lunedì, Settembre 27

‘Er Monnezza’ di Maio, ‘chicken game’ Salvini, e l’Europa non si scansa Di Maio tutto impegnato a teorizzare che gli inceneritori sono 'territorio' della camorra per tanto lo Stato non ci deve avere nulla a che fare (sic), Salvini prosegue con il suo ‘o così o pomì’ e Bruxelles ci rifila la procedura d'infrazione

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Salvini contro Di Maio, grillini contro leghisti, sgambetti, Governo, ieri sera, battuto alla Camera sul voto segreto di un emendamento al ddl anticorruzione. Matteo Salvini prontamente interviene con il suo ‘o così o pomì’ -idem aveva fatto poche ore prima sul ‘suo’ decreto, quello così detto ‘sicurezza’-, intanto lo spread schizzava e il Governo era ‘tranquillo’.
Difficile nascondersi che ci sono dei momenti in cui questo Governo dà dei punti, anzi dà molti punti, ai più raffinati surrealisti: Eugène Ionesco è un principiante al confronto. Anche se, secondo me, non si rendono conto di quanto siano … surreali, il che li rende divertenti, ma pericolosi.

In questi ultimi giorni di cose importanti e gravi non ne sono accadute poche: dall’approvazione contrastata deldecreto Genova’ con annesso condono … a Ischia, alla espunzione dei condoni fiscali dalla legge di bilancio (forse perché ogni tanto ne rientra qualcuno dalla finestra), alla conferma delle opzioni di bilancio anti-Europa, e oggi attendiamo da Bruxelles la procedura d’infrazione per deficit eccessivo di una Italia sempre più isolata e, anche perciò, facile vittima dello spread, come abbiamo visto ieri, appunto, alla sommessa iniziativa del maggiordomo di Soros, al secolo Mario Draghi, di proporre, forse, un altro po’ di Quantitative Easing, al ‘warning’ di Tito Boeri sui costi della ipotesi di quota 100’ e dell’ABI sul possibile rialzo dei tassi di interesse, specie per le famiglie, all’azione di occupazione paramilitare della TIM ad opera di un gruppo americano (si dice) molto vicino ai 5S, e così via, e il Governo e prima ancora i suoi vice-presidenti che ti fanno? stanno lì a litigare a muso duro, anzi durissimo, sulla gestione dei rifiuti in Campania.

Per carità, non voglio dire che la cosa non sia rilevante (incidentalmente, campano sono!) ma, a parte che ci si poteva pensare in maniera normale, senza fare la inutile sceneggiata di riunire una parte del Consiglio dei Ministri a Caserta, c’era bisogno di tutto questo can-can per dire che -oltre all’‘inedito’ intervento dell’Esercito- se ne occuperanno (nota bene, il verbo sempre rigorosamente al futuro) in maniera coordinata? Il comunicato del Governo è infinitamente più raffinato e pregno di significati di quelle due parole che ho scritto io qua, e infatti eccolo: «Il Governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio. Il contratto di Governo sul tema generale dei rifiuti esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere ‘verde’ il nostro sistema economico» … Il Governo si impegna anche a «lavorare a difendere la cultura del ‘riciclo’ e rendere i rifiuti ‘prodotti’, puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata. Il Governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al Ministro dell’Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile».

C’era bisogno di tutta questa chiacchiera per dire che se ne occupa il Ministro dell’Ambiente? non si poteva dirlo tranquillamente a Roma, anzi fare una telefonata al predetto Ministro, tanto più che non è esattamente un problema nuovissimo? Al quale, peraltro, a leggere bene, è affidato il compito diproporre’ e ‘prevenirele criticità, che però è il Governo che si impegna a gestire quando derivanti dal periodo di transizione; ma da che a che e da cosa risulta che c’è un periodo di transizione? Insomma avete capito? Il Governo gestisce, il Ministro propone e previene le criticità. Ora a parte che non è chiaro cosa si intenda per proporre le criticità, se il Ministro le previene, le crisi non ci sono. O si dà per scontato che il Ministro è un incapace e quindi non previene nulla (e manco propone?) e quindi deve intervenire il Governo … diamine l’intero Governo! Direte: vabbè, come sei pignolo, il Governo vuol dire le varie competenze. Giusto, ma se in una frase si ‘oppongono’ le funzioni di un Ministro a quelle del Governo, vuol dire che se ci sono le criticità, causate dall’incapacità del Ministro a prevenirle (oltre che a proporle!) tutto il Governo agisce esautorando il Ministro. Non è pignoleria, è banale lingua italiana, usata spesso anche a Pomigliano e a Foggia, ma volendo anche a Milano.

È irrilevante? Eh no. Tutta questa cosa, viene fuori da una polemica tra … Ministri, che invece di litigare al Consiglio dove dovrebbero esserci entrambi, lo fanno via stampa (in senso lato e quindi in particolare Facebook, Twitter, ecc., ecc.) allo scopo di rendere ben note le proprie posizioni; a chi? ma al pubblico, no? Cioè il tutto è solo propaganda e, forse, messaggi trasversali a chi potrebbe domani essere cointeressato alla soluzione. Definita in maniera tranchant da entrambi: Salvini che vuole inceneritori in ogni quartiere e Di Maio che non li vuole affatto. Perché non li vuole Di Maio? Perché inquinano, perché sporcano, perché costano, perché sono pericolosi per l’incolumità pubblica, perché li usano in Danimarca e lui è stato traumatizzato da piccolo dalle favola della principessa sul pisello? Macché: perché gli inceneritori favoriscono la camorra. E lo dice e lo ripete soddisfatto e felice (è sempre felice Di Maio, fateci caso, deve avere almeno settantadue denti) in conferenza stampa (assente Matteo) agitando le ditine (cfr. Vocabolario della Accademia della Crusca).
Ora, mi perdoni signor Di Maio, ci vuole spiegare per quale motivo gli altri metodi, qualunque essi siano, non possono essere utilizzati dalla camorra? Ma specialmente, signor Di Maio e, a quanto pare, intero Governo, bellicoso Salvini in testa, vi rendete conto che una affermazione del genere equivale ad una dichiarazione nemmeno di resa, ma di sconfitta? Un Governo che dice che certe cose non le fa perché così favorirebbe la camorra, è come dire in termini da sovranisti, la camorra ha il suo campo di azione nel quale noi non entriamo, senza, però, nemmeno dire che in altri la camorra non entra! …anche perché ci entra allegramente.

Ma completiamo l’analisi. Il Governo lavora ad una soluzione condivisa e senza polemiche. Perché normalmente si perseguono soluzioni non condivise e fonte di polemiche, ma il Governo se decide qualcosa lo decide e basta, no? Però il Governo lavora alla realizzazione di una ‘completa economia circolare’ e a rendere verde l’economia (tutta e se ne parla parlando di rifiuti?) e, per di più, a rendere i ‘rifiuti’ ‘prodotti’. Notate bene: l’economia circolare è completa, hai visto mai che qualcosa non circola!
In questa mirabile realizzazione della economia circolare il Governo lavora a difendere la cultura del riciclo, dagli attacchi di chi? Potrei capire che si dicesse che il Governo diffonderà, o meglio imporrà la cultura del riciclo, o meglio il riciclo (che c’entra la cultura!), ma difendere quella cultura implica che c’è chi non solo la contesta (forse si allude a Salvini?) ma chi la combatte! E poi, difendere questa ‘cultura’ è tanto difficile da dover ‘lavorare’ all’uopo, magari i Ministri prenderanno una gratifica.

Insomma, sconclusionatezze a parte (si sente il polso forte la mano dell’innominabile – Casalino: NdR) questo potrebbe essere un manifesto politico, se proprio vogliamo nobilitarlo, un progetto, un ‘da fare’, ma non una azione di governo, che presuppone decisioni, e atti conseguenti, scelte e finanziamenti, ecc.

Tutto ciò mentre il (povero) Ministro Giovanni Tria sta a Bruxelles a difendere le idee italiane utilizzando (con una punta di distorsione, però) la frase del Professor Gianfranco Pasquino (su formiche.net), che accusa il Governo di condurre il cosiddetto ‘chicken game’, perché attribuisce alla UE di farlo conducendo tutti al baratro. In realtà il chicken game, o meglio il gioco del fifone, è quello del nostro Governo (e per esso dei due dioscuri) che ci porta a sbatterenell’illusione che sia la UE ascansarsi’. Solo che lo fa, il Governo, sulla pelle di noi italiani, ed infatti lo spread cresce. L’espressione, aggiungo solo per evitare cripticità, fu usata per descrivere il gioco idiota di certi giovani negli anni ’50, di correre l’uno contro l’altro in auto, per vedere chi deviava per primo.

E, inoltre, tutto ciò, mentre monta la protesta di alcuni parlamentari ostili a quella bruttura che è il decreto sicurezza, un documento del quale ho parlato, e che porta l’Italia indietro di cento anni! Ma rispetto al quale Matteo dice stentoreo: ‘o si approva entro il 3 Dicembre o salta tutto’.
Ma niente paura, non salta niente, il potere non lo si molla facilmente, ma, in compenso, tra qualche decennio avremo l’economia circolare dei rifiuti trasformati in fragranti prodotti, venduti, magari, da una azienda dei Bagarella.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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