martedì, Dicembre 7

El Algarrobico, la speculazione edilizia spagnola

0
1 2


Grand Hotel de Atlanterra

Grand Hotel de Atlanterra

 

 

 

 

 

 

 

Algarrobico è solamente la punta dell’iceberg della lunga lista di ecomostri costruiti sulla costa spagnola. Alcuni sono stati demoliti, come nel caso del Grand Hotel de Atlanterra situato nella spiaggia di Zahara de los Atunes, in provincia di Cadice. Nel 2002, infatti, questo grande albergo, alto nove piani e mai entrato in funzione, fu distrutto: 105.000 tonnellate di macerie posero fine a una battaglia legale durata più di vent’anni. Esempi come el Algarrobico e il Gran Hotel de Atlanterra, però, pur non essendo gli unici, non sono ancora la norma.

 

Club Hotel Riu Oliva Beach Resort

Club Hotel Riu Oliva Beach Resort

Fra gli hotel ancora in piedi e costruiti in aree protette, troviamo due hotel della catena RIU: il Club Hotel Riu Oliva Beach Resort e il RIU Palace Tres Islas. Entrambi sono situati nel Parco Naturale delle Dunas de Corralejo, nell’isola di Fuertevenutura (Canarie).

 

 

 

 

RIU Palace Tres Islas

RIU Palace Tres Islas

 

Nonostante si tratti di uno spazio protetto, queste due edifici imponenti continuano a svettare fra le dune, grazie a un’ulteriore concessione dell’utilizzo del suolo di altri 60 anni.

 

 

 

 

Il turismo low cost e la speculazione immobiliare spagnola, nascosta per molti anni dal boom economico, lasciano ancora segni profondi non solo sulla costa. Secondo lo studio ‘Evolución y retos del sector hotelero en España’ (Evoluzione e sfide del settore alberghiero in Spagna), elaborato da Gonzalo González, infatti, la Spagna non dovrebbe basare la propria offerta turistica solo sul concetto di ‘sole e spiaggia ‘m anche su molti altri elementi che possano attrarre un di turismo di qualità e maggiormente consapevole.

Nell’ultimo anno, molti politici spagnoli parlano di ripresa economica spagnola. Sono in molti però a temere che il modello economico dei decenni scorsi si ripeta, continuando ad erodere la costa: “Si spera che abbiamo imparato la lezione. Attualmente, inoltre, le leggi sono più restrittive, anche se vorremmo che venisse cambiata nuovamente la legge costiera con il nuovo Governo. C’è inoltre un rifiuto popolare abbastanza forte di fronte a queste irregolarità. È possibile che con un falso e nuovo boom immobiliare si cerchi di ripetere questo modello economico, però speriamo che ci siano più controlli. Al momento, ad esempio sulla costa valenciana, moltissimi edifici sono in vendita e sono completamente vuoti. Purtroppo la speculazione e il denaro facile fanno gola a molti”, afferma Barea.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->