sabato, Maggio 15

Energia: più efficientamento Parla Fabio Potenza: migliora l’indice di efficienza energetica per l’economia rispetto al 2014

0
1 2


Energia: le imprese devono rispettare gli adempimenti burocratici per l’efficientamento energetico. L’articolo 8 del decreto legislativo 102/2014 prevede che le grandi imprese e le imprese energivore abbiano l’obbligo di sottoporre i propri siti produttivi a una diagnosi energetica. La diagnosi dovrà essere ripetuta ogni 4 anni, facendo attenzione ad affidarsi a società esperte in gestione dell’energia o ad auditor energetici.

Gli adeguamenti delle imprese servono per tutelare l’ambiente e per conferire una maggiore efficienza energetica. Le linee guida imposte dal decreto, incentrate sulle misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica e dei certificati bianchi, concorrono al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico.

Con Fabio Potenza, dottorando in Ingegneria elettrica, dei materiali e delle nanotecnologie – IEMN responsabile Giovani ATI-Lazio, cerchiamo di conoscere la normativa relativa all’efficientamento energetico per capire la situazione italiana ed europea, ponendo l’accento sull’ambiente e sulla tecnologia.

 

Chi può gestire questa complessità burocratica e tecnologica?

I soggetti che potranno eseguire, fino al 19 luglio 2016, le diagnosi energetiche sono: società di servizi energetici (Esco), Esperti in Gestione dell’Energia (Ege) e Auditor Energetici, anche se non in possesso di certificazioni accreditate. A decorrenza della data indicata, le diagnosi dovranno essere eseguite da soggetti certificati, con esclusivo riferimento al solo schema volontario Emas; l’organismo preposto all’esecuzione della diagnosi energetiche è Ispra.

Questi adempimenti possono determinare un ostacolo per le imprese?

Diventano un ostacolo solo nel momento in cui non si presta la giusta attenzione alla corretta diagnosi energetica dei siti produttivi. Le imprese obbligate alla diagnosi, che non avranno ottemperato alle scadenze oppure non avranno effettuato la diagnosi in conformità delle prescrizioni, saranno soggette a sanzioni che oscillano dai 2.000 ai 40.000 euro.

La normativa per le imprese in che modo può arrecare benefici all’ambiente?

La direttiva 27 impone un risparmio energetico pari al 20% dei consumi di energia primaria rispetto alle proiezioni per il 2020. Pertanto, in riferimento a tali obiettivi, l’Italia dovrà ottenere un risparmio energetico di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) di energia primaria e 15,5 milioni di Tep in energia finale. Il Rapporto Annuale Enea (2012), evidenzia come gli indirizzi definiti dall’Unione Europea in tema di efficienza energetica, siano in linea con gli obiettivi del Piano d’Azione nazionale per l’Efficienza Energetica del 2011, confermando l’Italia nel contesto europeo a un buon posizionamento in termini di intensità energetica. I risparmi energetici complessivi al 2012 ammontano a oltre 73.000 GWh/anno, quasi il 30% in più rispetto al 2011, migliorando l’indice di efficienza energetica per l’intera economia di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

A che punto sono le imprese con l’efficientamento energetico?

È doveroso ricordare che solo grazie a una classe imprenditoriale seria e preparata, il nostro Paese si è distinto nel 2013 in eco-innovazione, pertanto molte imprese si stanno attivando per essere più competitive. Anche se alcune imprese si limitano inizialmente a rispettare e seguire i dettami delle nuove norme, sono sicuro che con il decreto 102 sarà possibile un’accelerazione in questa direzione, in quanto sul breve termine si riuscirà da subito a vedere i ritorni economi delle azioni di efficientamento energetico, messe in atto in precedenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->