domenica, Maggio 9

Elezioni-USA: Trump già perdente? field_506ff510725be

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Il magnate dell’industria e del business americano, Donald Trump, sfida apertamente Hillary Clinton, la favorita del momento candidata alle prossime politiche presidenziali che si svolgeranno negli States, il prossimo anno, ma non la vorrebbe ancora in un altro mandato alla Casa Bianca dopo il precedente incarico. Lui è sicuro di vincere, ma per i suoi colleghi repubblicani avrebbe già perso, e dal confronto con la Clinton ne uscirà a pezzi. Chi ha ragione?

Il National Review USA del 21 ottobre scorso ha fatto presente che Hillary punta sul liberismo e inoltre darà un aiuto concreto alle famiglie USA in grande difficoltà economica e sociale, come nella mission del suo partito. I tax credit, da lei proposti nella campagna elettorale 2016, portata avanti  anche grazie ad incontri diretti con la popolazione, sono focalizzati ad ottenere la maggioranza dei voti USA, provando a dissuadere la classe media, legata all’economia USA, a votare per i Repubblicani. A detta degli exit pole recenti, Donald Trump avrebbe il 43% di possibilità di conquistare la fiducia degli elettori USA, più del triplo dello sfidante, che lo segue nella classifica di voti USA, Ben Carson.
Lawrence O’Donnell, conduttore della emittente statunitense ‘MSNBC‘, ha provato a sentire gli analisti politici Michael Steele, Josh Barro, e EJ Dionne. Michael Steele spiega che bisogna illustrare la realtà dei fatti così come sono agli americani per giungere alla via migliore in politica, come nella vita. La conversazione è una delle armi migliori di Hillary Clinton ed è fondamentale per vincere le elezioni, unita alla sua popolarità quale Consigliere di Stato USA sotto Obama. La democrazia è sempre presente nei suoi discorsi (vedi Assemblea democratica in Alabama), dove parlando alla middle class economica USA guarda alle prospettive future migliori per il Paese, anche in ambito economico, realtà USA dalla quale non si distacca mai, pur mai citandola esplicitamente. Attacchi a Trump arrivano anche via radio da un politico USA che vede in lui un’ancora di salvezza per la vincita dei democratici alle elezioni 2016, tanto che come spiega John Barro, vede in tale leader repubblicano una vera occasione persa e un disastro colossale per il Paese stesso, oltre a minare la credibilità del partito stesso che lo ha proposto alle elezioni e di chi lo appoggerà in futuro. Trump non è un politico di professione e le sue posizioni sulla politica petrolifera risentono di un certo conservatorismo, come afferma Steele, che spiega che il leader repubblicano sbaglia a considerare Hillary Clinton soltanto come una donna in carriera che ha sbagliato le sue mosse politiche precedenti, quale membro politico di Obama. La sua posizione sugli immigrati inoltre (l’America ne conta più del 33% costantemente in lotta per salvaguardare i loro diritti) dovrebbe essere una priorità dell’agenda politica e Trump non dovrebbe disprezzarli così tanto come fa vedere e gli immigrati potrebbero non votarlo, preferendo Hillary Clinton, date le sue recenti affermazioni di dissenso e la popolarità della figura della moglie di Bill. Effettivamente però egli rappresenta una valida alternativa e unica salvezza al predominio quasi totale di Hillary Clinton, come affermato dai Repubblicani dello Stato dell’Indiana, tale sezione USA appoggia Trump e può decidere di mirare le campagne elettorali per avere maggiori voti USA, per la sua figura di politico, così come la middle class economica. Tuttavia egli risponde alle vere esigenze di tali membri politici ed economici USA si chiede John Barro. Trump risulta aggressivo se pur sereno nelle sue campagne ed affermazioni denigratorie nei confronti dell’avversario. Un nuovo sondaggio del ‘Washington Post‘ mostrerebbe, invece, che i repubblicani vedono in Donald Trump la loro migliore scommessa alle elezioni nel confronto con i Democratici. In particolare, a detta degli analisti politici intervistati dal conduttore della Michael Steele, EJ Dionne, e Josh barro. Dai sondaggi del WP, a Novembre del 2016 Trump si potrebbe intercettare preferenze intorno: al 16% secondo Ben Carson, al 13% a detta di Jeb Bush, o all’ 11% per Marco Rubio. Michael Steele ritiene, che i repubblicani non stiano parlando agli elettori, e il loro concetto di governare sarebbe ancora del tutto estraneo a loro stessi.  Per Ramesh Hillary Clinton sarà probabilmente la prossima presidentessa americana, che è riuscita ad arrivare alla classe media. Del parere opposto è il politologo Marco Rubio, che vede in Trump l’unico candidato che ha mostrato in primis di saper risolvere i problemi interni al suo partito. Clinton, dunque, avrebbe già vinto, ma Donald Trump non è d’accordo. «Credetemi», ha detto Trump nel corso dei comizi tenuti da settimane per tutto il Paese, «stiamo andando a vincere queste elezioni stiamo per vincere le primarie. Hillary Hillary ha fatto un lavoro orribile. Lei non è degna di essere all’altezza di un Presidente. Noi stiamo per rendere grande questo paese».A detta dei Conservatori, invece, Hillary Clinton probabilmente vincerà le elezioni per la Casa Bianca. I repubblicani avrebbero ben poco in termini di proposte politiche popolari per contrastare l’avanzata del liberalismo. I candidati presidenziali repubblicani non avrebbero costruito la loro campagna su idee in linea con quelle conservatrici, che al contrario avrebbero dato alcun aiuto diretto alle famiglie, che cercano di sbarcare il lunario.

(Servizio video tratto dal canale ‘You Tube‘ della emittente MSNBC)

 

 

 

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