martedì, Agosto 3

Emergenza droga in Australia I consumi di droga -preferita all'alcol per una questione di prezzo- sono tra i primissimi al mondo

0
1 2


Sydney – E’ sempre più un’emergenza nazionale, quella dell’abuso di droghe in Australia. I dati parlano chiaro: l’Australia ha uno dei tassi di utilizzo pro capite di sostanze stupefacenti più alti al mondo. Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia ONU per lo studio di droga e crimine, la UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), il Paese è, infatti, presente nella ‘top 10’ mondiale (su un campione di 95 Stati) per l’utilizzo di 5 sostanze illegali.

I dati dell’agenzia riportano che l’Australia è il 1° Paese al mondo per utilizzo di ecstasy (3% della popolazione totale), il 2° Paese al mondo per utilizzo di oppioidi (inclusi oppiacei, 3,4% della popolazione), il 3° per uso di anfetamine e metanfetamine (2,1% della popolazione), il 4° per uso di cocaina (2,1% della popolazione) ed il 7° per uso di marijuana (10,3% della popolazione). Tutti i dati di UNODC si riferiscono all’utilizzo stimato nel corso dell’anno precedente la pubblicazione del rapporto.

Dopo questa sorprendente serie di dati ci si potrebbe immaginare che uno dei motivi dietro all’utilizzo così intenso di droghe sia il prezzo competitivo, ma l’Australia risulta essere uno dei Paesi con i prezzi delle sostanze stupefacenti più alti al mondo. Secondo gli stessi dati ONU, infatti, in Australia le anfetamine hanno in media il 2° prezzo più alto al mondo (229$ al grammo), la cocaina il 4° più alto (290$ al grammo), le metanfetamine il 5° più alto (290$ al grammo), mentre ecstasy e marijuana hanno entrambe l’8° prezzo più alto (rispettivamente 31$ a pasticca e 26$ al grammo).

L’ultimo report di UNODC conferma la peculiarità della situazione, affermando che «L’Oceania, ovvero Australia e Nuova Zelanda, è l’unica vera eccezione tra i mercati dove vi è il maggior consumo di sostanze illecite. Generalmente, infatti, i prezzi bassi sono associati ad un utilizzo maggiore, e viceversa. Non in questo caso».

 

                 L’utilizzo di ecstasy nel mondo, l’Australia è al primo posto

 

Vi è, però, chi ha una spiegazione convincente per questo tipo di fenomeno. Alison Ritter, direttore del programma per le politiche anti-droga della NDARC, ritiene che «Dal momento che l’Australia è uno dei Paesi al mondo dove è più costoso comperare l’alcol, in alcuni casi l’acquisto di sostanze come l’ecstasy o la marijuana è la scelta più sensata dal punto di vista del consumatore, soprattutto per chi cerca divertimento la sera senza spendere troppi soldi. Se ci si riflette opportunamente, si evince che, da un certo punto di vista, non è altro che un comportamento attento per chi cerca di divertirsi spendendo poco. Tecnicamente parlando, non è una scelta molto diversa da quella che compiamo tutti i giorni andando a fare la spesa al supermercato».

Questa idea è corroborata da Cameron Duff, della Scuola di Psichiatria e Psicologia della Monash University, il quale ha precisato che «I giovani parlano molto spesso del prezzo dell’alcol, quando gli viene chiesto di spiegare il loro utilizzo di droghe. Quello che viene ripetuto sempre più spesso, oramai, è che le droghe, spesso utilizzate durante le feste, soprattutto l’ecstasy, sono meno costose rispetto all’alcol. I giovani non possono fare a meno di pensare che una serata fuori costa almeno 100$, mentre un paio di pasticche di ecstasy si comprano per 40$ o 50$. C’è poi un ulteriore aspetto da approfondire, ovvero quello di una distorta consapevolezza circa i rischi di alcol e tabacco. Quasi tutti oggi sanno che alcol e tabacco possono essere dannosi, ma questo porta i giovani a pensare che l’ecstasy sia relativamente meno dannosa, si è creata una percezione distorta dei rischi derivanti dall’uso di droghe pesanti».

Sempre in tema di abuso di alcol, invece, è netta l’opinione di Alex Wodak, Presidente della Australian Drug Law Reform Foundation: «Non c’è dubbio che l’alcol sia molto più dannoso delle altre droghe. Di certo è impossibile affermare che l’utilizzo di ecstasy sia immune da rischi, tuttavia se la gente passasse dall’utilizzo eccessivo di alcol a quello non eccessivo di ecstasy e marijuana, le persone passerebbero da un forte rischio per la loro salute ad un rischio decisamente più basso». Quanto ai costi dell’abuso di alcol in Australia, i dati dell’Australian Institute of Criminology mostrano che questi sono stati pari a circa 14,4 miliardi di dollari nel 2010, mentre, secondo gli ultimi dati del 2005 (sottostimati rispetto ad oggi), i danni economici derivanti dall’abuso di droghe sono stati di 8,2 miliardi di dollari.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->