martedì, Settembre 28

Elezioni Brasile: cosa è successo e che succederà Rousseff in vantaggio ma il risultato è in bilico.Parla il politologo Carlos Pereira

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Rio de Janeiro
– 41,59% dei voti a Dilma Roussef, 33,55% ad Aecio Neves.  Si è conclusa così la prima tornata elettorale delle elezioni brasiliane.  Ma se fino a qualche giorno fa la riconferma dell’attuale Presidente sembrava scontata, oggi sono in pochi a darla per certa.

Il prossimo 26 ottobre PT e PSDB si sfideranno per la quarta volta consecutiva al secondo turno elettorale.  Quel giorno sapremo chi guiderà il Brasile per i prossimi 4 anni.  I risultati della prima tornata elettorale sono stati matematicamente confermati alle 19.56 di domenica scorsa dal Tribunale Superiore Elettorale: con il 100% delle urne scrutinate, la Roussef ha ottenuto al primo turno 43.267.668 voti (41,59%); Neves 34.897.211 voti (33,55%). Molti meno quelli di Marina Silva, la grande delusa, che ha ricevuto 22.176.619 preferenze (21,32%) occupando solo il terzo posto. Cioè la stessa posizione del 2010.

«Il popolo brasiliano non vuole al potere chi gli ha gia voltato le spalle una volta. Non vuole chi ha gia svuotato il credito educativo nazionale ed “elitizzato” le nostre univesrità federali». Così la Roussef a Brasilia, dopo la conferma della seconda tornata elettorale.  Più diplomtico Aecio Neves che ha parlato di un sentimento di cambiamento profondo diffuso in tutto il Brasile.  A fare la differenza il prossimo 26 ottobre sarà proprio l’outsider, Marina Silva, che si è detta propensa all’appoggio del tucano Neves.  Ma in politica funziona così: non si fa niente per niente. E la Silva ha già stabilito una serie di condizioni in cambio del sostegno.

I precedenti: nel 2002 Luiz Ignacio Lula da Silva  (PT) ha battuto lo sfidante Josè Serra (PSDB); nel 2006 Lula è stato rieletto Presidente nella sfida contro Geraldo Alckmin (PSDB) e nel 2010 Dilma ha superato Serra. Quello che più ha colpito in questa tornata elettorale sono stati gli errori commessi dagli istituti di statistica. Fino a qualche giorno prima delle elezioni, infatti, i maggiori istituti brasiliani, come Ibope e Datafolha, davano Dilma Roussef e Marina Silva come sfidanti al secondo turno. I risultati elettorali hanno mostrato una realtà molto diversa, probabilmente spiazzando la stessa Roussef, già preparata a seguire un certo tipo di strategia elettorale.

Adesso la musica cambia, lo sfidante si è rivelato un osso più duro dell’ambientalista Silva. I toni devono cambiare, le tattiche altrettanto. E forse nemmeno lo stesso Neves si aspettava un risultato del genere, ma è riuscito a ricomporsi per provare a conquistare l’elettorato della Silva. A questo proposito è stato strategico l’elogio all’ex candidato del PSB Eduardo Campos, morto in agosto in un incidente aereo.  

Abbiamo chiesto un parere sui risultati elettorali al politologo Carlos Pereira, secondo cui la riedizione della sfida PT-PSDB al secondo turno elettorale mostra che “in Brasile non esistono forza politiche al di fuori dei partiti politici dominanti. Pereira insegna alla Scuola Brasiliana di Amministrazione Pubblica e di Impresa della Fondazione Getulio Vargas, ha scritto il libro ‘Making Brazil Work: the Unexpected Succes Of Multiparty Presidential Regimes‘. Secondo lui, aldilà del fatto che la candidata Marina Silva (PSB) abbia inzialmente conquistato forza e credibilità con le proposte di cambiamento avanzate durante le proteste di giugno 2013, la “disidratazione della sua candidatura è la prova che il sistema democratico brasiliano è solido e si basa su partiti istituzionalizzati”.

 

Che cosa pensa dell’ennesima sfida tra PSDB e PT al secondo turno elettorale ? E’ dannoso per il processo democratico?
No, anzi. Le democrazie moderne si caratterizzano per un alto grado di competitività tra i partiti più istituzionalizzati. Marina non è riuscita a montare un partito, ha fatto la mossa strategica di entrare nel PSB e, a causa della morte di Campos, è riuscita a farsi eleggere come candidata alle presidenziali. Se la Silva fosse arrivata al ballottaggio, questo avrebbe significato che i partiti hanno meno importanza in Brasile. E’ importante che le democrazie si costituiscano per mezzo dei partiti politici.  Quanto più i partiti politici sono forti e isituzionalizzati, tanto migliore è la democrazia. Il fatto di avere al secondo turno candidati politici che si affrontano e si sfidano dal 1994 vuol dire che questi partiti rappresentano le preferenze della società.  Aecio Neves ha mostrato una muscolatura più definita perche viene da un partito ben radicato sul território, che gia governa stati importanti. Questa distribuzione gli ha permesso di arrivare forte alla fine della campagna elettorale e trasmettere all’elettore insoddisfatto di questo governo che lui rappresenta l’alternativa più valida.

Durante le manifestazioni dello scorso giugno, c’era chi protestava contro i partiti che non rappresentano gli elettori…
Non sono per niente d’accordo. Nella realtà la democrazia brasiliana è iper-rappresentata, diversamente da quello che pensano molti analisti politici. Non esiste oggi alcun interesse da parte della società brasiliana fuori dai giochi politici dei partiti istituzionalizzati. Le proteste erano contro la cattiva qualità dei servizi pubblici, non contro la politica. Il Presidente Roussef ha interpretato le proteste in maniera equivoca , ha cercato di trasferire le responsabilità al sistema politico. Ma ha sbagliato perche il sistema politico brasiliano funziona benissimo, sta celebrando il suo apogeo, ha un sistema elettorale pulito dove i candidati si sfidano in maneira legittima.

Come mai Aecio Neves ha registrato preferenze e voti superiori alle aspettative?
Le statistiche già mostravano che la maggior parte dei brasiliani chiedeva cambiamento.La grande sfida era quella di ottenere un candidato che fosse capace di trasmettere fidúcia, equilibrio macroeconomico. Esisteva un profilo ben chiaro dell’elettore di Marina: giovane, classe media, educato, originario dei grandi centri urbani. Lo stesso che protestava in strada nel 2013. Io credo che lei abbia perso due tipi di elettori, stavolta: quello che ha partecipato alle manifestazioni del 2013  e quello che è passato dalla sua parte dopo la morte di Eduardo Campos. Questi elettori hanno scelto Aecio quando si sono accorti che Marina stava perdendo forza a causa dell’inconsistenza delle sue proposte. Sono certo che alle statistiche sia sfuggito proprio questo. Hanno percepito la rimonta di Aecio Neves, ma non si aspettavano un 35%.

L’elettorato di Aecio ha fiducia nella sua voglia di portare avanti i programmi sociali, oppure non se ne preoccupa?
Sono due i temi a cui tengono tutti gli elettori brasiliani: l’inclusione sociale e l’equilibrio marcoeconomico. I Governi del PT hanno conquistato il popolo con una vasta gamma di politiche di protezione sociale, non solo la Borsa Famiglia, un sistema di quote per le università pubbliche, il credito per quelle private, una politica vigorosa di valorizzazione del salario minimo, l’accesso al credito. Tutto questo ha generato per l’elettorato un sentimento di paura rispetto alla possibilità che un’alternativa politica diversa da questa avrebbe loro sotratto questi benefici. L’equilibrio economico è un fattore determinante. Marina rappresentava il cambiamento, ma con molte incertezze. Dilma raccoglie alcune insoddisfazioni in relazione alla gestione macroeconomica. Il Paese è diviso tra la parte di popolazione che approva il governo e quella parte che non lo approva. Quest’ultima parte è proprio quella che vede in Aecio l’unica possibilità reale di disintegrazione del PT.

Qual è la piu grande sfida di Aecio, adesso?
Prendere Marina. Proporle un governo di coalizione. E questo puà succedere perche Marina e Dilma non si prendono, non funzionano. Aecio deve presentare un progetto tale da coinvolgere Marina Silva, non solamente per vincere le elezioni. E un governo di coalizione con lei potrebbe innanzitutto restituire credibilità ai mercati e rappresentare il cambiamento che tutti chiedono. Non a caso la borsa ha interpretato positivamente l’ascesa di Aecio.

Se dovessero unirsi, sarebbe una grande minaccia per la rielezione di Dilma…
Indipendentemente da Marina, Aecio rappresenta gia da solo una minaccia per Dilma. La maggior parte degli elettori di Marina tendenzialmente già supportano Aecio. Aecio ha molte chance di vincere, perche è un’ alternativa credibile. Se la macroeconomia oggi andasse bene, Dilma sarebbe stata rieletta al primo turno. Dilma ha otteneuto circa il 40% dei voti, se sommiamo quelli di Marina e Aecio lei rappresenta una minoranza.

Il Presidente Roussef ha problemi a gestire la sua coalizione?
Si. Nessun partito del Presidente è maggioritario di per sè. Sono stati costretti tutti a creare delle coalizioni. Il grande problema consiste nel fatto che esiste un grande margine di scelta nel momento in cui il Presidente monta la sua coalizione. IL PT ha preferito costruire una coalizione più ampia e molto eterogenea ideologicamente. Lula ha creato uma coalizione di 12 partiti, ma il principale alleato, PMDB, ha conquistato solo due ministeri perche il PT si è tenuto per sè 21 dei 35 ministeri. Per questo motivo tra i partiti si è creato molto astio. IL PT è stato costretto a trovare diversi compromessi. Però ci sono compromessi e compromessi e non sempre si raggiunge l’accordo. Spesso lo si raggiunge con accordi illegali… come è successo con lo scandalo della Petrobras.  Ecco, se il PT desse più spazio agli altri partiti, non ci sarebbe bisogno di questi scambi illegali.

Qual è la sfida principale per Dilma, se fosse rieletta?
Ha bisogno di montare una coalizione radicalmente diferente, con meno partner, più omogenei dal punto di vista delle preferenze e con un potere meglio distribuito e condiviso. Inoltre deve riconquistare credibilità sul piano macroeconomico. I conti pubblici sono peggiorati, l’inflazione è alta e la crescita molto bassa. Dato che Dilma ha molto poca credibilità sui mercati, qualche correzione  potrebbe essere dolorosa rispetto a quelle che potrebbe fare Aecio. Lui non avrebbe bisogno di correggere tanto, basterebbe davvero poco, sarebbe uno choc di credibilità.

 

 

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