mercoledì, Aprile 14

Emergenza profughi, finalmente l'Europa batte un colpo? field_506ffbaa4a8d4

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Le immagini delle orde di disperati che tentano di raggiungere l’Europa, e da ultimo la foto del piccolo Aylan, il bimbo curdo di 3 anni morto su una spiaggia in Turchia hanno avuto l’effetto di suscitare molte reazioni sul piano internazionale.
L’esodo di migranti e rifugiati dalla Siria e dal Nordafrica verso l’Europa è «un’emergenza enorme, una crisi reale» e tra i vertici militari Usa e Nato sta aumentando la consapevolezza che si tratti « di una vera crisi», anzi, «il più notevole problema» discusso nelle riunioni ad alto livello tra i generali dell’Alleanza. Lo ha dichiarato oggi il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Martin Dempsey, uno dei massimi funzionari del Pentagono, secondo il quale «dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire (questa crisi dei migranti) per (i prossimi) 20 anni».
Nelle stesse ore, un appello a ripartire almeno 200 mila richiedenti asilo nell’Unione Europea è stato lanciato da Antonio Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati,  sottolineando come tutti i membri dell’Ue debbano partecipare a questo programma. «Le persone che hanno una richiesta di protezione valida», ha scritto Guterres in una nota, «devono beneficiare di un programma di reinsediamento di massa, con la partecipazione obbligatoria di tutti gli Stati membri dell’Ue. Una stima molto preliminare sembra indicare la potenziale necessità di aumentare le opportunità di reinsediamento a 200.000 posti». «L’Europa si trova ad affrontare il suo più grande afflusso di rifugiati da decenni» e «la situazione richiede uno sforzo comune enorme che è impossibile con l’attuale approccio frammentato», ha aggiunto Guterres.
L’Alto Commissario ha quindi ribadito la necessità di  attuare una strategia comune basata su responsabilità, solidarietà e fiducia, che significa concretamente, prendere misure urgenti e coraggiose per stabilizzare la situazione e trovare un modo per condividere veramente la responsabilità a medio e lungo termine. Guterres ha comunque ricordato che i migranti che non hanno ragione di rimanere in Europa devono essere rimandati nel loro Paese di origine.

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