domenica, Settembre 26

El Salvador, nuovo stato di assedio? field_506ffb1d3dbe2

0
1 2


Poco più di un mese fa la Presidentessa del Congresso del Salvador, Lorena Peña, ­­­ha rilasciato un’intervista alla radio locale 102.9 in cui sosteneva che i problemi legati alla sicurezza del Paese erano sufficienti a giustificare la dichiarazione di uno stato di assedio nazionale. Secondo le parole di Peña, in pratica, soltanto lo stato di assedio concederebbe al Governo i poteri necessari per il pieno sviluppo del piano di sicurezza nazionale. Il fatto che la Presidentessa sia esponente del partito Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), che ha il controllo del Governo, fa pensare che questo tipo di decisione potrebbe divenire realtà da un momento all’altro.

Il problema della sicurezza in Salvador non è una novità. Il Paese, infatti, presenta un tasso di criminalità impressionante, soprattutto a causa della presenza delle ‘maras’, ovvero bande criminali che si dedicano alle attività illecite più disparate, tra cui il narcotraffico.
Quello che sembra preoccupare l’attuale Governo, tanto da portare i Presidenti dei tre organi di Stato a valutare la possibilità di porre in atto alcune misure straordinarie di sicurezza, però, è il fatto che negli ultimi mesi la Polizia salvadoregna ha registrato un incremento anomalo degli assassinii. Tra il primo di gennaio di quest’anno e il 6 di marzo sono state contate 1537 persone assassinate, il 113.5% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Molti di questi problemi vanno attribuiti alla recrudescenza delle azioni di una delle bande più pericolose della zona: la Mara Salvatrucha (MS13) che, tra l’altro sembra essere la responsabile del massacro di 11 lavoratori salvadoregni avvenuto la mattina del 3 marzo scorso, pare su un ordine emanato da due esponenti della banda tutt’ora rinchiusi in carcere.

La scelta di dichiarare lo stato di assedio accentrando così i poteri nelle mani del Governo al fine di fronteggiare un’emergenza è perfettamente in linea con le previsioni costituzionali del Salvador. La Costituzione di questo Paese, infatti, prevede che «in caso di guerra, invasione territoriale, ribellione, sedizione, catastrofe, epidemie o altre calamità o grave disturbo dell’ordine pubblico potranno essere sospese le garanzie costituzionali – e che – tale sospensione potrà interessare tutto o parte del territorio della Repubblica». Proprio perché si tratta di un atto giustificato dall’emergenza, comunque, l’articolo 29 della Costituzione del Salvador ricorda che la sospensione delle garanzie costituzionalmente sancite potrà essere presa unicamente dall’organo legislativo o da quello esecutivo, e che la durata di tale sospensione non potrà superare i 30 giorni.

Nonostante dal punto di vista costituzionale un eventuale stato di assedio non incontrerebbe problemi, comunque la Presidentessa Peña ha ricordato che la sospensione delle garanzie costituzionali è un’implicazione che deve essere valutata in modo serio dal Governo, il quale a sua volta deve provvedere ad informare la popolazione. Bisognerà, infatti, vigilare attentamente sul lavoro delle Forze dell’Ordine, per evitare che vengano commessi errori che potrebbero sfociare in violazioni dei diritti umani. In effetti lo stato di assedio limita molte libertà fondamentali tra cui il diritto di riunione e di mobilitazione, ma questo non deve tradursi in uno strapotere delle forze di Polizia o del Governo che, senza la giusta attenzione, potrebbero abusare in modo incontrollato delle funzioni attribuitegli dall’emergenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->