lunedì, Settembre 20

Elogio di Renzi Il clamoroso annuncio sull’Expo!

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Se un caposcout di provincia riesce a scalare (ancor maglio: a scavalcare) le gerarchie toscane delll’asinelloulivopartitodemocratico sino a diventare Presidente della Provincia di Firenze, ottenendo la doppia investitura delle primarie interne e del voto.

Se, poi, quello stesso Presidente di Provincia, diventa Sindaco di Firenze sempre passando per quel doppio vaglio.

Se da Sindaco di Firenze, straordinaria città di poche centinaia di migliaia di abitanti, riesce a diventare protagonista nazionale.

Se quel protagonista lancia proposte, provocazioni, aggregazioni che scuotono ed iniziano a cambiare il mondo politico italiano.

Se, acquisita credibilità, si candida alle primarie democratiche e ne diventa, pur perdendole, il vero protagonista.

Se, sepolto da un mediocre risultato elettorale ed una schizofrenica gestione della fase postelettorale, il gruppo dirigente si autorottama e lui diventa l’unica speranza di salvezza.

Se il presidentediprovinciasindacocandidatoalleprimarierottamatore assurge trionfalmente alla segreteria di un Partito grande e moribondo, e da lì, con fulmineo blitzkrieg, fa fuori il Presidente del Consiglio, che sempre dello stesso Partito fa parte, prendendone il posto.

Se poi: conquista il controllo dei gruppi parlamentari eletti in massima parte senza e contro di lui, sburattina alleati politici e governativi, così come i teorici oppositori, promette ottanta secoli di felicità e intanto concede ottanta Euro in busta paga, ottiene trionfale investitura popolare alle prime elezioni (Europee) utili, riesuma il reietto di Arcore rinverginandolo e promuovendolo a Padre della Patria, riesce a far votare ai Senatori la fine (sostanziale) del Senato, e insomma fa il bello ed il cattivo tempo, sempre, comunque, ovunque, essendo al centro della scena politica, sociale, mediatica, che neanche il Berlusconi dei tempi d’oro.   

Se impiega il ‘cuore’ di agosto per lavorare e far vedere che lavora, incontrando in sequenza, in queste ore, il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi (che era stato non troppo velatamente critico),  il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e svariati altri.

Insomma, se Matteo Renzi è riuscito a fare tutto questo, e l’ha fatto, allora anche noi che siamo stati costantemente, ma non pregiudizialmente, critici nei suoi confronti, non possiamo che prenderne atto, riconoscendo la realtà e riconoscendogli capacità ed efficacia. Quanto ai risultati li giudicheremo quando e se ci saranno, e soprattutto ne giudicheremo le conseguenze.     

E con questo è tutto, a lunedì, ragazzi.

 

Ultimora    Tra un incontro e l’altro Renzi ha fatto visita ai cantieri milanesi dell’Expo, incontrando, sotto pioggia scrosciante, responsabili e maestranze. Ha comunicato che l’inaugurazione sarà chiamata ‘No Gufi Day’, fissato un nuovo sopralluogo per il 16 ottobre, imposto di correre, assicurato che verrà rispettata la tempistica dei lavori. Poi, dopo l’incontro con il Capo dello Stato da cui ha ottenuto l’avallo, e la notifica al Bureau International des Expositions, ha annunciato che, «visto che nell’Italia renziana tutto è veloce ed essenziale, l’Expo, fissata dal I° Maggio al 31 Ottobre 2015, anticiperà al 2014, dal 12 Novembre al 25 Dicembre». Festeggerà così contemporaneamente chiusura e compleanno. 

 

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