domenica, Aprile 18

ENFIA: Una tassa "made in Grecia" field_506ffb1d3dbe2

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Il brevetto di ENFIA (imposta indipendente sulle le proprietà) è un classico esempio del fallimento della politica del governo greco, che ha due pilastri nella cultura greca: le mosse disperate dell’ultimo minuto e il cambiamento del nome (ri-battesimo) di una misura molto impopolare, in questo caso quella precedentemente conosciuta come “charatsi” (scorribanda); scorribanda, sì, per ingannare l’opinione pubblica.

 

A questo punto, dovremmo ricordare la storia del fallimento: il governo voleva a tutti i costi sostituire l’imposta precedente (charatsi) con ENFIA, scommettendo che avrebbe risolto tutti i problemi. La troika, d’altro canto, e a quanto pare giustamente, non si fida del governo greco e voleva mantenere la tassa così come era.

 

Il caos prodotto da ENFIA era inevitabile. Gli errori di calcolo ovviamente hanno portato a spostare il pagamento della prima rata a fine settembre.

 

ENFIA sarebbe una misura più giusta se fosse stata introdotta prima in precedenza e se fosse stata ben calcolata. Ma arriva in un momento in cui lo Stato non può trarre altro vantaggio da persone che hanno già perso tutti i loro guadagni.

 

Georgios Roussos è il Segretario Generale dell’Unione Nazionale dei consulenti fiscali e stima che la nuova tassa darà allo Stato il gettito atteso, ma producendo ingiustizie sociali. In base alle nuove regole, ci ha detto Roussos, “anche le proprietà incompiute sono considerate finite e la tassa è stata imposta anche sulle proprietà tradizionalmente esclusi dalle tasse. Un esempio classico è l’Osservatorio Nazionale di Atene (Asteroskopion), tenuto al pagamento di 4,5 milioni di euro“.

 

L’Osservatorio Nazionale di Atene non è l’unica vittima di queste nuove ingiustizie. Dice Roussos, “ci sono esempi di disoccupati ai quali sono stati dati appartamenti in concessione e sono costretti a pagare, al posto del proprietario per interi edifici“.

 

In generale, è una legislazione basata su errori di calcolo che raddoppiano il lavoro dei contabili, ma non aumenta certo la loro remunerazione“.

 

La debolezza finanziaria della maggior parte della società greca e la strategia consolidata della maggior parte dei governi greci contemporanei di non imporre misure fiscali a questa parte della società greca, rende inefficace questa tassa indipendente dalle proprietà.

 

In conclusione, il rinvio dovuto alla prossima entrata in vigore di un nuovo regolamento conferma l’argomento: la totale assenza di una politica fiscale giusta, basata su una logica ad hoc, rispetta religiosamente la cultura greca, che si critica spesso, ma che si fatica ad abbandonare.

 

 

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