giovedì, Dicembre 2

Emanuela Orlandi, l’intrigo infinito

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Archiviato, fine. Dopo trentatré anni, il caso di Emanuela Orlandi è chiuso, portandosi dietro misteri, depistaggi, mille ipotesi e speranze svanite. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Cassazione, accogliendo la richiesta dalla procura generale.  La famiglia ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla corte di Strasburgo. Ma è proprio nei titoli di coda di un’inchiesta infinita che si nasconde una possibile sorpresa: nei prossimi mesi, al processo per autocalunnia, il fotografo romano Marco Accetti, 60 anni, fornirà forse nuovi dettagli sull’enigma facendo i nomi dei presunti complici. Una vicenda che, come vedremo più avanti, riguarda anche  un’altra ragazza scomparsa nello stesso periodo, Mirella Gregori.

Se fosse viva, Emanuela Orlandi oggi avrebbe 48 anni. Figlia di un commesso della Casa Pontificia del Vaticano, sparì un mercoledì sera, il 22 giugno del 1983, dopo la lezione di flauto. Allora di anni ne aveva solo quindici. Dissero che aveva appena avuto una proposta di lavoro (vendere cosmetici) e anche la parte in un film. Da allora su di lei è stato veramente detto di tutto. Che è morta in quei giorni per uno strano incidente, che è stata portata in Medio Oriente in una tratta delle bianche, che non è stata affatto rapita ma si è allontanata volontariamente. E poi altri piccoli misteri contraddittori: un ragazzo, forse uno della scorta del Papa, che l’andava a prendere sotto casa, un’auto blu, un poliziotto che vede il rapimento, un rapporto del Sisde sparito . Certo è che il giudice Adele Rando ha tentato per  anni di ottenere una rogatoria internazionale per interrogare alti prelati perché c’è qualcosa che non quadra nella scomparsa.
Il primo bagliore arriva prima di Natale del 1985 quando la madre di Mirella Gregori, un’altra ragazzina (sedici anni) scomparsa un mese e mezzo prima della Orlandi (il 7 maggio), durante una visita di Papa Giovanni Paolo II in una parrocchia romana, sulla Nomentana, riconosce in un funzionario della sicurezza vaticana l’uomo che andava spesso a prendere la figlia nel bar sotto casa (in via Montebello). Lo dichiara a ‘Chi lo ha visto?‘, riprendo la notizia per il ‘Tg1‘ delle 13,30 e scoppia un finimondo. Adesso so che si chiama Raul Bonarelli, allora non lo sapevo, e metto i fermo-immagine di tutta la scorta papale. Scoppia il finimondo, l’allora vaticanista Giuseppe De Carli mi fa, sconcertato: “Ma lo sai che c’è anche chi mette a letto il Papa?” Il servizio al ‘Tg1‘ delle 20 non va in onda. Il funzionario è intercettato mentre organizza una spiegazione di comodo.

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