lunedì, Settembre 20

Erdogan attacca la UE: ‘Ci sta facendo perdere tempo’

0

L’UE chiarisca le sue intenzioni nei confronti della Turchia in merito al processo di adesione senza far perdere tempo al governo di Ankara. E’ questo il succo del discorso del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato in una lunga intervista alla ‘Bbc‘ a tre giorni dal primo anniversario del fallito golpe in Turchia.

«Siamo fedeli alla nostra parola. Se l’Unione europea afferma senza tanti giri di parole: ‘Non saremo in grado di accettare la Turchia nell’Ue’, questo sarà confortante per noi. Allora inizieremo il nostro piano B e C. Per noi l’Unione Europea non è indispensabile. Siamo rilassati».  Poi Erdogan parla di quando era al suo primo mandato come primo ministro: «La Turchia era descritta come un Paese che aveva compiuto una rivoluzione silenziosa nel corso dei vertici dei leader dell’Unione europea, ma ora la stessa Ue non solo non ci invita ai summit dei leader, ma ci fa anche perdere tempo. Questa è la situazione in questo momento».

Poi Erdogan va giù pesante sull’Europa: la maggioranza dei turchi non vuole più l’Ue e crede che il suo approccio nei confronti della Turchia sia ‘ipocrita’: «Nonostante tutto continueremo ad essere sinceri con l’Ue per ancora un po’ di tempo. Vedremo cosa ci porta».

Poi altre parole nei confronti di chi accusa Ankara di detenere ancora numerosi giornalisti: «Al momento in Turchia ci sono solamente due giornalisti in carcere», dice Erdogan, secondo cui i numeri forniti dalle organizzazioni internazionali per la difesa della libertà di stampa sono ‘falsi’. «Nessuno è imprigionato per attività giornalistiche, dobbiamo riconoscerlo. I giornalisti dell’opposizione scrivono su di me molti articoli oltraggiosi. Anche di recente l’hanno fatto durante la marcia (della giustizia, organizzata dall’opposizione, ndr)», il commento del presidente. «Non hanno il titolo di giornalisti. Alcuni di loro hanno collaborato con organizzazioni terroristiche. Alcuni sono in prigione per possesso di armi. Altri per aver vandalizzato i bancomat».

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->