domenica, Luglio 25

Elezioni Brasile, la promessa della lotta all’analfabetismo Il vecchio proverbio “è più facile parlare che fare” sembra essere d'attualità

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analfabetismo

Oltre al quantomai necessario rilancio dell’economia, l’altro grande slogan elettorale particolarmente in voga in Brasile in questo momento è la lotta all’analfabetismo. E in questo caso il vecchio proverbio secondo il quale “è più facile parlare che fare” sembra essere quello che più si addice al contesto.

Perchè visti i precedenti fallimenti e le dimensioni del Paese, combattere l’analfabetismo adulto, cioè quello diffuso tra coloro che hanno più di 15 anni e non sanno leggere e scrivere, suona meglio come auspicio che come promessa. Però i candidati alla Presidenza del Brasile, concorrenti di Dilma Roussef , Aecio Neves e Eduardo Campos hanno scelto di rischiare e hanno giurato al popolo di azzerare il fenomeno.

Promessa encomiabile, senza dubbio. Ma quando entrambi gli aspiranti presidenti erano Governatori dei rispettivi Stati il tentativo è fallito. Più di una volta. Le promesse erano fioccate già nel 2002 con Luiz Inacio Lula Da Silva e nel 2010 con la stessa Roussef ma entrambe non avevano riscosso alcun successo. Nel 2003, quando Lula prese il potere, disse che serviva prima di tutto una volontà politica forte per riuscire a superare questa sfida: e lui mostrò di averla lanciando il programma “Brasile istruito” allo scopo di azzerare il numero di analfabeti entro il 2006. La data limite arrivò, lo scopo non venne raggiunto. Nel 2010 durante la sua prima campagna elettorale il Presidente Roussef scelse di riprovarci. In quel período l’indice di analfabetismo ruotava attorno al 9,7% della popolazione.

Oggi il mandato della Roussef sta per scadere e l’obiettivo è ancora molto lontano. Secondo le stime più recenti dell’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE) che risalgono al 2012, 14,1 milioni di brasiliani non sanno leggere e scrivere; il che equivale all’8,7% della popolazione con più di 15 anni. Secondo le previsioni del Piano Nazionale di Educazione approvato di recente il Brasile riuscirà a sradicare l’analfabetismo entro il 2024. Ma persino il segretario del reparto Educazione Continuata, Istruzione, Diversità e Inclusione del Ministero dell’Educazione, Macae Maria Evaristo dos Santos, nutre diversi dubbi a riguardo, tra cui la dimensione continentale del Brasile e la «tarda universalizzazione dell’insegnamento di base».

Prendiamo il caso del candidato Presidente Aecio Neves che è stato governatore dello stato del Minas Gerais a gennaio del 2003. All’epoca il Minas Gerais registrava un índice di analfabetismo adulto dell’11,1%; a marzo del 2010, quando Neves ha lasciato la poltrona presidenziale, la percentuale è scesa all’8,6%. Oggi l’indice si attesta al 7,4%. Eduardo Campos ha governato il Pernambuco dal 2007 fino ad aprile di quest’anno. Fino al 2012, ultimo dato disponibile, il tasso di analfabetismo è sceso di due punti percentuali: dal 18,6% al 16,7%.

Nel Minas Gerais il Sindacato dei Lavoratori dell’Educazione accusa l’ex governatore di aver combattuto il fenômeno con “azioni poco incisive”. «Non capisco come una delle maggiori economie del paese non sia riuscita a curare questa malattia» critica il presidente del Sindacato Beatrice Cerqueira. Con 853 comuni e una popolazione di 20,5 milioni di persone, il Minas Gerais conta 1,5 milioni di adulti analfabeti. Il governo di Minas, chiamato in causa per rispondere al Sindacato, ha preferito restare in silenzio. 

Numeri simili nel Pernambuco dove gli analfabeti sono 1,41 milioni (nel 2012). Anche lì il Sindacato dei lavoratori dell’Educazione si è fatto sentire. «Se Campos non è riuscito a combattere l’analfabetismo da queste parti, come pensa di riuscirci in tutto il Brasile?» si chiede il Presidente Heleno Araujo. Nel 2007 il Pernambuco contava 1,1 milioni di analfabeti, oggi ne conta 1,2 milioni, principalmente adulti. La Segreteria di Sport e Educazione del Pernambuco prova a difendersi sottolineando che la quantità di analfabeti è scesa al 10,2% sotto il governo di Campos e cita due programmi istituiti a questo proposito in âmbito statale: “Paulo Freire” e “Istruire con Successo”. Il primo, secondo la Segreteria, ha permesso a 160mila tra giovani e adulti di imparare a leggere e a scrivere tra il 2003 e il 2007 e lo scorso anno ha registrato 127.678 iscrizioni. Il progetto si rivolge al pubblico che vive nelle periferie delle città, negli accampamenti rurali e nelle favelas.

Il programma di alfabetizzazione dura 8 mesi e le lezioni si tengono generalmente dentro chiese, sindacati e associazioni comunitarie. Il secondo programma promosso dalla gestione Campos funziona come una specie di rinforzo scolastico e gode della partnership con l’Istituto Ayrton Senna. Secondo la Segreteria “Istruire con Successo” ha istruito 1,1 milioni di bambini tra il 2007 e il 2013.

 

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