sabato, Maggio 15

Escalation a Gaza: come si è sviluppata? field_506ffb1d3dbe2

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Tel Aviv – Le forze israeliane sono entrate nella Striscia di Gaza stanotte, in quella che appare come un’altra escalation del sanguinoso conflitto con Hamas che si sta svolgendo da oltre un decennio.

Come si è sviluppato questo confronto, che include l’assalto via terra?
La principale ragione si determina nell’attuale posizione che Hamas occupa nei quadranti palestinese e arabo. I movimento di Hamas, è noto, è rimasto piuttosto isolato, sia nel contesto arabo che in quello internazionale. Ha perso il sostegno dell’Egitto e degli altri Paesi arabi (eccettuato il Qatar) ed è stato costretto a firmare l’accordo per condividere il potere con l’Autorità palestinese, il che significa che ha lasciato una buona parte del potere nelle mani di quest’ultima.
La sezione politica di Hamas all’interno della Striscia voleva deliberatamente fare così, considerando anche un indebolimento della propria posizione, ma i comandanti militari locali temevano di perdere il loro potere e i benefici economici se l’Autorità palestinese avesse preso il controllo, così hanno agito per trascinare la leadership politica di Hamas fino al conflitto armato con Israele.
Sono stati loro a rifiutare le due proposte egiziane di cessate il fuoco. In realtà sono loro che detengono un potere di veto rispetto alle decisioni politiche, perché possono aprire il fuoco cercando la risposta di Israele. Sono sostenuti anche dai leader politici di Hamas attualmente fuori da Gaza (per esempio Haled Mashaal e Musa Abu Marzouq), che competono per la leadership locale del movimento.

Il rifiuto di Hamas di accettare le proposte di mediazione egiziane (nonostante la jihad islamica fosse propensa ad accettare) ha portato il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad ulteriori azioni.
Netanyahu ha caratterizzato le due ultime competizioni elettorali impegnandosi a combattere il terrorismo e garantire la sicurezza al popolo israeliano. Il fatto di aver accettato le tue proposte egiziane gli ha portato pesanti critiche interne, soprattutto dall’elettorato di destra e anche nel Governo. I falchi, come il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, chiedono l’invasione di Gaza in grande scala e lo sradicamento di Hamas, altri mirano alla distruzione dell’arsenale missilistico. In ogni caso, Netanyahu ha concluso che non sarebbe stato possibile negoziare con Hamas, per via di questa situazione, e dopo il tentativo dei commandos di Hamas di utilizzare un tunnel ancora esistente ha lanciato l’operazione di terra, Netanyahu ha considerato l’appoggio internazionale che guadagnerebbe con il cessate il fuoco, che lo metterebbe in una posizione nettamente migliore rispetto a quella di Hamas.

Ma siamo in mezzo a un’operazione che si sviluppa rapidamente e ora sembra che Netanyahu miri ad una operazione mirata ai tunnel per forzare Hamas ad un lungo armistizio; sembra anche che non voglia un’invasione vera e propria. Ma è difficile dire a cosa porteranno le operazioni di terra e in quale direzione sarà costretto a procedere dalla pressione politica interna e dagli sviluppi sul campo.

 

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