giovedì, Dicembre 2

Elezioni politiche 2018: 3 poli contro tutti (ora), 2 troveranno l’accordo (poi) C’è chi accredita l’ipotesi di un Esecutivo cosiddetto 'tecnico' guidato da Giuliano Amato, sarebbe l’ennesima, grave, prova di impotenza della classe politica

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In queste ore c’è chi accredita l’ipotesi di un Esecutivo cosiddettotecnico‘. Un Governo di questo tipo è stato utilizzato in passato, ma soprattutto prima di elezioni, non dopo; e per far ‘ingoiare’ al Paese rospi impopolari che di cui i politici rifiutavano la diretta paternità.
Sarebbe, un Governo ‘tecnico’ dopo le elezioni, l’ennesima, grave, prova di impotenza di una classe politica che rivelerebbe appieno la sua incapacità di governare le situazioni; e soprattutto in un momento delicatissimo non solo per le scelte ‘interne’ che si dovranno pur fare, ma anche per il contesto internazionale: un’Europa smarrita che fatica a trovare una sua rotta; e un Mediterraneo più che mai ribollente. Come carta da giocare a suo favore, Gentiloni ha quella di aver saputo mantenere una rotta con dignità; anche i suoi denigratori sono costretti ad ammettere che è, almeno, un monoculo in terra caecorum. Il Presidente Sergio Mattarella, pur nella sua tradizionale prudenza istituzionale e costitutiva, fa ben capire che sarebbe ben lieto di riconfermargli l’incarico.
Pro domo sua, l’altro giorno Pomicino ha fatto scoppiare quello che tutto sommato è un petardo: ha rivelato che qualche mese fa, in una riunione alla fondazione Astrid, presieduta da Giuliano Amato e Franco Bassanini, si è parlato della necessità di costituire un Governo tecnico’ guidato da Amato. Ipotesi che Pomicino bolla con un sonoro vade retro: «Se dovesse nascere quel Governo il destino di colonia del nostro Paese sarebbe definitivamente acclarato, mentre un sistema proporzionale offrirebbe ai partiti tutte le alleanze possibili per fare un governo politico capace di essere maggioranza in Parlamento e nel Paese, come accade in Germania, in Spagna, in Austria e in molti altri Paesi europei».
Bassanini ha subito avuto cura di ridimensionare l’episodio, rubricandolo come mera discussione teorica, relativa ai problemi giuridici relativi alla fase finale della legislatura: scioglimento anticipato delle Camere prima della sessione di bilancio, ipotesi di esercizio provvisorio, ed escluso categoricamente che gli scenari disegnati da Pomicino abbiano fondamento. Le smentite, spesso sono solo conferme mascherate. E un Esecutivo guidato da Amato è ipotesi menomarzianadi quanto a prima vista si può immaginare; soprattutto nel caso l’ipotesi di un Gentiloni bis dovesse rivelarsi impraticabile. Inattaccabile per quanto riguarda la sua solida cultura giuridica, mastica bene di economia, ben introdotto nei circoli esteri che contano, di sinistra ma non sgradito a centro e destra, in politica da sempre… Nessuno più, ormai, ‘osa’ rimproverargli il passato di ‘dottor Sottile’ di Bettino Craxi, e anche lo ‘sgarbo’ di aver ravanato di notte nei conti correnti degli italiani per tassarli percentualmente, è ormai un ‘peccato’ che si è scolorito nella memoria; e comunque nulla di paragonabile a quello che è accaduto poi.

Bene: alla Guareschi si è cercato di rendere più semplice un quadro politico complicato; e magari, con il tono dei ‘competenti’, si smentisce per una volta Churchill, e qualche previsione la si azzecca…Complicato, ma semplice insieme.

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