giovedì, Maggio 19

Energia, il difficile ‘gioco’ di Draghi Lo tsunami che rischia di travolgerci

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Nulla è più segreto di quanto è sotto gli occhi di tutti ammoniva Leonardo Sciascia, e prima di lui Edgar Allan Poe. E certo basta leggere le carte ed interpretare al meglio quanto è sotto gli occhi di tutti per capire che Mario Draghi sta portando avanti una propria Agenda, di Governo e non solo. Che ora deve fare i conti con un vero e proprio ‘drammaEnergia.

«Mario Draghi si aggira nei sotterranei della Repubblica alla ricerca dei fondi per la nuova sfida che ha di fronte: attutire la stangata dei rincari energetici che mette a rischio la ripresa. Senza ‘scostamenti di bilancio‘, come vorrebbero i partiti, scostamenti che l’Europa non ci permette più» spiega Alessandro Banfi nella quotidiana ‘La Versione di Banfi‘. L’ex Direttore di TgCom24, il canale All News di Mediaset, con efficace metafora ricorda che «‘Dungeons & Dragons’ è un grande gioco di ruolo, genere fantasy» e che il ‘nostro’ Draghi è impegnato in un duello sanguinoso su questo fronte.

Se Draghi afferma che per quanto riguarda il PNRR sono stati raggiunti tutti gli obbiettivi, sarà certamente vero. Peraltro chi mai oserebbe contraddirlo? Da Genova il premier prova a rilanciare la sfida: attuare il Pnrr, mantenere alto il tasso di crescita, intervenire con «misure di ampia portata» contro il caro bollette. Misure diventate necessarie e decisive sia per le imprese di settore che sono sempre più in sofferenza, che per le famiglie cui cominciano ad arrivare bollette siderali da pagare entro la fine di febbraio. Partita difficile, e da vincere, ma ce ne sono le condizioni?

Fabio Guastella, Amministratore Delegato di ‘ègreen‘, società di vendita al dettaglio di energia da fonti rinnovabili e gas operante sull’intero territorio nazionale, illustra a L’Indro le condizioni sempre più difficili in cui si muove un’impresa di settore nell’attuale contingenza. «La crisi energetica, i cui impatti vediamo nell’impennata dei costi in bolletta al cliente finale, porta importanti tensioni gestionali e finanziarie anche presso noi reseller di energia. Gli attori del mercato all’ingrosso si trovano infatti costretti a fare i conti con un impegno finanziario lievitato in pochissimi mesi a dei livelli inediti ed imprevedibili, trovando ‘a valle’ un mercato al dettaglio, quello dei clienti finali, giustamente tutelato da una regolazione che attenua gli effetti sul cliente delle improvvise variazioni dei prezzi energetici. La giusta flessibilità nei pagamenti cui l’utente è abituato per via di una regolazione favorevole a chi è vulnerabile per definizione, porta però ulteriore stress economico al dettagliante, costretto a fare i conti con le regole di un mercato all’ingrosso rigido quanto ad impegni di pagamento». Tirando le somme il vero nodo cruciale è che «nel momento in cui tanta inflazione impatta anche sulla finanza corrente, un operatore medio-piccolo ha difficoltà oggettive ad adeguarsi immediatamente alle esigenze del sistema degli Istituti di credito». Con tutte le conseguenze del caso, che già  si cominciano a vedere.

Per Stefano Bonaccini, Presidente dell’Emilia-Romagna dalle ambizioni nazionali, il caro bollette potrebbe «provocare uno tsunami che travolgerebbe tutti». E il quadro generale appare davvero fosco. Al Governo mancherebbe un miliardo per frenare i rincari delle bollette, per altri i fondi ci sono invece tutti. In ogni caso questa situazione mette in forse la ripresa auspicata e supposta. Mentre si ripresenta un grande classico. Votarsi ad un upgrade dell’Agenzia delle Entrate che cerca fondi per il Bilancio a partire dal prosciugamento dell’evasione fiscale, puntando a reperire 10,3 miliardi di euro in più. Magari, ma prima vediamo il successo in Italia di una vera lotta all’evasione fiscale, e non solo qualche spigolatura. Poi, forse, ci crediamo.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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