venerdì, Aprile 16

Emilia Romagna: Manca il candidato Partito 'nuovo', abitudini vecchie. Accordo sul Sindaco di Imola per le Regionali

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Il ‘Partito nuovo’ di Renzi sembra molto simile a quello vecchio. E’ vero che lui non ha messo mano praticamente a nulla delle tante cose che avrebbe voluto (potuto e soprattutto dovuto) cambiare, nel fulmineo transito alla guida del Partito Democratico. Ora affidato operativamente alle ‘capaci’ mani di  Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. Ed è vero che con il Pd Renzi aveva poco a che fare prima (e poco voleva avere a che fare). Ancor meno da quando ne ha ottenuto la guida formale. Gli basta dirigerne là dove vuole la barra. Così in Emilia Romagna, in vista delle elezioni Regionali del 9 Novembre seguite alle impreviste e clamorose dimissioni del Superpotente Plurigovernatore Vasco Errani, si è riproposto il vecchio metodo dei vertici che decidono tutto. Nome, programma e forsanche di cassare le Primarie.

Errani ha imposto il Sindaco di Imola, Daniele Manca, con il beneplacito di Renzi. Che, pur di avere le mani libere sul resto, e certo con il suo tocco di Mida di far diventare chiunque renziano antemarcia (a posteriori), ha dato il suo via libera. O avrebbe, ché abbiamo già capito che se coglie impopolarità nell’opinione pubblica rispetto alle operazioni sue, o comunque da lui avallate, è pronto a scaricarle in un attimo.

Ritirati, almeno per il momento, dalla corsa i favoriti  Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, renziani doc, anche se di diversa affiliazione temporale, l’unico ad opporsi è anche l’unico ad avere annunciato ufficialmente la propria candidatura per le primarie. Roberto Balzani, Professore universitario e sindaco di Forlì sino al maggio scorso, non ci sta. E attacca, in primo luogo chiedendo, pretendendo, di non saltare l’appuntamento per la selezione popolare del candidato del centrosinistra, come vorrebbero invece fare i potenti regionali, forti di un’indicazione che vorrebbero all’unanimità. E’ dovuto scendere in campo pure il povero Pierluigi Bersani per smentire che ci sia stato un accordo globale, un ‘caminetto’ per indicare Manca. Certo, adesso potrebbe accadere di tutto, anche il ritorno ‘a galla’ di Richetti e Bonaccini, ma il patto di ferro sembra al momento inscalfibile.

Balzani, però, non molla. Storico e saggista, Ordinario di Storia Contemporanea per l’Alma Mater bolognese era, non casualmente, entrato in campo come espressione del movimento di rinnovamento culturale e civile che animò il Pd per le primarie del centro-sinistra di fine 2008, tra le prime in Italia. Quelle primarie che, appunto, si vorrebbe far saltare.  

Nel 1980 Alberto Arbasinio scrisse il saggio Un paese senza, impietosa analisi degli anni ’70 in Italia. Lo aggiornò nel ’90. Potrebbe rimetterci mano ora, per raccontare questo Paese senza. Per l’appunto: Manca.

 

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