mercoledì, Settembre 29

Epifania pseudo nucleare per la Corea del Nord

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L’ordigno fatto esplodere non sarebbe una bomba H propriamente detta ma piuttosto si tratterebbe di un ordigno a fissione che sfrutta il boosting (thermonuclear boosted fission weapon), un trucco utilizzato per massimizzare la resa delle armi nucleari. Una bomba nucleare costruita secondo tale design incorpora al suo interno combustibile termonucleare (deuterio, trizio, isotopi dell’idrogeno, o litio-6, un isotopo del litio), solitamente all’interno del materiale fissile che, con la propria fissione, causa la fusione del combustibile, la quale a sua volta sprigiona neutroni veloci che permettono una più efficiente fissione del materiale fissile circostante. Un tale ordigno presenta dunque caratteristiche termonucleari (bomba all’idrogeno), sebbene il processo di fusione sia utilizzato al fine di una più efficiente fissione. Se le analisi sviluppate nelle ultime 48 ore fossero esatte, la Corea disporrebbe ugualmente di un ordigno potente ma diverso da una bomba all’idrogeno, chiamato bomba a fissione nucleare. Tralasciando i tecnicismi agli esperti il problema di questo test nucleare sbanca anche nel settore politico.
Sono in molti a domandarsi quali pericoli reali o presunti bisognerà attendersi da questa tecnologia, nelle mani di una dittatura non proprio lucida nelle sue decisioni di politica estera.

Le conseguenze che tale capacità militare comporta non sono immediate. Avere un ordigno nucleare e saperlo usare sono due situazioni opposte. Analizzando la situazione si evince chiaramente che il problema coreano non è tanto sull’avere o meno una tecnologia nucleare ma avere la tecnologia accessoria per poterla utilizzare per creare danno al suo nemico. Una testata nucleare o termonucleare si sposta solo ed esclusivamente attraverso missili appositamente creati e progettati. La domande che sorge spontanea è dunque: la Corea dispone di tale tecnologia? Essendo il Paese gestito e governato da una dittatura che investe moltissimo nel settore della difesa è presumibile che disponga di capacità tali da usare bombe nucleari contro i nemici storici. Tuttavia è da sottolineare come i dati resi noti e le dichiarazioni ufficiali vengano resi propedeutici all’indottrinamento della popolazione civile aumentando il consenso verso l’autorità. Pyongyang, anche se non avesse ancora a disposizione la tecnologia necessaria, investe un quantitativo di denaro ingente ed è dunque previsione plausibile che riesca a migliorare la sua condizione militare in tempi relativamente brevi.

Avendo il vettore, non è ugualmente detto che tale vettore sia utilizzato contro Paesi terzi. Checché se ne voglia dire  il concetto di deterrenza nucleare rimane assolutamente attuale e non è impossibile che la Corea stia solo sperando di impaurire i suoi vicini per impedire manovre militari o politiche verso il regime.

Una delle incognite principali che investe il Paese e che fa tremare l’intera regione sono le imprevedibili decisioni del dittatore in carica. Disporre di tecnologia nucleare o termonucleare potrebbe significare spingere l’amministrazione a una politica sempre più allarmante e spregiudicata, nascondendosi dietro la paura del nucleare.

Nonostante tutte le incognite possibili la situazione è da valutarsi attentamente, questo test potrebbe essere l’unico oppure il primo di una lunga serie di avvertimenti al mondo occidentale per evitare ingerenze nella politica nazionale coreana.

 

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