martedì, Maggio 18

Emilio Fede e Gaetano Ferri: relazioni pericolose field_506ffb1d3dbe2

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Da estensore a oggetto della notizia, ha sempre bazzicato il palcoscenico dei media. E non sa starne lontano. Emilio Fede, a lungo ‘La Voce del Padrone’, quale direttore del TG4, ce lo ritroviamo ai disonori della cronaca per una torbida storia di ricatti e minacce.

Rivoltegli, per di più, ad un individuo dalla fedina penale talmente segnata da aver trascorso lungo tempo nella patrie galere.

Innanzitutto, tratteggiamo il protagonista. Diventato ai primi anni ’50 giornalista della carta stampata, poco più che ventenne e senza essere neanche laureato, prende l’aire come inviato speciale di un quotidiano glorioso, ‘La Gazzetta del Popolo’ che, in realtà, nei suoi 135 anni di vita (cessò la pubblicazione il 31 dicembre 1983) ha donato al giornalismo italiano professionisti ben meno chiacchierati.

Dal ’54 Fede entrò nell’orbita RAI, ove riuscì a stabilizzarsi con un contratto a tempo indeterminato solo nel 1961. Ma si stabilizzò del tutto allorché, tre anni più tardi, sposò la figlia del vicepresidente della TV di Stato, Italo de Feo, Diana (senatrice nella XVI Legislatura per il PdL).

Questo matrimonio, in cui abbiamo tutti ammirato lo spirito di dedizione della moglie, che deve averne passate di tutti i colori, non restò inosservato in quella ‘piccola città’ pettegola che era (ed è) Mamma RAI: per lui i soprannomi si sprecarono, da ‘ammogliato speciale’ a ‘genero di prima necessità’.

Quando poi divenne inviato speciale nei Paesi africani, le sue note spese creative gli fecero guadagnare l’appellativo di ‘Sciupone l’Africano’. Poi andò via dalla RAI per una vicenda d’incriminazione per gioco d’azzardo nel 1987, da cui fu però assolto…

Personalmente, al Casinò di Montecarlo ho assistito ad un suo tourbillon di puntate compulsive (io, che odio il gioco d’azzardo, ci andavo come osservatrice sociologica… una specie di teatro) e ne sono rimasta piuttosto basita.

Fin qui abbiamo parlato della ‘preistoria’ fedista; per 23 anni è stato il fede…le aedo di Silvio Berlusconi, fino al 2012, quando venne licenziato per essere stato troppo ingombrante quale maitresse per il Grande Capo.

Anche lui ha passato le forche caudine di un po’ di processi e di sospetti, beccandosi anche una condanna in primo grado a 7 anni per induzione alla prostituzione al processo Ruby bis, insieme con Nicole Minetti e Lele Mora. Quasi presago che abbia dato alle stampe opere dai titoli significativi: ‘La samba dei ruffiani’ (2001); ‘La cena dei cretini’ (ed era il 2002: che ci fossero già le cene distinte?) e, nel 2003, ‘Ladro d’amore’.

Ed è stato proprio Lele Mora il perno di un fattaccio – con relativo coinvolgimento delle Forze dell’Ordine – che lo vede ancora una volta attore, per minacce.

Dovete sapere che l’ex manager dello spettacolo, animatore con gli altri due (c’era Fede, ma c’erano anche Speranza- Minetti e Carità – Mora…) delle allegre serate di Hard-Core, nelle sue prigioni, trascorse nel rinomato carcere di Opera, aveva stretto amicizia con un pluripregiudicato, tale Gaetano Ferri, 44enne, sembra esperto come consulente di fitness e arti marziali.

Uscito di carcere (dice il Corriere della Sera: ‘Dopo una lunga detenzione’), nell’estate del 2011 Ferri si è presentato  a Fede, con le referenze (sic) di Mora, offrendosi di diventare il suo personal trainer.

Dev’essere una figura professionale di cui c’è penuria sul mercato, se Fede, all’epoca già 80enne (è nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 24 giugno 1931) sentì l’esigenza di accettare la sua offerta, malgrado non fosse uno stinco di Santo. Forse pensò che, rotto alla dura legge del carcere, sarebbe stato un eccellente esperto di autodifesa.

Fra i due nacque un’intimità, degna di amici di vecchia data e di comprovata fiducia, e fra il settembre 2011 e il luglio 2012 s’instaurò un dialogo estremamente ‘intimo’, ove il giornalista confidò al suo personal trainer cose scottanti non solo su sé stesso, ma soprattutto su Mr B. e persino sul caso Ruby.

Insomma, cosette che sarebbe stato bene non venissero alle orecchie di Ilda Boccassini e Co..

Questi colloqui scottanti, però, Ferri ebbe buona cura di registrare di nascosto e di conservarne i nastri, con lo scopo (è l’unica ipotesi che viene in mente: mica registriamo tutte le conversazioni che teniamo con gli amici, anche se talvolta sarebbe utile!) di usarli, forse, come materiale di ricatto.

La scuola di Opera ha anche i suoi tipi di tenori ‘speciali’. Poi l’incanto fra i due si ruppe e, in un lasso di tempo di circa un anno, precipitarono a tal punto che, un incontro nel novembre 2013 finì in una vera e propria baruffa. Dopodiché Fede, l’8 ed il 22 dicembre, inviò sul cellulare di Ferri due sms molto aggressivi ed intimidatori, minacciandolo di ‘venirlo a cercare con due o tre amici’.

Ora è venuto alla luce che Ferri abbia sporto denuncia per tali minacce ai Carabinieri di Cusano Milanino (quasi ironico… e non solo perché Fede è figlio dell’Arma, essendo stato suo padre brigadiere; ma anche giacché il denunciante si mette sotto la tutela della giustizia che calpestò tanto da scontare un lungo carcere… e poi si dice che non c’è effetto di redenzione della pena… anche se quelle registrazioni mica le aveva fatte in quanto quinta colonna della giustizia!).

Una storiella mica male, di cui noi conosciamo al momento solo la punta dell’iceberg. Fa il paio con le confidenze di Totò Riina al suo compagno di cella e che si vorrebbe far passare come boutade profferite dal Capo dei Capi consapevole di essere ‘spiato’, per depistare i suoi ‘intercettatori’.

Non sappiamo se queste registrazioni esistano effettivamente: ma si può con pochi dubbi ritenere che, in una situazione di totale relax e confidenza, non si ha ragione di mentire, specie se s’inquadra la personalità di Fede, piuttosto loquace con chi fa parte del suo contesto di riferimento (così come può esserlo con un personal trainer).

Ci attendono, dunque, nuove scottanti rivelazioni, dalla viva voce di uno dei protagonisti delle hot night di Arcore?

 

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