martedì, Luglio 27

Esemplari condanne pesanti

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BangkokNella giornata di Martedì la Corte di Giustizia sudcoreana ha condannato il Capitano del Sewol, il traghetto affondato, a 36 anni di carcere per aver abbandonato i passeggeri durante l’affondamento mortale per molti di essi. Allo stesso tempo, la Corte ha assolto lo stesso Capitano Lee Joon-seok dall’accusa di aver ucciso i 304 passeggeri che perirono in uno dei più grandi disastri marittimi della Nazione. Lee fu il primo ad essere rinvenuto al momento dell’affondamento del traghetto al largo delle cose sudcoreane lo scorso 16 Aprile. L’accusa aveva presentato richiesta di pena di morte nei confronti del 68enne capitano dell’imbarcazione. Allo stesso tempo, la Corte Distrettuale di Gwangju  ha condannato l’ingegnere capo navale, -identificato col solo cognome Park- a 30 anni di prigione, con l’accusa di omicidio. Condanne a pene detentive da 5 a 20 anni sono state comminate ad 13 altri componenti dell’equipaggio, compreso il primo ingegnere Sohn, il quale è stato accusato di abbandono della nave e violazione dell’Atto di Sicurezza Navale.
I pm hanno largamente biasimato Lee e tutti i 14 componenti dell’equipaggio a processo, affermando che le vittime avevano ricevuto l’ordine di restare a bordo mentre il Capitano e l’equipaggio sono fuggiti via di corsa dalla imbarcazione che nel mentre stava affondando.
Il Governo ha terminato i circa sei mesi di ricerche della imbarcazione affondata, con 9 passeggeri ancora non rintracciati, menzionando il collasso interiore delle strutture e le condizioni peggiorate del mare. Il Sewol affondò nelle acque nei pressi del resort insulare Sud Occidentale di Jeju. Un totale di 295 persone, la gran parte composta di studenti in gita, sono stati confermati morti, mentre nove sono ancora dispersi.
Le famiglie delle vittime disperse hanno emesso un comunicato dove esprimono il loro desiderio relativo al fatto che nessun’altra persona dovrà perdere la propria vita, in riferimento –nello specifico- al lavoro pericoloso condotto in condizioni estremamente difficoltose da parte dei sommozzatori impiegati per la ricerca dei resti delle vittime. Due sommozzatori, infatti, hanno perso la vita durante le fasi della ricerca sottomarina, a causa del cedimento strutturale dei resti dell’imbarcazione sommersa e per e cattive condizioni meteorologiche e del mare. Le famiglie hanno raggiunto congiuntamente questa amara e tragica decisione dopo circa un mese di discussioni condotte in vera e propria agonia dei sentimenti.
Una triste pagina è stata quindi chiusa su questa immane tragedia nazionale. Un’altra pagina la si chiuderà quando si deciderà cosa fare della nave, come ricompensare le famiglie delle vittime anche del loro dolore e scoprire cosa  accadde in quei tristi frangenti attraverso un processo d’appello, una commissione che conduca indagini sincere e circostanziate su quegli avvenimenti ed uno speciale Procuratore in rappresentanza dello Stato.
Per quanto riguarda gli accostamenti che possono essere effettuati tra la vicenda italiana della nave da crociera della Costa Crociere affondata nei pressi della Costa dell’Isola del Giglio ed il fatto che il Comandante di quella imbarcazione –Schettino-sia finito nelle Aule universitarie a svolgere lezioni accademiche sulla sicurezza (mentre il Comandante De Falco che dirigeva le operazioni di messa in sicurezza dalla Capitaneria di Porto sia stato di fatto retrocesso di grado nella sua operatività) a cospetto del fatto che l’omonimo sudcoreano di Schettino sia per poco scampato alla condanna a morte, lasciamo al lettore le sue dovute riflessioni.

 

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