mercoledì, Settembre 29

Emergenza migranti UE: tra educazione e solidarietà L’Onorevole Silvia Costa, Parlamentare del PD in UE, dà il suo parere sulla questione ‘migranti’ in Europa

0
1 2 3 4 5


Questa Agenzia Unica o Fondo di Solidarietà Globale è stato condiviso a livello di intenti e di voto da tutti i parlamentari e Paesi?

Oggi tali proposte saranno approvate in sede di Parlamento Europeo da tutti i partiti politici e da tutti i Paesi. Abbiamo avuto un ottimo riscontro dal Commissario, che si è battuto con noi per ottenere quei 30 milioni in più di risorse per l’educazione in emergenza nel bilancio UE 2016 (approvato ieri), ed anche il Consiglio dei Ministri è a favore. Personalmente ho incontrato alcuni Ministri dell’educazione di altri Paesi, che hanno preso molto sul serio la questione dopo l’attentato di Parigi, facendo una dichiarazione specifica (detta Dichiarazione di Parigi) nella quale si è precisato che non esiste politica della sicurezza nell’emigrazione senza un investimento forte nell’educazione e nella cultura. Mi fa piacere che ciò sia stato raccolto dal nostro premier Renzi, che ha detto che il terrorismo si combatte nella testa delle persone grazie alla cultura e all’educazione: un euro per la sicurezza equivale ad uno in cultura, e ha deciso il bonus per gli studenti. Io personalmente ho proposto di creare una sorta di e-card degli studenti europei, con valore di status, di riconoscimento  culturale per loro, che dovrebbe garantire facilitazioni e favorire l’accesso alle istituzioni culturali, alla lettura, e a molto altro ancora.

Quanto hanno giocato gli attentati di Parigi nell’acuire o ingigantire il problema delle frontiere e dei muri (reali e immaginari) verso profughi ed esuli?

I fatti di Parigi hanno avuto una ricaduta immediata (e rischiano, in prospettiva) perché ci sono parecchi populisti e irresponsabili che soffiano sul fuoco, cosicché c’è il rischio di confondere la causa dei rifugiati, di coloro che sono vittime di una crisi umanitaria e che stanno cercando un futuro per sé e per i figli, anche in termini di sicurezza, con il terrorismo, è assolutamente inaccettabile.

Ieri lo ha detto anche Mattarella con molta fermezza, lo sta dicendo il Papa in Africa, ed ora lo dice Juncker, che in questa vicenda si sta comportando in modo irreprensibile, ed ha convocato per domenica un Consiglio Europeo straordinario sul tema dei rifugiati e per rafforzare queste politiche di solidarietà nella ripartizione degli immigrati nei vari Paesi: ve ne sono infatti alcuni, tra cui l’Ungheria, la Repubblica Ceca, quella Slovacca, che non hanno alcuna intenzione di collaborare.

E quindi è giusto che la Commissione Europea, che è la garante del rispetto del Trattato dell’Unione, fondata sulla solidarietà politica e sociale fra i popoli, si batta perché quello che abbiamo deciso anche in Parlamento venga attuato. Va superato il Trattato di Dublino, per cui il paese di primo arrivo per un rifugiato non è quello che deve necessariamente preparare tutte le carte per la registrazione, da farsi comunque (come già avviene in Italia, con la presa delle impronte digitali, ad esempio, per poter tracciare le persone), ma senza una chiusura (bensì con un rafforzarsi) delle frontiere esterne, secondo procedure condivise e coinvolgendo di più Frontex in queste operazioni.

Naturalmente ciò non significa superare Schengen, o chiudere le frontiere interne all’Unione, ma ci deve essere fiducia tra i Paesi membri mediante procedure standard condivise, per poter distinguere tra chi richiede ospitalità per emergenze umanitarie e infiltrati: va ricordato infatti che i recenti terroristi hanno passaporto europeo. Bisogna attuare giustamente più controlli, ad esempio sulle moschee, sulla predicazione e sulla nomina degli Imam, sulla trasparenza di questi percorsi; ma non c’è solo il radicalismo religioso, ne esiste anche uno xenofobo, forte e pericoloso, e si deve avere attenzione per fenomeni che avvengono anche sotto i nostri occhi e che spesso partono dalle scuole, come le contraddizioni che esistono proprio all’interno dell’Europa.

La solidarietà verso il profugo nei Paesi già ostili o in quelli favorevoli, quanto è rivista alla luce delle nuove norme di sicurezza?

In Italia Salvini ed altri soffiano sul fuoco in un momento in cui ci sarebbe invece bisogno di maggiore unità nazionale, per fare fronte contro un nemico comune, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi, al fine di ricavarne un piccolo ed immediato incasso politico, giocando sulla paura. In realtà noi dobbiamo distinguere, capire, sostenere la formazione dei ragazzi, e far capire la differenza fra chi – in nome di una religione, ma in realtà di un fondamentalismo omicida (che è il suo contrario) – arruola ragazzi, li sfrutta, li asserva, e li rende quasi degli automi. Questa è la grave responsabilità che ci tocca affrontare rispetto a persone fragili e in difficoltà, che stanno fuggendo dallo stesso sistema di terrorismo, che si avvale di soldi, basi d’appoggio e passaporti europei.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->