giovedì, Agosto 5

Egitto – Italia: (Regeni a parte) in rampa di lancio cooperazione militare e non solo Le relazioni militari ed economiche tra l'Egitto e l'Italia sono lontane da ogni differenza politica, in riferimento al caso Regeni, che considera una questione minore nei rapporti politici e di sicurezza tra i due Paesi

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Nonostante le differenze tra l’Egitto e l’Italia sul caso di Giulio Regeni, Roma ha firmato un importante accordo militare con il Cairo il che  dimostra come il caso del ricercatore italiano ucciso a Il Cairo non sia di alcun intralcio alla cooperazione economica e militare. A sostenerlo, con un ampio intervento, è il prestigioso quotidiano ‘Al-Monitor’. Lo scontro-non-scontro su questa vicenda è «questione minore nei rapporti politici e di sicurezza tra i due Paesi»

Secondo gli esperti e gli osservatori intervenuti ad ‘Al-Monitor’, la cooperazione militare ed economica tra i due Paesi è costante e forte e non è influenzata da alcuna differenza di veduta.

Roma ha accettato un accordo militare da un miliardo di dollari con il Cairo, con nuove garanzie finanziarie dal governo italiano all’Egitto, che potrebbe includere sei fregate, 24 jet da addestramento M-346, 24 Jet Eurofighter Typhoon, 20 motovedette della marina e un satellite militare.

Durante la sua visita alla città industriale di el-Roubiki nel governatorato del Cairo l’8 dicembre, Martino Milli, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, ha affermato cheRoma sostiene i progetti di produzione al Cairo e si sta lavorando a un progetto di 3 milioni di euro per sviluppare diversi progetti in Egitto.

Questi accordi indicano che le differenze tra i due Paesi sulla morte di Regeni non hanno rallentato la cooperazione militare ed economica tra i due, sottolinea il quotidiano.

Tarek Fahmy, professore di scienze politiche all’Università del Cairo, ha detto al quotidiano che c’è una escalation ingiustificata da parte delle autorità italiane riguardo al caso Regeni, nonostante la grande collaborazione dell’Egitto alle indagini. Ha aggiunto che il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ripetutamente ribadito che il Cairo non ha nulla da nascondere nel caso. «Questo problema continua a suscitare occasionalmente polemiche a livello locale, ma non sta influenzando le relazioni a livello politico tra i due Paesi», ha detto Fahmy ad ‘Al-Monitor’. E ha aggiunto che «le relazioni militari ed economiche tra Egitto e Italia non sono influenzate da altre differenze, e questo[recente]accordo non sarà l’ultimo. La collaborazione tra i due è storica e continua. Il Cairo non si affida solo all’Italia per armare le sue forze armate, in quanto vi è cooperazione con altri Paesi, come Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Russia».

Il docente ha poi sottolineato che «le relazioni militari ed economiche tra l’Egitto e l’Italia sono lontane da ogni differenza politica, in riferimento al caso Regeni, che considera una questione minore nei rapporti politici e di sicurezza tra i due Paesi».

Il Maggiore Generale Gamal Mazloum, consigliere dell’Alta Accademia Militare Nasser, non ritiene che il caso Regeni influenzerà i rapporti storici tra Il Cairo e Roma, soprattutto sotto l’aspetto militare ed economico. Ha sottolineato che gli interessi comuni tra i due Paesi sono più forti di qualsiasi controversia, soprattutto nel Forum del gas del Mediterraneo orientale, che si è recentemente trasformato in un’organizzazione regionale del gas con sede al Cairo. L’Italia è uno dei suoi principali membri. «Ci sono anche esercitazioni militari congiunte tra i due Paesi e una cooperazione ad alto livello, che indicano i legami forti e durevoli tra di loro»..

Il militare ha detto che l’enorme accordo militare non si limita all’esportazione di armi, ma comporta anche maggiori opportunità di lavoro e sostegno all’economia italiana in un momento in cui il mondo soffre dell’impatto negativo della pandemia di coronavirus e della rivitalizzazione delle relazioni tra le due parti.

«L’Egitto è un Paese cardine nella regione, e Roma ne è ben consapevole ed è desiderosa di continuare la cooperazione economica e militare. Il caso Regeni è un problema fugace che sarà superato in futuro e non influenzerà le relazioni tra i due Paesi», ha aggiunto Mazloum. Ha sottolineato che l’Egitto gode di forti relazioni militari non solo con l’Italia ma anche con Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia e Cina. Dalla guerra arabo-israeliana del 1973, l’Esercito egiziano ha cercato di diversificare le fonti di armi invece di fare affidamento su una fonte -una tendenza che è stata più accentuata sotto Sisi- nel tentativo di aumentare le capacità militari per affrontare le sfide regionali e preservare sicurezza.

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