giovedì, Maggio 13

Esseri umani e schiavitù

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BANGLADESH

BangkokLe Nazioni del Sud Est Asia devono cooperare tutte unite per combattere le gang dei trafficanti della regione specializzate nella tratta di esseri umani. «Si tratta di vicende di lavoro forzoso, di vera e propria schiavitù», come hanno affermato pubblicamente nella giornata di ieri gli speaker convenuti a consultazioni internazionali in merito a questo dramma umano ed esistenziale. L’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e l’Alto Commissariato per i Rifugiati presso le Nazioni Unite hanno congiuntamente organizzato il programma di incontri in un hotel della capitale Dhaka . Essi hanno fatto osservare che vi è stata una certa flessione nella collaborazione regionale nella lotta alla tratta di esseri umani, il che costituisce la maggior sfida attuale nel combattere i traffici umani e che coinvolgono così tante vite umane, in particolar modo cittadini del Bangladesh e quelli di etnia Rohingya . Le vicende delle minoranze, dei popoli disperati e in cerca di un futuro migliore fuori dalla propria Madre Patria sembra essere un tratto comune che riporta alla nostra memoria le scene raccapriccianti dei morti che galleggiano nel Mediterraneo in numeri sempre più copiosi, sempre più tragicamente abbondanti.

Tutto il Mondo è Paese?

In questi termini, sembrerebbe vi siano molti tratti comuni circa i Paesi del Sud del Mondo ed il loro confinare con quelli dello sviluppo avanzato e che cerca in ogni modo di respingerli, ponendo un qualche muro di diversa portata, fisico o legale-giuridico- per difendersi dalle miserie delle guerre, delle torture, della povertà in ogni zona del Pianeta.
Le donne, gli uomini ed i bambini sono oggetto di traffici umani all’interno ed all’esterno del Bangladesh per finalità di sesso a fini di commercio, lavoro forzoso e condizioni di schiavitù vera e propria, come peraltro annotato ufficialmente da Elisabeth Ljungdell, rappresentante nazionale dell’UNHCR Dhaka. Come l’esperta ha fatto notare, secondo un report UNHCR, si rileva che 53.000 cittadini del Sud Est Asia compresi cittadini del Bangladesh, sono andati in cerca di speranza o vi sono stati condotti in modo forzoso verso la Thailandia e la Malaysia attraverso il Golfo del Bengala nell’anno in corso.Si riporta che circa 540 persone siano decedute durante il viaggio drammatico sia per annegamento sia per le percosse ricevute, il disidratamento, la fame ed i loro corpi sono stati gettati a mare, come si scrive con precisione nel report reso noto nella giornata di Venerdì scorso.
«Per combattere i traffici di esseri umani abbiamo bisogno di una volontà politica comune, una struttura legislativa e risorse amministrative», ha affermato Shahidul Haque, Segretario per gli Esteri. Il quale ha dato enfasi agli sforzi congiunti da compiere da parte dei Paesi di origine e destinazione per proteggere le persone che sono cooptate in nome del lavoro all’estero. Attraendo l’attenzione dei Governi del Sud Est Asia, il segretario anziano agli Interni, Mozammel Haque Khan, ha fatto una pubblica chiamata e convocazione ufficiale alla strutturazione di una strategia comune per combattere tutti uniti contro i traffici di esseri umani.

 

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