lunedì, Ottobre 18

Elezioni: quel che la gente vuole e i politici ignorano Il distacco tra Paese e programmi politici certificato dal 'Manifesto degli italiani. La priorità di intervento richieste alla politica';

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La questione dei flussi di immigrazione e della sicurezza, malgrado la sovraesposizione mediatica, non va oltre la quarta posizione nella gerarchia delle priorità (15,5 per cento), dopo la domanda di politiche di contrasto a criminalità organizzata (15,6 per cento), e illegalità e microcriminalità (reati, furti in casa, aggressioni), che si attestano al 16,4 per cento. Sono i problemi che più da vicino toccano la cittadinanza nella vita di tutti i giorni e che spesso non trovano adeguata risposta nelle azioni di contrasto a destare le maggiori preoccupazioni.

Pur rimanendo punti di interesse, non raccolgono indicazioni prioritarie rispetto ad esigenze molto più incombenti le richiesti di politiche di contrasto al reato di stalking (2,8 per cento), al gioco illegale (2,5 per cento) e al contrabbando di sigarette e alcolici (1,7 per cento). Il pericolo terrorismo appare fortunatamente meno incalzante, come dimostra l’esigenza di coloro (4,5 per cento) che ritengono prioritaria l’adozione di specifiche politiche di contrasto. Questo, secondo gli analisti di Nomisma è «il segnale di una accresciuta percezione di sicurezza e di consapevolezza dello sforzo fatto nel presidio del territorio da parte di forze dell’ordine e servizi».

Infine: per quel che riguarda le esigenze riconducibili alla categoria ‘sanità‘, emerge la richiesta di un sistema sanitario più efficiente: con tempi di attesa per la prenotazione di esami medici più brevi (29 per cento), rafforzato da un aumento delle risorse ad esso destinate (24 per cento), con strutture ospedaliere innovative e all’avanguardia (13 per cento), senza ticket per fasce di popolazione più ampie rispetto ad oggi (10 per cento).

Per tirare le somme di questo discorso: dall’analisi dei risultati emerge un «quadro di consapevolezza e maturità di gran lunga superiore alla mediocrità del dibattito politico che sta caratterizzando la campagna elettorale. Dibattito politico che confonde, non convince e fa perdere fiducia nella capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini: lo confermano gli italiani che, a poco più di due settimane dalle elezioni, sono ancora in dubbio se recarsi alle urne (27 per cento) e non si sentono rappresentati da nessun partito politico (20 per cento)». Secondo Nomisma, «l’immagine di un elettore spaventato che sceglie sulla base dell’emotività del momento è pesantemente ridimensionata dalla lista delle priorità che gli italiani consegnano alla politica. L’obiettivo è uno Stato più efficiente e snello, di stampo anglosassone (semplificazione delle norme e speditezza della giustizia) ma con approccio tedesco nel promuovere politiche volte a ridurre precariato e disoccupazione (in particolare giovanile), favorendo un rapporto più strutturato e fruttuoso tra scuola-università e mondo produttivo».

Ora accomodatevi pure in poltrona e seguite le tante ‘tribune’ che televisioni pubbliche e private offrono ai candidati; ascoltateli, per quanto e come potete con attenzione: e valutate voi se recepiscono o meno quello che corrisponde al ‘sentire’ degli italiani. Qualcuno forse sì, ma ci vuole una gran pazienza e tanta buona volontà per trovarlo.

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