domenica, Settembre 19

Erdogan contro l’Italia e la Mogherini

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Sempre più grave il bilancio stilato dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) sui migranti. Sono 4.027 quelli morti mentre cercavano di raggiungere l’Europa via mare dall’inizio dell’anno. Si tratta del 26% in più rispetto ai primi sette mesi del 2015. In particolare, quest’anno le morti nel Mediterraneo hanno raggiunto quota 3.120. In totale 257.186 sono i migranti e rifugiati entrati in Europa via mare nel 2016. Mentre l’ONU fa sapere i primi numeri della crisi in Sud Sudan: circa 60mila persone sono fuggite dall’inizio del conflitto un mese fa. DI queste 52mila sono andate in Uganda, mentre il restante tra Kenya e Sudan. Ma dall’inizio della guerra civile, nel 2013, si parla di un milione di sud sudanesi scappati nei Paesi limitrofi.
In Francia è stato il giorno dei funerali di padre Jacques Hamel, il sacerdote di 86 anni ucciso una settimana fa dai terroristi dell’Isis durante la messa nella chiesa di Santo Stefano a Saint-Etienne-du-Rouvray. Presente il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ma anche fedeli ebrei e musulmani. E proprio i musulmani di Rouen hanno lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia del sacerdote ucciso.
Negli Usa invece ecco tornare agli onori della cronaca Donald Trump, che ha ammesso il proprio timore che le prossime elezioni di novembre possano essere truccate, senza però portare nessuna prova. Un’accusa grave che ha scatenato un polverone. Ma il magnate newyorkese è andato oltre, aggiungendo che «Bernie Sanders ha fatto un patto con il diavolo. Hillary è il diavolo».
Proseguono in Libia i raid Usa contro le postazioni dell’Isis. A confermarlo all”ANSA‘ il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle milizie che partecipano all’operazione militare per la liberazione di Sirte. Al momento non si parla di vittime ma si conosce solo che le forze internazionali hanno condotto ieri almeno 5 raid contro vari obiettivi di Daesh e alcuni loro veicoli e si parla di ‘pesanti perdite’. E Al Ghasri difende l’intervento americano: «Chi è contrario sostiene in un modo o nell’altro l’Isis, dal lancio dell’operazione militare a maggio sono morti 350 miliziani e altri 2.000 sono rimasti feriti. Dobbiamo proteggere i nostri figli ed il popolo libico che sostiene questa operazione. Daesh possiede armi sofisticate e per questo motivo dobbiamo chiedere aiuto a chi ha una tecnologia militare che sia in grado di colpire minuziosamente determinati obiettivi». A ‘Uno Mattina‘ il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha confermato l’ipotesi di un uso della base di Sigonella: «Valuteremo se ci saranno richieste, naturalmente se prenderemo decisioni ne informeremo il Parlamento. La cosa che gli italiani devono sapere è che si tratta di interventi mirati contro le posizioni di Daesh attorno a Sirte, città costiera diventata la roccaforte di Daesh in Libia». E ha ammesso: «Credo sia un fatto molto positivo che gli americani abbiano deciso di intervenire».
Tutto pronto per il referendum in Venezuela per revocare il mandato del presidente Nicolas Maduro. Oggi l’ok della direttrice del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano, Tibisay Lucena, dopo la verifica delle firme necessarie raccolte dalla coalizione antichavista del Tavolo dell’Unità Democratica. Ora sarà necessario raccogliere le firme di almeno il 20% degli iscritti nelle liste elettorali a livello nazionale, pari a circa 4 milioni di cittadini.
Infine chiudiamo con il Giappone, dove nel rapporto annuale sulla Difesa si definisce lo sviluppo nucleare e missilistico della Corea del Nord come una «una minaccia grave e imminente» alla regione e alla sicurezza internazionale. Inoltre si definiscono come ‘provocatorie’ le manovre cinesi nel Mar Cinese meridionale, sollecitando Pechino ad accettare la proposta di un arbitrato internazionale.

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