sabato, Maggio 8

Egitto, diritti e stabilità field_506ffbaa4a8d4

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Questa è una piccola panoramica della situazione egiziana che ormai da due anni ha un corso che sembra irreversibile e con un aumento esponenziale dell’intensità. Questa è la situazione di uno dei più importanti alleati occidentali in Medioriente, fondamentale per la risoluzione della questione libica, per il contenimento delle frange estremiste e ponte di sicurezza per la stabilità di Israele.

Non a caso lo stesso Al-Sisi nella stessa intervista a Repubblica ha dichiarato tra le righe che la verità per Giulio Regeni è importante, ma ancora più importante è il ruolo che l’Egitto svolge in Medioriente come il baluardo contro le frange dell’islamismo estremista e la lotta al terrorismo verso il Califfato Islamico. Tradotto dal politichese significa che al di là di chi ha ucciso Giulio Regeni e perché, il rapporto che l’Italia ha con l’Egitto non deve mutare per il ruolo che esso svolge in Medioriente, ossia per la stabilità che fornisce al di là del modo in cui la garantisce. Un messaggio di pragmatismo politico e di realpolitik che forse il nostro Paese non può ignorare. E forse non può essere ignorato per il reale rapporto che l’Egitto ha con il nostro Paese in merito a due questioni su tutte: i recenti affari energetici che l’Eni sta conducendo nelle acque egiziane con un giacimento gassifero che sembra possa diventare il più importante del Medioriente e il ruolo dell’Egitto per la risoluzione della questione libica. Per risolvere la questione libica secondo il programma della Comunità Internazionale è necessario istituire un Governo di Unità Nazionale il quale deve essere ratificato dal Parlamento di Tobruk, gestito politicamente dal Colonnello Haftar, molto vicino al Generale Al-Sisi, il quale al momento non sta favorendo il progetto. Inoltre per la sicurezza del territorio libico, la stabilità egiziana è fondamentale. 

Nella situazione odierna il ruolo che svolge l’Egitto e la sua stabilità sono quindi di importanza rilevante non solo per l’Italia, che la stabilità dell’Egitto oggi sia un tassello fondamentale in Mediorente per gli attori occidentali è innegabile, anche perché è uno dei pochi soprattutto in relazione alla situazione libica.

Se attualmente la stabilità dell’Egitto di Al – Sisi è un partner da cui non si può prescindere per gli attori occidentali, nonostante la situazione dei diritti civili e delle libertà individuali sia quella sopracitata, è perché  la regione mediorentale versa in uno stato di caos permanente che rende molto difficile affrontare qualsiasi questione, come appunto quella libica. Forse è opportuno sottolineare che questa situazione non si è creata del tutto naturalmente o spontaneamente, ma attraverso il contributo, o se vogliamo essere più realisti attraverso l’ingerenza degli attori occidentali che hanno condizionato nel corso del tempo le politiche interne ed esterne degli attori mediorentali tanto da contribuire a creare i detonatori del caos, Califfato Islamico per esempio, attore che forse  sarebbe più facile contrastare se non si fosse sradicato, detto in termini occidentali, l’islamismo di governo, che proprio nell’Egitto di Al – Sisi aveva avuto il suo sviluppo più importante e ha le sue radici più profonde.   

E’ ormai noto e evidente che le difficoltà attuali sono la conseguenza di  errori remoti, senza i quali forse la stabilità di Al – Sisi non andrebbe di pari passo con le forti limitazioni dei diritti civili e delle libertà individuali. Il vero punto interrogativo è se a questi errori si possano trovare rimedi efficaci, magari non solo nel breve ma anche nel lungo periodo.

 

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