mercoledì, Dicembre 8

Espulsioni dal M5S e il confronto con i comunisti

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Il contesto odierno appare radicalmente diverso vero professore?
Di questo si tratta. Come dicevo non c’è più il Partito con la P maiuscola, la Politica con la P maiuscola, lo Stato con la S maiuscola, e ogni riferimento ossessivo alla statualità. Oggi tutto questo appunto non c’è più. Siamo di fronte invece ad un passaggio che il movimento di Grillo intercetta fino in fondo. C’è sempre stata a questo punto una asimmetria tra le forme della comunicazione e le forme dell’organizzazione politica.

 

In che senso?
Al manifesto, alla carta, al giornale corrispondeva sempre un certo tipo di organizzazione della politica. Alla rete, ad internet e ai social ne corrisponde invece un altro. Che in qualche modo i 5S hanno incarnato. E aggiungo che questo tipo di forme della democrazia che la rete può alimentare e ha alimentato nell’esperienza del movimento di Grillo riguardante l’idea che la partecipazione politica si risolva in un clic e in un ‘mi piace’ mi lascia perplesso.

 

Per quali ragioni?
Perché azzera tutta la complessità che riguarda i processi decisionali. L’altro punto problematico è che sembra restituirti l’illusione di sovranità individuale. Quello che mi colpisce in questo modo di esprimersi è il fatto che dalla tua camera da letto, dal tuo studio non sei connesso emotivamente e fisicamente come se stessi in una sezione di partito, in un comizio o in un teatro. E grazie a questa dimensione totalmente individuale ti sembra di poter avere un potere sconfinato anche perché puoi dire qualsiasi cosa. E’ insomma una dimensione così lontana dalla realtà e così vicina a quella che tu vuoi rappresentare come tale che secondo me alla fine è molto inquinata dal punto di vista della capacità di una consapevolezza politica. Bisognerebbe capire dietro questi insulti, questo modo di esprimersi in rete che cosa c’è realmente. Magari chi scrive quelle cose sono impiegati che sul lavoro sono proni ai loro superiori e subalterni alla gerarchia che poi si riappropriano di questa illusione di sovranità esercitando questa specie di attività.

 

Possiamo dire che si instaura un rapporto perverso tra rete e politica?
C’è sicuramente una tara genetica nel rapporto tra politica e rete così almeno come si esprime nel movimento di Grillo. Direi dunque che l’uscita dal movimento grillino non ha quei caratteri di drammaticità che aveva quella de ‘L’uscita di sicurezza’, perché appunto non c’è più quella dimensione ideologica che c’era allora. E non ce l’ha perché le forme di organizzazione della politica di oggi sono totalmente scevre da quel tipo di carica emotiva. Quindi è tutto molto banalizzato, tutto molto legato ad una partecipazione che non intacca la tua consapevolezza individuale.

 

Insomma quel confronto non si può fare?
No, non ha senso quel paragone. Credo che l’unico problema siano questi 150mila euro di multa. Per il resto tutti questi che entrano o escono dal M5S non credo vivano un dramma come quello di chi militava a sinistra.

 

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