mercoledì, Ottobre 27

Era già tutto previsto Tra accordi, polemiche e rabbia, una settimana difficile

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Era già tutto previsto, il resto è applicativo contingente. E quindi, adesso, chiusa la settimana, è chiaro che l’accordo Matteo RenziSilvio Berlusconi c’era da sempre, regge e reggerà. Poco altro da segnalare a questo proposito.   

Con la politica che si è autosegregata, le periferie in rivolta, il sindaco di Roma si avventura finalmente a Tor Sapienza e mal gliene incoglie. Ignazio Marino inciampa sulla questione del permesso di accesso auto alla Zona a Traffico Limitato, vacilla sulla violenze di periferia contro l’assistenza agli immigrati, crolla sulla capacità di gestire la città. Come Paperoga tutto quello che gli succede lo porta a figure ridicole. Anche al di là dei suoi demeriti. Scaricato da tempo dal Partito Democratico romano, prosegue per la sua strada ma come il cavalier che non essendosene accorto, andava combattendo ed era morto. Ben poche le possibilità di raddrizzare la situazione. Lo tiene in piedi, per ora, la ferrea indicazione renziana che sino alla fine del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea non si tocca nulla. Poi… Scalda i motori Dario Franceschini, che ci punta moltissimo, sostenuto da Goffredo Bettini, dai dirigenti romani in generale, dall’entourage bersaniano. Mentre Paolo Gentiloni vuole buscar el levante para el ponente, conquistando dalla postazione di Ministro degli Esteri quella di Sindaco di Roma, il sogno della sua vita. E Renzi è con lui. A primavera arriva il bello, ma non è scontato che stavolta per il centrosinistra vada a finire bene.  

Renzi si è imbufalito quando ha appreso dell’attacco sferratogli dal suo predecessore Enrico Letta in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2014/2015 dell’Università del Molise, a Campobasso, lunedì scorso. “Criticare l’Europa sulla burocrazia, lasciamolo fare agli svedesi. Noi non abbiamo titoli in questo campo, anzi…”. E altro, in pubblico ed in privato. Ma un privato molto pubblico… Nelle scorse settimane il Presidente del Consiglio italiano, e Presidente di turno del Consiglio Europeo, aveva attaccato il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, tirando in ballo proprio la burocrazia dell’Unione. Quello che ha disturbato più di tutto il Capo del Governo è stata l’accoglienza tributatagli dai politici locali. E’ l’inizio della rimonta lettiana, che come ha annunciato “Parte dall’Europa”. Letta ha poi confessato, autoironicamente, che “Il suicidio politico è la peggior forma di suicidio. Sei costretto a vederne le conseguenze”. Citazione da Winston Churchill, ben gli si attaglia.

Non sono certo più di sale, ormai, le ‘scale altrui ‘ che Silvio Berlusconi ha, appunto, salito per l’ottava volta ad incontrare lo sposo. I due hanno in realtà consumato da tempo, ed il matrimonio resta più solido che mai. Facili profeti dicendo che in realtà l’allontanamento tra i due era quasi solamente tattico, da un lato per portare a casa ciascuno il massimo, dall’altro a beneficio dei malpancisti interni. (Più che altro per l’ercolinosempreinpiedi di Arcore, ché il brighella fiorentino francamente se ne infischia dei suoi, anzi facciano pure, al massimo danno un po’ di sale alla pietanza). Per Berlusconi il rapporto con il Capo del Governo è l’unico che lo garantisce. E il dinamico duo procede assieme per insediare, in tempi più o meno brevi, il successore di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica. O, almeno, questa è la convinzione del sovrano di Arcore.

L’economia dà segnali contraddittori. Mario Draghi viene contestato, ma il suo peso anche politico cresce sia in Italia che in Europa. E c’e chi, a Palazzo Chigi, se ne spaventa.

Mercoledì 19 un evento apparentemente minore, ma che può avere grande influenza sul sistema delle comunicazioni e la politica. Si vedrà come la Borsa reagisce all’avvenuta, contestatissima, quotazione di Rai Way. Le conseguenze possono essere pesanti, i Cinquestelle, ed il loro Presidente della Commissione di Vigilanza, sono lì con il fucile puntato.

La prossima settimana vedremo, questo ed altro, per questa è tutto, ragazzi. 

 

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