giovedì, Aprile 22

Efficientamento energetico per la ripresa Anna Moreno: “Riducendo i consumi si avrebbero i soldi per far ripartire le economie locali”

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Elhimed

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente è uno dei principali obiettivi dell’Europa in campo economico, energetico e ambientale. La riduzione dei consumi e degli impatti ambientali è infatti fondamentale per poter essere competitivi con i Paesi emergenti e, soprattutto, per riprendere quel circolo economico che ultimamente ha avuto qualche ostacolo.

Consapevoli di questa priorità, è nato in Europa il progetto Elhimed, coordinato dall’Enea, finalizzato alla riqualificazione energetica di vecchie abitazioni occupate da famiglie a basso reddito, che non possono quindi permettersi di sostenere i costi per la riqualificazione energetica della propria casa. Il progetto è stato presentato pochi giorni fa durante un convegno presso la sede Ance, dove sono stati illustrati i risultati positivi raggiunti dalle azioni pilota nei Paesi del Mediterraneo partecipanti, fra cui l’Italia, con le abitazioni rurali della Sardegna e i condomini di case popolari a Genova e Frattamaggiore, in provincia di Napoli, ma anche la Spagna, la Francia, la Grecia, Cipro e Malta.

Il progetto Elhimed parte dei Paesi mediterranei dell’Europa, perché in queste aree le vecchie abitazioni occupate da famiglie a basso reddito rappresentano il 40% del parco edilizio complessivo. Lo scopo del progetto in queste aree è quello di intervenire per ridurre i consumi, migliorandone l’efficienza energetica e il comfort. In Italia sono stati riqualificati, nelle zone interessate dal progetto, circa 100 abitazioni, abbassando i consumi ma soprattutto migliorando la qualità di vita degli abitanti.

Questi primi interventi condotti nei Paesi europei del Mediterraneo fanno parte di una sperimentazione su larga scala condotta simultaneamente nei sei Paesi interessati. Una sperimentazione che ha dimostrato concretamente sul campo la fattibilità di soluzioni innovative e di meccanismi finanziari che possono essere sostenuti con fondi europei di Sviluppo regionale e che potrebbero essere estesi a tutto il Mediterraneo, superando le difficoltà che le tradizionali politiche pubbliche hanno nel raggiungere queste fasce di popolazione, a causa degli scarsi fondi a disposizione.

Per la realizzazione del progetto sono stati presi in considerazione diverse aree geografiche (urbane, peri-urbane e rurali), sociali (inquilini, proprietari residenti, famiglie in stato di povertà energetica) e differenti contesti climatici, con utilizzi sia moderati che intensivi di riscaldamento e aria condizionata. Esperienze diverse che hanno dato moto ai coordinatori del progetto Elhimed di sviluppare alcune linee guida per diffondere quanto acquisito finora, in modo da fornire supporto e suggerimenti alle amministrazioni nazionali, regionali e locali, oltre che a imprenditori, progettisti e agli stessi abitanti degli alloggi a basso reddito.

Un percorso che ha come obiettivo finale quello di ridurre il fabbisogno energetico degli edifici a livelli “quasi zero”, in linea con le indicazioni europee del “pacchetto clima-energia 20/20/20”. L’efficientamento energetico delle case a basso reddito, con elevato potenziale di risparmio, rappresenta infatti uno strumento chiave per raggiungere l’obiettivo comunitario del taglio del 20% dei consumi entro il 2020 e può essere considerato un settore trainante per favorire la ripresa dell’economia nazionale.

Il progetto Elhimed per la riqualificazione del patrimonio edilizio ha anche un valore sociale. Sono infatti alcune decine di milioni le persone che oggi in Europa vivono in regime di “Energy poverty”, ovvero non sono in grado di pagare i propri consumi di energia e vivono in condizioni di disagio. Proprio per questi cittadini dunque lo sforzo da fare è quello di fornire degli alloggi a energia quasi zero, anche al fine di consentire loro un risparmio sulle bollette, dando così loro la possibilità di acquistare altri materiali, rimettendo in moto l’economia e favorendo la ripresa economica del Paese.

È convinta di questi obiettivi la dottoressa Anna Moreno, dell’Enea, coordinatrice del progetto.

 

Dottoressa Moreno, come è nato il progetto Elhimed?

Si tratta di un programma europeo dove sono state focalizzate alcune problematiche del bacino mediterraneo. Una delle maggiori problematiche di questa area è rappresentata dalla presenza di un’alta percentuale di case a basso reddito che necessitano di una riqualificazione energetica per la riduzione dei consumi. Si tratta di un target importante, perché in alcune regioni questi edifici arrivano a rappresentare il 60% del parco edilizio.

Che ruolo ha Enea per lo sviluppo di questo progetto?

Enea è coordinatore del progetto non solo in Italia, ma a livello europeo. In qualità di coordinatrice partecipo a tutti gli eventi di capitalizzazione nel Mediterraneo, a prescindere da quali sono i partners. Dobbiamo promuovere la riqualificazione edilizia, è questo il nostro scopo.

Come funziona questo progetto? Come avviene la selezione delle abitazioni?

Cambia un po’ Paese per Paese. Per l’Italia, ad esempio, abbiamo preso in considerazione le case di proprietà delle Pubblica amministrazione. In questo modo, infatti, avevamo un numero fisso di edifici e abbiamo potuto cercare situazioni adatte, scegliendo senza creare problemi ad altri soggetti. In Sardegna, ad esempio, abbiamo scelto case rurali isolate che non avessero avuto abusi edilizi, mentre a Genova abbiamo lavorato su un edificio intero, senza escludere nessuno. A Frattamaggiore, infine, i lavori hanno riguardato il primo piano di un edificio con condizioni peggiori di abitazione. Negli altri paesi, come Malta e Cipro, sono stati scelti edifici privati, che sono stati messi a bando con criteri stabiliti.

Quali sono gli obiettivi del progetto Elhimed?

L’obiettivo del progetto è quello di aiutare le pubbliche amministrazioni a mettere in piedi alcune linee di attività e progetti per questo settore, che sta attraversando ancora un momento molto critico, e per la riduzione del 20% di consumi. Spesso questi soggetti non hanno la disponibilità finanziaria per farlo in proprio e quindi, con mini fondi strutturali, si possono dedicare parte di questi fondi a intervenire su queste case. Da questi interventi derivano anche vantaggi economici e un miglioramento delle condizioni di vita nelle abitazioni. Ci sono dei costi sociali di queste abitazioni che non vengono tenuti abbastanza in conto.

Che importanza ha l’efficientamento energetico per la nostra economia?

Se si riesce a fare discorsi meno politici e più tecnici si avrebbe un grande risparmio, che potrebbe essere utilizzato in modo diverso sul territorio. Riducendo i consumi energetici, infatti, si potrebbero risparmiare molti soldi che potrebbero essere utili a far riprendere un’economia locale che al momento è ancora in forte difficoltà. Dal punto di vista edile, poi, riprenderebbe tutto un settore e il suo indotto, senza sottovalutare che aumenterebbe anche il benessere delle persone. A Frattamaggiore abbiamo migliorato anche l’aspetto estetico di queste case. Nella regione Campania abbiamo proposto di chiedere un contributo da parte dei privati, che può essere o lo stesso lavoro delle persone che abitano gli edifici, ovviamente se ne hanno le competenze, o l’ingresso di grossi costruttori, dando loro in cambio l’aumento della volumetria dell’edificio con la possibilità di vendere gli appartamenti in più.

Cosa bisogna fare adesso?

Adesso occorre mettere a punto strumenti legislativi per utilizzare al meglio i fondi europei a disposizione. È una priorità per tutti dal punto di vista sociale. Siamo di fronte a un disagio sociale che può essere superato a costo quasi zero. Sono già state emesse delle linee guida per aiutare gli amministratori a fare appalti di gara in modo corretto, per architetti e ingegneri a trovare le soluzioni migliori, ma anche per la campagna di promozione per le regole minime per gli stessi abitanti. Il percorso è stato tracciato, non resta che decidere se seguirlo o meno, consapevoli dei vantaggi evidenti che può avere l’efficientamento energetico sia dal punto di vista economico che sociale.

 

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