratta e che potrebbe finire in carcere per almeno tre anni con l’aggiunta di una multa da 5.000 a 50.000 euro, facendo in modo che il pagamento di una somma di denaro non sostituisca mai più la pena detentiva.
Ma nella proposta ce n’è per tutti. Anche per coloro che usano gli animali per farne spettacolo e che verrebbero puniti con una reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da 5mila a 50mila euro. Così facendo verranno calati tutti i sipari di quei circhi e zoo acquatici, dove ‘belve feroci’ e delfini vengono addomesticati con l’uso della forza con il solo scopo di intrattenere il pubblico. Dietro l’apparente velo del divertimento di famiglie e bambini è, infatti, su questo che nascono e crescono tante di queste realtà: uno sfruttamento continuo dell’animale, costretto con le percosse a lavori sfiancanti, contro la propria volontà e natura.
Nelle sanzioni rientrerebbero poi tutti coloro che, per ottenere un profitto personale a discapito anche della salute dell’animale, organizzano scommesse clandestine e lotterie con in palio animali vivi (chi non ha mai vinto un pesce rosso in un sacchetto di plastica?). Il testo prevede, inoltre, per la prima volta l’inserimento nell’ordinamento italiano del reato di zooerastia, ovvero l’accoppiamento tra esseri umani e animali. In questo caso le pene non solo aumenterebbero dalla metà a due terzi rispetto alla legge attuale (che prevede la reclusione da uno a tre anni e una multa da 50 a 160mila euro) ma verrebbero applicate sia al soggetto di questa pratica sessuale sia a chiunque promuova e diffonda materiali pornografici, foto e video, di questo tipo. Una vera svolta, insomma, per una pratica barbara che esiste da anni ma di cui si parla veramente poco e per la quale non è prevista alcuna tutela.

Dulcis in fundis, ovviamente, nella proposta di legge non poteva che mancare una richiesta di inasprimento delle pene per l’abbandono di un animale domestico, reato già previsto dal codice penale all’articolo 727. Per tutti quei padroni che non sanno a chi lasciare il proprio cane o gatto quando vanno in vacanza e che ricorrono a soluzioni del tutto illegali per disfarsene, potrebbe arrivare una stangata da 5mila fino a 100mila euro (invece di una multa da mille a 10mila euro) e dover passare fino a tre anni di carcere (anziché uno). Le pene aumenterebbero ulteriormente se proprio a causa di un animale abbandonato, ad esempio sul ciglio di un’autostrada, si provocasse uno o più incidenti d’auto e il danneggiamento di cose o persone.
«Verrà un giorno in cui gli uomini giudicheranno dell’uccisione di un animale come oggi essi giudicano quella di un uomo» ha scritto Leonardo Da Vinci. Ma per gli Animalisti Italiani Onlus quel giorno non è ancora arrivato. Almeno non fino a quando verrà depositata, discussa e approvata questa prima proposta.

 

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