venerdì, Ottobre 22

Esodati e flessibilità delle pensioni

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Secondo gli esperti del Ministero dell’Economia, la principale causa dei ritardi nell’approvazione di provvedimenti idonei a risolvere la questione, è da imputare alla partecipazione che questa volta sta dimostrando un’opinione pubblica molto attenta, e sollecitata anche da una resistenza di una minoranza del partito del Premier, ma anche da un cittadino medio stanco di stringere la cinghia senza constatare di aver raggiunto alcun risultato per sé o almeno per o propri figli.

Ma questo rimanda ad un altro problema, visto che Renzi si è esposto in prima persona, affermando che nella Legge di stabilità ci saranno delle novità importanti a riguardo. Di concreto, invece, non c’è ancora nulla, perché a detta delle persone interessate, la situazione è ancora in alto mare. Sempre per Beretta, che non ha né smentito e né fatta alcuna ammissione, non è nemmeno improbabile che i 50 mila esodati per i quali ancora non è stata trovata una soluzione, si vedranno sostenuti con un settimo intervento di salvaguardia.

Intanto, l’Inps ha fatto il punto della situazione, per stimare gli effetti che le 6 salvaguardie fin qui messe in campo hanno prodotto. Con la prima salvaguardia i soggetti interessati furono 65 mila, dei quali 64 mila hanno trovato il sostegno necessario, mentre 50 mila sono stati quelli che hanno visto l’accesso alla liquidazione della pensione. La seconda, invece, è stata meno proficua, perché solo la metà circa degli esodati (in tutto 35 mila) hanno ottenuto il sostegno, mentre 11 mila hanno visto la posizione pensionistica liquidata. Il numero di domande rinviate è stato di ben 7 mila e cinquecento. La terza salvaguardia interessava 17 mila esodati, e tra questi 7 mila hanno visto la domanda accettata mentre 6 mila e seicento hanno ottenuto la liquidazione della pensione.

La quinta e la sesta salvaguardia sono state anche quelle meno generose, lasciando insoddisfatte complessivamente oltre la metà delle domande di ammissione (11.400 pensioni liquidate su una platea si 39 mila esodati). Se effettivamente si dovrà mettere mano a una nuova salvaguardia, questa volta gli interessati saranno, come detto, ben 50 mila. Quello che è certo è che la legge Fornero ha creato 171 mila disoccupatinon idonei a percepire alcuna pensione, e per i quali non sembrano esserci ancora i presupposti per non urtare la sensibilità dei potenziali investitori.

A questo punto il timore che si rischia di andare incontro ad un altro flop, come quello della Local Tax, rinviata al prossimo anno, se non cassata (come sostengono in molti) per non rischiare di dover giustificare un livello di imposte che non vuole scendere, rischia di tradursi nell’ennesima cocente delusione.

 

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