lunedì, 3 Ottobre
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Emiliano e M5S: tentativo di Compromesso Storico 2.0?

Secondo Giovanni Orsina un accordo di governo con il PD non converrebbe al M5S

Nel mezzo della guerra totale che caratterizza i rapporti tra il partito di governo e il suo principale oppositore dal momento dell’ingresso di quest’ultimo in Parlamento, uno dei candidati alla segreteria del Partito Democratico tende la mano al nemico. O meglio, la tende al suo elettorato.
Michele Emiliano adotta strategia retorica nuova, un po’ per convenienza e un po’ per la sua cultura politica: «ho rispetto dell’elettorato dei 5 Stelle, ha lo stesso mio anelito all’onestà, alla trasparenza, alle cose fatte per bene. Più della metà di loro sono nostri vecchi elettori».
Pronta la risposta di Nicola Morra, senatore pentastellato, che non risparmia la stoccata al Governatore della Puglia: «può diventare tranquillamente un attivista del Movimento, ben sapendo che dopo due mandati non potrà essere eletto. Tra l’altro, lui proviene dalla magistratura, senza essersi dimesso. E questo è anche un altro problema non da poco»

Scambi di complimenti a parte, ci si può però chiedere: data la frammentazione dell’elettorato e il fatidico 40% che resta una chimera per tutte le forze politiche, un tale ammiccamento di Emiliano verso il Movimento 5 Stelle potrebbe tramutarsi in una proposta di collaborazione in chiave di governo, nel momento in cui i voti saranno contati alle prossime elezioni politiche? Potrebbe nascere dunque un Compromesso Storico 2.0? E a chi (s)converrebbe?

Con l’aiuto di Giovanni Orsina, storico, politologo e tra gli editorialisti di punta de La Stampa, ci siamo addentrati nella nube delle ipotesi e delle previsioni plausibili, tra richiami al passato e considerazioni sulla convenienza di uno scenario del genere, soprattutto per i 5 Stelle. Il tutto partendo da una condizione tutt’altro che certa: la vittoria di Emiliano alle primarie.


Se Michele Emiliano dovesse vincere la corsa alla segreteria del PD, crede che potrebbe nascere, se non una compagine di governo, almeno una convergenza tra il suo partito e il Movimento 5 Stelle dopo le elezioni?

Questa è una domanda difficilissima, e la mia risposta al momento sarebbe no, perché il Movimento 5 Stelle sta giocando un’altra partita tutta contro il PD in quanto partito dell’establishment contro cui il Movimento si è sempre schierato. Quindi non si tratta nemmeno di capire cosa farebbe un eventuale PD di Emiliano.
Nell’immediato direi che finirebbe come nel 2013 con la drammatica e un po’ patetica vicenda del colloquio in streaming tra Bersani e i rappresentanti dei 5 Stelle.
Detto questo poi la questione vera è che quello che succederà alla prossime elezioni non lo sa nessuno, dunque non mi sento di dichiarare nulla come impossibile ad’oggi, ma un eventualità del genere credo resti estremamente improbabile.

Aldilà della risposta dei 5 Stelle, crede che un PD a guida Emiliano, con un risultato elettorale che non vede nessuna forza al 40%, potrebbe tendere la mano al Movimento 5 Stelle?

Un Partito democratico guidato da Emiliano assolutamente sì. Un PD come è stato fino ad oggi e quindi renziano ovviamente no, mentre all’epoca Bersani la mano l’aveva tesa. Ma siccome al momento non vedo un’elezione di Emiliano come probabile credo che il PD non si muoverebbe in questo modo.

Emiliano nella sua corsa alla segreteria del Partito Democratico si sta prodigando a manifestare il suo rispetto verso il Movimento 5 Stelle ed in particolare verso il suo elettorato, formato a suo dire da molti ex elettori PD.
Tattica elettorale per portare una fetta di questi transfughi a sostenerlo per le primarie?

Direi che è possibile. È anche un modo da parte di Emiliano di trovare una collocazione politica, lui che anche in quanto giudice ha sempre accarezzato un certo tipo di opinione.
E poi è vero, se si pensa al PD pre-renziano che aveva portato Marino al Campidoglio e lo stesso Emiliano a governare la Puglia, che ci fu una fase in cui il partito aveva accarezzato molto dei temi che poi sono stati recuperati dal Movimento 5 Stelle, prima che Renzi si portasse su altri binari.  Il Movimento 5 Stelle nasce anche da posizioni che erano e forse sono ancora all’interno del PD.
È chiaro quindi che Emiliano voglia recuperare questi elementi anche per riportare un po’ di elettori dalla sua sponda ovviamente. Io però non so quanto questa strategia sia destinata al successo, ma magari una parte di quegli elettori 5 Stelle delusi o spaventati da alcune posizioni del Movimento, oltre che dall’esperienza di governo capitolina, potrebbero tornare.

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