martedì, Ottobre 19

Eritrea: Trump apre al dialogo per accaparrarsi il petrolio La Casa Bianca lavora al disgelo per sostenere Exxon e Mobil nella corsa per mettere le mani sui ricchissimi giacimenti di petrolio e gas

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Nonostante l’Eritrea galleggi su un mare di petrolio e gas, i giacimenti non sono mai stati sfruttati dal regime. La situazione politica e militare è tutt’altro che stabile. La trentennale guerra di liberazione contro l’Etiopia e i conflitti con Addis Abeba e Gibuti, oltre a impoverire il Paese lo hanno isolato a livello internazionale. Il 2008 segna il punto di svolta. Il Governo Afeworki siglò un’intesa con due società cinesi per l’esplorazione delle aree al confine con il Sudan, trovando immense riserve di petrolio che divennero immediatamente segreto di Stato. Fino al 2010 il regime ha negato l’esistenza di idrocarburi in grande quantità nel suo territorio. Nel 2010 questi giacimenti sono stati ufficialmente dichiarati e il Ministero dell’Energia e delle Miniere ha effettuato una meticolosa mappatura dei giacimenti. Nel febbraio 2015 esperti eritrei presenziarono al Oil and Gas Summit a Dubai nel tentativo di promuovere il settore degli idrocarburi per rilanciare l’economia, strangolata dalle sanzioni economiche occidentali. In Eritrea sono operative le multinazionali americane Exxon e Mobil, la Shell, la francese Total, ma si limitano al momento a distribuire prodotti petroliferi importati.  Anche l’Italia sta tentando di assicurarsi l’oro nero eritreo. A differenza di altri Paesi europei e degli Stati Uniti, l’Italia mai rotto le relazioni con il regime.  

L’Italia è il primo partner economico dell’Eritrea. Le nostre ditte e la Farnesina hanno sempre ignorato i crimini del regime, cercando di non fare troppo pubblicità alle relazioni tra i due Paesi per non sollevare critiche. Ora i tempi sono maturati. Nel 2014, l’allora Vice-Ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, promosse il rilancio delle relazioni bilaterali con l’Eritrea. L’Eritrea è stata inserita, con un ruolo primario, nel Processo di Khartoum –iniziativa volta a contenere i flussi migratori dal Corno d’Africa. I rapporti tra Italia e Eritrea sono continuati con il Vice-Ministro degli Esteri Mario Giro -membro della Comunità di Sant’Egidio, da sempre molto attiva nelle ‘azioni diplomatiche dal basso’ in Africa.  Pistelli, lasciata la politica, nel luglio 2015 è entrato in ENI come Vice Presidente -suscitando qualche perplessità tra gli osservatori della politica estera italiana. Nel aprile 2017 Pistelli viene promosso Executive Vice Presidente di ENI e nominato Direttore delle Relazioni Internazionali. Pistelli continuerà a seguire le relazioni Italia-Eritrea con l’obiettivo di piazzare ENI all’interno di grossi futuri affari petroliferi con il regime.

Dal 2016 l’Italia, attraverso la Cooperazione Italiana – AICS ufficio di Khartoum (Sudan), sta studiando la possibilità di riprendere gli aiuti umanitari e la Cooperazione Bilaterale con Asmara. Timidi finanziamenti a Ong italiane incentrati su progetti di emergenza umanitaria (è il caso della delibera n.0039 del 16/01/2017) sono stati messi a bilancio per aprire la strada a una cooperazione più sostanziosa. L’obiettivo a medio termine è aprire un ufficio AICS in Asmara e iniziare progetti di emergenza, sviluppo e Cooperazione Bilaterale tesi aumentare il peso commerciale e politico italiano nel Paese. Di fatto l’Italia rientra tra i sostenitori del regime.

Mentre multinazionali e governi occidentali lavorano nella speranza di mettere le mani sul petrolio e gas eritreo attraverso una ormai non più velata connivenza con il regime, Arabia Saudita e Cina si stanno inserendo nel tentativo di sbaragliare i concorrenti occidentali. Gli Stati Uniti non potevano rimanere estranei. È di vitale importanza che la Casa Bianca sostenga in Eritrea Exxon e Mobil, posizionandole tra i primi attori della nuova febbre dell’oro nero in Africa. Per posizionarle occorre sdoganare il regime di Afeworki -come è stato per il Sudan, la cui opera di sdoganamento internazionale è stata promossa dalla diplomazia italiana tra il 2006 e il 2016.

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