venerdì, Maggio 7

Emergenza terrorismo: la Lega dichiara guerra all’Isis

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Dopo i fatti di Parigi, la sedicente emergenza terrorismo sta riuscendo a tirare fuori dalla bocca dei nostri politici tutto il peggio che è in loro. Come se non bastassero le menate quotidiane del premier Matteo Renzi, a fare la parte del leone mediatico ci pensa la Lega Nord. Prima la smargiassata del leader Matteo Salvini che, accusato di fomentare odio in nome del poco onorevole ‘armiamoci e partite’, ha promesso che lui in guerra contro l’Isis sarebbe pronto ad andarci personalmente. Peccato che poi l’eroe Salvini, armato di presepe e canti natalizi, non sia andato oltre l’assedio della scuola di Rozzano (MI) da dove era arrivata la notizia (falsa) che il preside dell’Istituto avrebbe fatto staccare i crocifissi dai muri e vietato ai bambini le tradizionali festività natalizie. Illuminato dall’intrepido coraggio dimostrato dal capo, un altro ‘lumbard’, il deputato Gianluca Pini, è partito oggi per la sua personalissima guerra, mediatica si intende, contro i tagliagole di Al Baghdadi. «Renzi ha dimostrato di non capire un tubo di quello che sta succedendo sul piano geopolitico», ha affermato il leghista d’assalto, «ci sono interessi divergenti in questo momento tra Francia e Usa e lui cerca, con un atteggiamento tipicamente italiano, di barcamenarsi tra le varie posizioni per non scontentare nessuno, ma alla fine scontenta tutti. Sta tenendo una posizione ambigua e stupida». Pini conferma che se la Lega fosse al Governo «andremmo ad armare quei 4-6 Tornado per partecipare ai bombardamenti e andremmo a valutare un intervento di truppe di terra». Ma chi dovrebbe mettere materialmente gli scarponi sul terreno siro-iracheno? Gli italiani dormano sonni tranquilli perché è lo stesso ex parà Pini a promettere che «se mi richiamassero non mi tirerei indietro».

Commentando l’operazione antiterrorismo jihadista, denominata ‘Van Damme’, portata a termine dalla Digos di Brescia, un altro parlamentare leghista, Stefano Borghesi, parla di «ennesima dimostrazione della fondatezza delle denunce della Lega Nord sull’alto rischio di infiltrazioni terroristiche sul territorio italiano e in particolare bresciano». Gli arresti di Brescia suscitano anche la moderata reazione del Dem Ernesto Magorno che esprime il suo «grazie alla polizia». Più pimpante il capo delle ‘divise blu’ Alessandro Pansa che ha subito alzato la cornetta del telefono per complimentarsi con Esposito. Di parere opposto rispetto ai guerrafondai del Carroccio si dimostra il presidente del Senato Pietro Grasso convinto che la lotta al terrorismo debba essere condotta «solo con gli strumenti dello stato di diritto, della democrazia, del multilateralismo, della diplomazia». Scontata, poi, l’umile autocelebrazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano secondo il quale il blitz odierno è la «conferma che il nostro sistema di prevenzione e di sicurezza sta funzionando».

Al grido di ‘A Livorno si volta pagina’ e ‘Non pago per il Pd’, il sindaco M5S della città toscana, Filippo Nogarin, ha commentato sul blog di Beppe Grillo la decisione del consiglio comunale di approvare l’atto di indirizzo per il concordato preventivo per l’Aamps. Nonostante le vibranti proteste dei dipendenti dell’azienda municipale dei rifiuti, che temono di perdere il posto di lavoro, e nonostante lo stesso Movimento abbia rischiato di spaccarsi sul tema. «È stata dura ma ce l’abbiamo fatta», scrive Nogarin, «stiamo finalmente per voltare pagina rispetto alla gestione disastrosa del Partito Democratico che ha creato un buco di Bilancio di 42.000.000 di euro». Secondo il primo cittadino livornese «il Pd ha costruito un’azienda in cui lo spazzamento è affidato ad una ditta esterna. In cui c’è un operaio ogni 4 lavoratori». Per questo, prosegue, «oggi a Livorno si supera l’era dei carrozzoni di partito. Tramite il concordato preventivo i privilegi saranno azzerati, gli operai manterranno il loro posto di lavoro, l’azienda sarà finalmente sanata e saranno garantiti i servizi ai cittadini».

 

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