mercoledì, Ottobre 20

Elezioni in Australia: chi promette cosa? field_506ffb1d3dbe2

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Per quanto riguarda invece l’ambiente – argomento raramente influente in Australia – tutte le principali forze politiche riconoscono la minaccia del cambiamento climatico, ma la riduzione di emissioni promessa dalla coalizione di centro-destra  è nettamente inferiore rispetto a quella dei Laburisti, a sua volta meno ambiziosa di quella proposta dai Greens guidati dal Dr. Richard Di Natale. Ultimo tema di grande confronto è quello delle politiche migratorie australiane, controverse e studiate in tutto il mondo, le quali vedono l’opposizione laburista a sostegno del governo di coalizione di centro-destra, una condizione che si verifica molto raramente nelle moderne democrazie occidentali.

La scorsa settimana, poi, si è svolto il primo dibattito ufficiale tra il capo dell’esecutivo Turnbull e il leader dell’opposizione Bill Shorten. L’incontro si è svolto in maniera civile e ha offerto più di qualche spunto di riflessione. Il Primo Ministro ha annunciato in diretta che non vi saranno aumenti per gli esami strumentali per la diagnosi di patologie, nonostante poche ore dopo sia arrivata la replica del Dr. Brian Owler, guida della Australian Medical Association, il quale ha affermato che, dal momento che tali tagli sono ancora sul tavolo, rincari e conseguenti proteste potrebbero ripresentarsi entro breve.

Shorten si è poi dimostrato molto attento alle alternative ai combustibili fossili, augurandosi che l’Australia diventi presto una “superpotenza delle rinnovabili” e promettendo un utilizzo di queste ultime per il 50% del fabbisogno nazionale entro il 2030. Riguardo ai fondi per l’istruzione, inoltre, il Premier ha confermato la sua idea che maggiori fondi non apporterebbero alcun beneficio ulteriore al comparto scolastico, laddove il leader laburista ha replicato affermando il contrario. Complessivamente Bill Shorten è colui che ha convinto maggiormente i 100 presenti, i quali hanno espresso 42 preferenze per quest’ultimo, 29 per il Primo Ministro e 29 sono rimasti indecisi.

Gli ultimi sondaggi vedono Liberali (sostenuti del resto della coalizione) e Laburisti (maggiormente uniti al loro interno e sostenuti da importanti personaggi come Anthony Albanese) molto vicini fra loro, con l’indice di gradimento personale del Premier, meno basso che in passato – ma comunque superiore agli altri –  come unica differenza sostanziale. I Greens si attestano all’incirca attorno all’11% e i restanti partiti, incluso il Palmer United Party, raggruppano un totale di consensi stimati intorno alla stessa cifra.

Di questa particolare situazione abbiamo brevemente discusso con il politologo australiano Daniel Johnson, di ritorno in Australia da un viaggio in Indonesia.

Mr. Johnson, come può essere valutato il lavoro del Primo Ministro Malcolm Turnbull, anche alla luce degli ultimi sondaggi?

Questi otto mesi sono stati delle vere montagne russe, dal punto di vista politico. Il voto interno al Partito Liberale che ha sfiduciato Tony Abbott e ha premiato Malcolm Turnbull aveva dato grandi speranze non soltanto ai Liberali storici, ma anche a tanti moderati che prima non si riconoscevano nelle politiche troppo nette di Abbott. Basta pensare agli iniziali indici di gradimento del Primo Ministro, ne abbiamo anche discusso assieme in altri articoli, erano altissimi. Quella che comunemente chiamiamo “luna di miele” però non è durata molto, tanti annunci e tante proposte, forse troppe, non sono state seguite da un adeguato numero di riforme. Anche la comunicazione delle leggi approvate – e questo è davvero curioso per un maestro di comunicazione come Turnbull – è stata carente: se ne è parlato poco e non molto adeguatamente. In sostanza possiamo vedere l’operato del Primo Ministro in due modi. O non c’è stato tempo a sufficienza per vedere i risultati del suo piano politico, oppure, dal punto di vista pratico, Malcolm Turnbull era più allettante all’opposizione. Gli elettori ci diranno quale di queste due opzioni è quella più valida.

E le altre forze politiche? Come si presentano alle elezioni del 2 Luglio?

Questo è il dato politico interessante, Bill Shorten ha fatto da perfetto contrappunto al Primo Ministro. Quando lui ha iniziato a perdere consensi, il leader laburista è riuscito a dimostrarsi più pragmatico e aggressivo, intercettando diversi tra gli indecisi. Turnbull si sta riprendendo da questo calo di consensi, ma Shorten non accenna a diminuire la propria incisività, che era invece mancata nei mesi precedenti. Per quanto riguarda i Greens, guidati dal brillante Anthony Albanese, i meccanismi elettorali australiani non permettono di avere una grande influenza sulla compagine parlamentare del Paese, nonostante abbiano sempre il 10-11% dei consensi. Clive Palmer, invece, è ora decisamente ininfluente, sicuramente molto meno di come lo era un paio d’anni fa. Non ci resta che monitorare attentamente la situazione e vedere cosa succede tra un mese e mezzo.

 

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