venerdì, Ottobre 22

Elisabetta Regina d’Inghilterra e di profitto Mentre il governo inglese prepara misure di austerità, la regina ottiene un aumento di stipendio...

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Per i prossimi due anni anche il governo inglese si sta preparando alle misure di austerità. A rivelarlo è stato, George Osborne, ministro dello Scacchiere Britannico,  tramite il sito ufficiale del governo. Sin dal prossimo anno il parlamento inglese ha infatti previsto una spending review, ossia una revisione dei conti, che implicherà tagli alla spesa pubblica per un totale di 11.5 miliardi di sterline. Tutto ciò non sembra minimamente intaccare la rendita annuale della regina, che come ogni altro capo di stato, riceve il suo stipendio dalle finanze pubbliche.

In aperta controtendenza ai tagli previsti dal suo Parlamento, la regina ha ottenuto recentemente dal Sovereign Grant, l’istituto governativo inglese creato per elargire i fondi atti a mantenere la casa reale britannica, un aumento di stipendio pari a 1.2 milioni in più rispetto allo scorso anno. La cifra record che verrà percepita dal monarca inglese da metà ottobre sfiorerà annualmente i trentotto milioni di sterline. Ovviamente, come prevede la legge britannica, il compenso sarà completamente esente da ogni possibile tassazione.

E’ noto che  la regina d’Inghilterra, come ogni altro capo di stato, riceve il suo stipendio dalle finanze pubbliche per adempiere ai suoi compiti istituzionali di rappresentanza del Paese. Questa volta però il plus nei guadagni non è da imputare ad un innalzamento delle tasse ma dalla gestione sapiente ed innovativa del Crown Estate, ossia l’istituto che gestisce i possedimenti reali.

Crown Estate ha un portafoglio di proprietà che comprendono golf club, miniere di carbone nel nord del paese, 144.000 ettari di terreni agricoli e da pascolo,  appartamenti e attività commerciali. La somma del possedimenti reali è stata stimata sul mercato attuale intorno ad una cifra che oscilla dai 15 ai 18 miliardi di sterline. Fanno parte del Crown Estate anche la flotta della marina inglese, che solo tecnicamente è di proprietà della casa reale inglese ma di fatto viene gestita dal ministero della difesa, ed i gioielli della corona, che ammontano a venti milioni di sterline, che possono essere indossati solo ed esclusivamente dai membri della famiglia reale ma in realtà sono patrimonio nazionale. Anche gli incassi derivanti dalle attività del Crown Estate non sono a totale appannaggio della regina. Fino al 1700, i possedimenti reali erano della monarchia, oggi Elisabetta II ne ricava solo una piccola percentuale, il resto della somma viene usato dal governo inglese per finanziare il welfare e le infrastrutture britanniche.

Secondo i documenti ufficiali nel 2012-2013 il Crown Estate il profitto complessivo raggiungeva i 564 milioni di sterline con un ritorno percentuale del 10.6%.Oggi lo stesso istituto rivela in un recente report che il fatturato nell’ultimo anno ha raggiunto la cifra record di 566 milioni di sterline facendo registrare un sostanzioso incremento di 2 miliardi rispetto all’anno precedente.

«I risultati sono il giusto ricavo dato sia dal valore del portfolio delle nostre attività  che dalle nostre competenze i termini di strategia di mercato indirizzate verso una chiara visione degli investimenti» ha dichiarato Alison Nimmo, il direttore generale del Crown Estate in un articolo apparso sulla versione online della BBCBritish Broadcasting Corporation. La strategia menzionata da Nimmo si riferiva quasi esclusivamente ai nuovi investimenti indirizzati verso le tecnologie atte a sfruttare maggiormente  le energie rinnovabili. Più nel dettaglio i piani di sviluppo, che hanno portato al record di incassi, sono stati quelli che hanno ideato e costruito le ‘wind firm’, letteralmente tradotto le aziende del vento, in cui l’unico modo per ottenere energia è  stato tramite la messa in opera di  pale eoliche posizionate lungo le coste britanniche, soprattutto nelle regioni del Suffolk, Kent , Cumbia e nella baia vicino Liverpool.

Tutt’oggi sono trecento le nuove pale eoliche gestite dalla Crown Estate e, secondo i dati ufficiali, forniscono al Regno Unito 1.4 GW di energia che copre il 3% del fabbisogno nazionale servendo 1.4 milioni di case di sudditi di Sua Maestà. Oltre a ciò il nuovo portfolio dei possedimenti reali comprende oleodotti di metano ed piani di investimento per potenziare il wireless, ossia  la comunicazione senza fili, che a fine anno hanno prodotto un utile di 13.1 milioni di euro.

Gli esperti finanziari inglesi prevedono ulteriori segni positivi negli utili della Crown Estate che con una sapiente comunicazione nelle innovazioni della green light, l’energia verde a costo zero, sta ottenendo risultati strabilianti di cui sia i sudditi di Sua Maestà che Elisabetta stessa potranno giovarne nel corso dei prossimi anni.

 

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