domenica, Maggio 16

Elezioni Uganda: l’esercito riafferma la sua fedeltà a Museveni field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3 4 5


Preoccupante la creazione di due milizie. Una voluta da Museveni e l’altra da Besyge.  Nel gennaio 2016 il presidente ha creato una milizia para militare denominata “Crimes Preventers” composta per la maggioranza da uomini della sua tribù. Questa milizia è inquadrata sotto la polizia che la sta addestrando ed armando. Il presidente rifiuta ogni paragone con la milizia para militare burundese Imbonerakure affermando che il corpo di volontari è destinato a rafforzare la polizia nella lotta contro la criminalità e che i miliziani stanno ricevendo approfonditi corsi di rispetto dei diritti umani per evitare sbavature. Anche il Colonnello Besyge ha formato una milizia denominata “Power 10” con il compito di monitorare le elezioni. La polizia informa che questa milizia è formata dal nocciolo duro degli holligans che Besyge ha utilizzato (a pagamento) per i disordini post elettorali del 2011 – 2012. Seppur feroci e combattivi i miliziani del Power 10 non hanno formazione militare ne dispongono di armi da guerra. Questo rende la milizia inefficace per sostenere uno scontro diretto contro polizia e UPDF.

Durante il meeting elettorale nel distretto di Kalangala giovedì 6 febbraio, il presidente Museveni ha assicurato la popolazione con non vi saranno violenze post elettorali in quanto le forze armate sono state allertate e non verrà tollerato nessun tentativo di sovvertire la democrazia nel Paese. Ha inoltre condannato l’eccessivo uso della forza del Special Forces Commando, il corpo d’élite del UPDF comandato da suo figlio il Brigadiere Generale Muhoozi. Due settimane fa le Special Forces furono al centro di forte critiche per un uso sproporzionato della forza per sedare un comizio elettorale divenuto violento nel distretto di Rakai. L’intervento delle Special Forces causò la morte di tre bambini di cui le famiglie sono state immediatamente ricompensate dal governo. Un azione tesa ad evitare procedure giudiziarie contro i criminali all’interno delle forze speciali. La rete televisiva Buganda Bukkede, una TV tra le più seguite nel Paese, ha trasmesso le immagini dei disordini avvenuti una settimana fa a Masaka dove i militanti del NRM sono stati aggrediti e percossi da una folla inferocita. Questi incidenti, seppur ancora isolati, offrono una idea sulla esplosiva temperatura politica nel Paese.

Secondo alcuni esperti regionali la protesta popolare non ha alcuna possibilità di vittoria mancando l’appoggio dell’esercito e della principale tribù del Paese: i Buganda. Vi sono forti probabilità che il turbolento periodo post elettorale sia gestito come nel 2011 – 2012: frustrando il movimento tramite una repressione che non oltrepassi mai i limiti del consentito per sconfinare nei crimini contro l’umanità. Museveni sembra già orientato nel ciclopico impegno del suo “ultimo” mandato per creare le condizioni favorevoli per il passaggio di potere al figlio che corrisponde alla vittoria della nuova generazione di ufficiali del UPDF sulla vecchia guardia rivoluzionaria.

Sul settore economico, il Vecchio deve gestire la difficile fase di avvio della estrazione petrolifera e produzione regionale dei derivati degli idrocarburi in un periodo sfavorevole relativo al costo del barile sui mercati internazionali. Questo trend negativo, se verrà riconfermato nei prossimi anni, costringerà l’Uganda a rivedere i suoi piani di sviluppo basati sull’industria petrolifera imponendosi la necessità di diversificare l’economia finanziando l’agricoltura e incoraggiando la rivoluzione industriale. Tre grossi progetti sono in fase di realizzazione per lanciare l’industria automobilistica ugandese con la produzione di una auto, di autobus e di una vettura ibrida ad energia elettrica e solare. Tutti questi progetti di sviluppo dovranno attendere che il governo riesca a recuperare i fondi pubblici spesi durante questo periodo pre elettorale. Museveni ha il vizietto di finanziare la sua campagna elettorale con i soldi dei cittadini che rendono facile la sua generosità a distribuire i famosi sacchi di soldi ai suoi amati sudditi.

Durante queste elezioni lo sforzo finanziario pubblico in sostegno del Grande Vecchio e del NRM è giunto già a 7,5 miliardi di euro, battendo tutti i record delle precedenti elezioni. Ci vorrà un po’ di tempo per l’erario a recuperare questa somma ovviamente aumentando le tasse e riducendo i budget destinati a educazione e sanità. L’uso del denaro pubblico verrà condannato dalla popolazione come consuetudine. Una condanna ne seria ne pericolosa in quanto milioni di ugandesi avranno usufruito del denaro pubblico elargito a grandi mani per la tradizionale compera dei voti. La democrazia in Uganda è imperfetta ma la popolazione sembra accontentarsi guardando con ottimismo il futuro e decisa a lasciarsi il passato di orrori e guerre civili alle sue spalle. In Uganda si è barattato la pace per la democrazia. Museveni, volendo eccellere nella figura di magnate, ha concesso agli ugandesi tutte le libertà democratiche desiderate eccetto quella di mettere in discussione il suo diritto a dirigere il Paese. T.I.U: This is Uganda.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->