domenica, Settembre 26

Ed ecco il voto contestato field_506ffb1d3dbe2

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Indonesia protesta Ahmadi

Bangkok – All’inizio sembrava tutto chiaro. Il Governatore di Jakarta Joko Widodo ha sconfitto il rivale Prabowo Subianto con il 53 per cento dei voti. La Commissione Generale per le Elezioni KPU ha annunciato l’esito finale del voto dichiarando ufficialmente Joko “Jokomi” Widodo come il Presidente eletto con una somma finale di 70,997,833 voti pari al 53.15 per cento dei voti disponibili generali, nella serata di Martedì scorso. «La Commissione Generale per le Elezioni dichiara la coppia di candidati come Presidente eletto e Vice-Presidente», ha dichiarato il capo della Commissione Generale per le Elezioni, Husni Kamil Malik, nel corso dell’annuncio ufficiale fatto via tv dal quartier generale della Commissione Generale per le Elezioni a Jakarta sempre nella serata di martedì scorso. Durante la stessa trasmissione che veicolava l’annuncio ufficiale, Husni Kamil Malik ha affermato il candidato rivale Prabowo Subianto ha raggiunto i 62,576.444 voti ovvero il 46.85 per cento dei voti complessivi.

Il capo dell’Agenzia di Supervisione sulle Elezioni Muhammad ha anch’egli confermato che il voto finale risultava identico ai dati a disposizione della stessa Agenzia. Husni Kamil Malik ha poi confermato che tutti i Membri della Commissione hanno vistato e siglato i dati sottoscrivendo infine il documento conclusivo delle operazioni di spoglio.

Poi è cominciata la seconda fase, quella che tutti temevano e che si sperava un po’ in tutto il Paese no avesse a ripetersi, come accaduto nel recente passato delle elezioni presidenziali. Nel mondo ideale, insomma –con otto milioni e passa di voti di scarto, come in questo caso- il candidato sconfitto va in tv, ammette la sconfitta, fa le congratulazioni al candidato vincitore e –nell’onore verso la Patria- si proclama ufficialmente e in pubblico che si sosterrà il ruolo dell’opposizione costante e dura se necessaria, ma sempre nel rispetto dei risultati del voto popolare.

Ma il mondo ideale, anche nella vita della Democrazia, spesso non coincide con quello reale. E –puntualmente- i timori della vigilia dello spoglio elettorale si sono ripresentati nella loro interezza alla porta della Democrazia indonesiana.

I risultati delle elezioni del 9 Luglio scorso, quindi, sono ora noti a tutti ma l’Indonesia, gli indonesiani e gli osservatori delle cose d’Indonesia dovranno attendere ancora qualche giorno soprattutto per verificare quali siano le prossime mosse del team del candidato Prabowo. La sera di venerdì scorso, cioé 72 ore dopo il pronunciamento ufficiale della Commissione Elettorale, scadeva il termine ultimo nel quale il candidato sconfitto Prabowo Subianto avrebbe potuto consegnare alla Corte Costituzionale formale richiesta di rivedere il risultato delle elezioni che ha visto il Governatore di Jakarta Joko Widobo batterlo con uno scarto di 8.3 milioni di voti. La notte scorsa, l’avvocato di Prabowo, Mahendradatta, ha riferito ai media locali: «Questo non è il terreno della Corte Costituzionale perché si possano dirimere le dispute procedurali». Che –in ogni caso-non preclude interamente una sfida ed una iniziativa legale da presentarsi in precedenza presso una Corte di livello più basso.

Nel caso in cui Prabowo vada avanti con la sua petizione presso la Corte Costituzionale, ci si attende cominci la sua audizione la settimana intorno al 4 Agosto e ci saranno 14 giorni lavorativi dall’inizio della presentazione della procedura prima di procedere ad una decisione in merito. Una battaglia all’interno della Corte Costituzionale potrebbe anche essere l’ultimo ricorso legale contro il risultato ufficiale delle elezioni presidenziali, basato peraltro secondo numerosi esperti con una piccola chance legata al fatto che la task force legale dello sfidante al Presidente eletto secondo il voto ufficiale possa dimostrare vi sia stata una vasta e reiterata violazione della legalità nel corso delle elezioni che possa spiegare il gap tra il vincitore ufficiale e lo sfidante Joko.

Tra coloro che hanno suggerito una via contraria all’azione legale non vi era altri che il Dottor Mahfud M.D. un ex Capo della Corte che ha guidato il team della campagna di Prabowo. Il Dottor Mahfud nella giornata di ieri ha affermato che il suo lavoro in qualità di capo della campagna ha seguito il suo corso naturale e non dovrebbe risultare in alcun modo coinvolto in un qualche tentativo di manomettere i risultati finali.

La decisione della Corte Costituzionale è finale e blinda tutto. Nel caso in cui vi sia chiara evidenza di frode o voto manomesso, i nove giudici che compongono la Corte hanno l’autorità di ordinare il riconteggio delle schede e ripetere il voto qualora lo ritengano necessario. Ma molti fanno rilevare –come ha fatto l’esperto di leggi costituzionali Saldi Isra dell’Università Andalas – che anche se il team di Prabowo possa puntare a definire le circostanze per cui si debba procedere a ri-conteggiare le schede elettorali oppure ripetere il voto, è difficile vedere come il Capo del Partito Gerindra possa scalzare Joko con il suo margine di vittoria di oltre otto milioni di voti di differenza.

In passato, i candidati perdenti alle presidenziali, compreso il team di Megawati Sukarnoputri e Prabowo nel 2009, hanno presentato richiesta d’appello alla Corte contro i risultati finali ed hanno perso. Anche a causa di questi precedenti i supporters del candidato vincente stanno cominciando a consigliare al proprio leader di riferimento di riconsiderare se non sia il caso di immaginare di servire la Patria in forme differenti ed in un altro modo. Allo stesso modo, i membri di numerosi partiti nella coalizione di Prabowo hanno cominciato a inviare segnali al campo di Jokowi di voler sedere al loro posto quando il Parlamento riaprirà ad Ottobre. Si tratta di formazioni come Golkar, il Partito di Sviluppo Unito ed anche il Partito Democratico di Yudhoyono, i partiti il cui sostegno è andato verso una Amministrazione Jokowi-Kalla i quali hanno bisogno di spingere sulla strada delle riforme, temi che hanno caratterizzato le loro campagne politiche ed elettorali nell’ultimo mese trascorso. Poiché nessuno in questi partiti è innamorato dell’idea di unirsi alla compagine di Joko, molti osservatori ritengono che sull’onda del calore della campagna elettorale e nella battaglia successiva alle elezioni presto potranno slittare in lotte intestine per il controllo all’interno dei partiti stessi.

 

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